La playlist dei DUST, “Hot Wheels” for JAYMAG

La playlist dei DUST, “Hot Wheels” for JAYMAG

Nuova playlist compilata dagli artisti per Jay Mag. E’ il turno dei Dust…

… I Dust nascono nel 2009 dal desiderio di sei ragazzi di trasformare in estro creativo una passione visceraleper il pop – rock anglofono in ogni sua sfaccettatura, ricercando una forma canzone che potesse abitare il confine fra tradizione e modernità. La band definisce subito la propria alchimia in un sound dal accento classico, ma collocato sul ponte che collega la new wave di fine anni ’70 alla nuova frontiera degli Wilco.(È in questa zona liminale che si sviluppano le peculiarità della formula dei Dust, riscontrabili negli ampi spazievocati dagli arrangiamenti e in una tensione comunicativa a cavallo tra pienezza soul e toni più oscuri e introspettivi, rimarcati dalla vocalità cavernosa di Andrea D’Addato.) Il primo ep di brani autografi, “Kind” è datato 2012). Una uscita che porta la band ad esibirsi su alcuni dei palchi più importanti di Milano e del Nord Italia, di spalla ad artisti del calibro di Diaframma, The Niro, The Black Atlantic, EsbenAnd The Witch, Enrico Gabrielli. A settembre 2013 la band si chiude nella sua sala prove per dedicarsi alle sessioni di “On The Go”, il primofull – length album, uscito a Marzo 2015 per Sherpa Records.

“Hot Wheels”, la Playlis spiegata track by track

Di Dust

dust

Come potrete ben immaginare, quando una band è formata da sei elementi, riuscire a scegliere una serie di brani che la accompagni durante un viaggio e accontenti tutti non è mai facile. Questo è stato sicuramente un bel test, ed abbiamo deciso di stilare la playlist tutti insieme, proprio per mettere in luce i diversi volti e le diverse anime dei DUST.

BLUE NILE – “TINSELTOWN IN THE RAIN”

La colonna sonora ideale per una guida in città, magari tornando in solitaria da una serata. Al contempo rigenerante e solcato da una vena di malinconia, questo funky bianchissimo virato pop lascia ammaliati al cospetto della voce confidenziale di Paul Buchanan.

BAND OF HORSES – “OUR SWORDS”

Ogni playlist d’auto che si rispetti necessita una pausa di riflessione ed è difficile in tal senso non innamorarsi di questo gioiello carico di una tensione mai doma. Il dialogo chitarra-basso-batteria è talmente perfetto che risulta complesso guidare senza muovere la testa a tempo, ma la parte del leone la fa l’interpretazione insolitamente trattenuta di Ben Bridwell.

SUN KIL MOON – “BEN’S MU FRIEND”

Tra i grandi artisti con la A maiuscola del decennio Duemilanon.
Accanto al paesaggio che si staglia davanti a noi vorremmo avere le pagine del suo testo per poterla cantare.

AMERICAN FOOTBALL – “NEVER MEANT”

Nel bel mezzo del viaggio, dopo ore di furgone e con le gambe che iniziano ad intorpidirsi. Gli intrecci di chitarre e il cantato malinconico portano subito gli sguardi assenti verso i finestrini e i la testa a fantasticare su cosa ci attenderà alla fine di questo viaggio.

MAC DE MARCO – “COOKING UP SOMETHING GOOD”

Quando la strada inizia a farsi infinita, gli occhi pesanti e gonfi e gli stomaci iniziano ruggire, sul ciglio della strada compare un cartello che recita “tra 5000 m. Area di Servizio”. E’ il momento di rialzare un po’ i toni, sapendo che da lì a poco avremo tra le mani un panino e qualche rivista scandalistica di bassa fascia di cui ridere per il resto del viaggio.

REAL ESTATE – “IT’S REAL”

Nel compilare una playlist in vista di un viaggio lungo è importante tener conto che, con buone probabilità, si andrà incontro a diverse condizioni atmosferiche. Essere preparati all’eventualità di un temporale con la canzone giusta è fondamentale, ma anche avere il brano giusto nel caso il sole decidesse di spaccare le nuvole e tornare ad illuminare la nostra strada.

BREAKWATER – “RELEASE THE BEAST”

Istruzioni: sterzare tutto, tirare il freno a mano, controsterzare. Una derapata funk datata 1980, per quei momenti da braccio fuori dal finestrino e occhiale a specchio. Se da soli, ricordarsi di smetterla di fare su e giù con la testa e guardare la strada. Se in gruppo, prepararsi in anticipo una risposta per quelli che chiederanno se il volume deve essere proprio così alto.

WILCO – “MUZZLE OF BEES”
La delicatezza della voce di Tweedy e l’irrequietezza delle chitarre riuscirebbero a condurci in qualsiasi parte del mondo, a bordo di qualsiasi mezzo.

OTIS REDDING – “RESPECT”

Un po’ di sano rythm and blues d’annata, per far muovere culo e piedi durante i trasferimenti notturni ed evitare il tanto temuto (e bramato) sonno. Immancabile.


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