Il ritorno dei The Vaccines

Il ritorno dei The Vaccines

Era da tre anni che non si avevano più tracce sonore del gruppo inglese che nel 2011 aveva prepotentemente imposto la sua presenza, con quello che si rivelò essere il disco d’esordio migliore dell’anno: i Vaccines. Finalmente pochi giorni fa è uscita la loro ultima fatica, “English Graffiti”, prodotto da Dave Fridmann, già collaboratore di band del calibro di MGMT, Ok Go e Weezer, e i cui testi sono stati scritti (come di consueto) dal carismatico frontman, Justin Young.

Il goal della band voleva essere quello di dar vita a un disco “che suoni 2015, un disco pazzesco fra un anno e terribile fra dieci” ed è forse per questo motivo che sono molti i riferimenti a musica contemporanea, anche se il sound dei Vaccines (da ispirazione retrò fra rock’n’roll anni ’50 e hardcore anni ’80) è comunque onnipresente. Purtroppo però questo mashup non ha dato buoni frutti.

La prima canzone dell’album, nonché primo singolo estratto, “Handsome”, ci riporta allegramente ai bei vecchi tempi, al 2012 di “Come of Age” e al 2011 del loro esordio, “What did you expect from the Vaccines?”. Il resto delle tracce, invece, è un continuo sali scendi dalle montagne russe emotive che devono essere i sentimenti di Young: ballate romantiche vengono brutalmente inframmezzate da canzoni movimentate e molto più frivole; come la ballata “Want you so bad” seguita dalla vivacissima “Radio Bikini” che precede la tristemente romantica “Maybe I can hold you”. Vero è che l’identità della band, creata nel corso di questi cinque anni di attività, ha sempre preso spunto dall’inadeguatezza e dalla rabbia tipiche dei giovani come anche dal loro lato romantico; però nei primi due album c’è sempre stato un equilibrio a legare questi due lati di Young, che in questo caso risultano assolutamente scollegati, tanto da far sembrare il frontman della band, e lo stesso album, molto più lunatico del previsto.

La parte migliore dell’album è forse quella Delux, dove trovano spazio la ballata che dà il titolo all’album, “English Graffiti”, e “Stranger”, insieme a “Miracle”, la migliore canzone dell’intero album. Mixando sonorità retrò anni ’60 e Surf con il vecchio sound della band, questo brano è la vera novità dei Vaccines, l’unica canzone davvero diversa in modo positivo. Peccato che la band non lo abbia capito in tempo in modo da seguirne le sonorità per ispirarsi e dare vita, così, a un nuovo album davvero innovativo. Invece, anche se la band aveva come scopo quello di creare un album sui generis, in realtà “English Graffiti” ha in sé sonorità talmente in contrasto tra loro da non poter rientrare in unico genere.

Cosa ci aspettavamo dai Vaccines? Sicuramente qualcosa di meglio.

 

 

 


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