T-Rex, we’re home

T-Rex, we’re home

Capisci di amare tanto i dinosauri, e di averli sempre amati, quando tifi per loro anche quando si sbranano gli umani.
Non avremmo mai pensato di vedere Jurassic World e di uscire dal cinema entusiasti, commossi, felici. Per un attimo ancora bambini. Se la sono studiata proprio bene per non deludere chi con Jurassic Park, il primo, l’unico, l’inimitabile, l’intoccabile, ci è cresciuto. Gli altri due potevano anche non uscire, si sa, ma questo no, questo un senso nel non senso ce l’ha. È il giusto finale.

hgxfysec5xcn2odalxroIl parco apre, è diventato un luna park, i cuccioli di dinosauro si cavalcano come pony, si dà da mangiare ai brontosaurini come fossero caprette, li andiamo a vedere e a trovare nel loro habitat come si fa durante i safari in Africa. Ma poi la natura, i dinosauri, vincono e prevalgono sempre ed è giusto che sia così. Alla faccia dell’essere umano con le manie di onnipotenza. Questo Jurassic è per i nuovi bambini, per gli appassionati dei film d’azione con effetti speciali sbalorditivi, quelli che adorano i blockbuster per capirci, perché c’è tutto, lo spettacolo, la storia d’amore, il supereroe e la svampita fighetta che diventa eroina (una specie di Jessica Lange che durante il finale si mette pure in posa come per citare King Kong), ma soprattuto, questo film, è per chi era alle elementari quando uscì il primo, (l’unico, l’inimitabile). È per tutti quelli che grazie al film volevano diventare paleontologi e che magari lo sono pure diventati, per quelli come me che giocavano a essere Ellie Sattler e che si erano costruiti, come me, un Jurassic Park in miniatura in casa, dentro a un cubo aperto davanti e dietro, con tanto di sassi, foglie, terra rubata dalle piante del salotto di casa e dinosauri di tutte le grandezze sparsi dappertutto. È per quelli come me, che parlavano solo di dinosauri a scuola, e che avevano l’enciclopedia dei dinosauri (che alla veneranda età di trentun’anni mi sono pure ricomprata su eBay perché mia madre l’ha data via a chi sa chi una volta che sono diventata adolescente). È per quelli che sapevano tutti i nomi, che facevano l’album delle figurine e tutto ciò che era a forma di dinosauro doveva essere subito fatto comprare da mamma e papà. Tutto. È per quelli che sono stati capaci di tenere in vita il bambino che in noi.

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E Jurassic World non vuole essere un’imitazione. Si sono giocati la carta delle citazioni, dei memobrabilia. Ce ne sono a bizzeffe, non stiamo qui a elencarli, il bello è riconoscerli. Qui hanno giocato bene con i sentimenti, con chi sa a memoria Jurassic Park e ancora adesso si commuove per la scena dell’arrivo di Ellie e Alan nel parco, quando vedono per la prima volta un brachiosauro, vivo, che bruca nel prato, che si alza sulle zampe davanti per prendere una foglia, in alto, e che quando torna giù fa un tonfo proprio durante la parte finale del tema di John Williams. Da brivido. Qui hanno giocato e lucrato sui ricordi d’infanzia di una generazione intera. E tutto torna, perché Spielberg il regista del primo film, (l’unico e l’inimitabile), usufruì delle risorse tecnologiche della Industrial Light & Magic dell’amico George Lucas per fare i dinosauri in computer grafica. Per la prima volta un essere vivente prendeva vita attraverso i computer. E quest’anno cosa esce? Il nuovo film di Star Wars con i personaggi originali, i primi, gli unici e inimitabili. E qui, invece, non hanno neanche avuto bisogno di richiamare il cast, è bastato evocare Jurassic Park, perché i veri protagonisti in realtà non mancano, perché sono e sempre saranno gli indiscussi dinosauri. Ci sono i raptor, in una versione cani ammaestrati bella da immaginare ma davvero poco credibile anche da vedere in un film. I soliti noti e simpatici gallimimus, i triceratopi, gli stegosauri, i brontosauri e qualche nuova comparsa. E poi un ibrido, inventato dall’uomo e che avrà vita breve? Chissà… E poi lui, il re, il T-Rex, che quasi alla fine del film, rimasto solo con un raptor, sembra davvero dirgli quello che durante il trailer del nuovo Star Wars Ian Solo dice al suo inseparabile e fedele compagno: “Chewie, we’re home”

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Eh, sì, perché i dinosauri sono tornati e sono di nuovo a casa loro, su quella terra che hanno calcato per milioni di anni, mica come noi pivelli.

No, non è stato bello vedere quello che l’uomo potrebbe fare con quelle bestie se le riportasse davvero in vita. Sarebbe sì un sogno, poterli vedere, anche solo per un attimo, e poterli accarezzare (un erbivoro ovviamente) ma no, non siamo capaci di badare per bene a un cane, figuriamoci a un T-Rex!
Lasciamo perdere i parchi divertimenti, i sogni, e lasciamo riposare questi animali in pace, re inespugnabili del pianeta terra. Tanto, prima o dopo, ci estingueremo pure noi, questo è certo, e allora sarà finita davvero per tutti.

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Regia  

Colin Trevorrow

Produttore esecutivo  

Steven Spielberg

Casa di produzione   

Universal Pictures

Effetti speciali   

Industrial Light & Magic

Musiche   

Michael Giacchino su tema di John Williams

Cast

Chris Pratt: Owen Grady
Bryce Dallas Howard: Claire Dearing
Vincent D’Onofrio: Vic Hoskins
Jake Johnson: Lowery Cruthers
Nick Robinson: Zach Mitchell
Ty Simpkins: Gray Mitchell
B. D. Wong: Dott. Henry Wu
Irrfan Khan: Simon Masrani
Omar Sy: Barry
Judy Greer: Karen Mitchell
Lauren Lapkus: Vivian
Brian Tee: Takashi Hamada
Katie McGrath: Zara Young
Andy Buckley: Scott Mitchell



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