Come cane e gatto

Come cane e gatto

Sarà forse per la R che hanno in comune ma il connubio tra rap e rock, a mio avviso, è assolutamente naturale. Magari chiederlo agli Anthrax/Public Enemy (vedi Bring The Noise) o ai Run DMC/Aerosmith (Walk This Way) sarebbe più lecito? Di sicuro avremmo la risposta più chiara e più autorevole. Questi due movimenti culturali – chiamiamoli così più che generi – nascono dall’esigenza di rivoluzione e, anche se a mio avviso sono come cane e gatto, si compensano a vicenda creando una sorta di miscela esplosiva che si differenzia da tutto come attitudine più che come suono. Ed è qui che ho sempre riposto le mie speranze creative come produttore musicale. Essendo un dj/turntablist (musicista del giradischi) e sposando a pieno la cultura hip hop, ho trovato sempre l’attitudine del rock affine alla mia creatività perché trovo che nel rock il rapporto con il proprio strumento sia una sorta di amicizia viscerale, che è un po’ quello che provo io per il mio giradischi. Credo che oggi, nella nostra epoca – che poi le epoche musicali non esistono – le mode cosiddette di genere sono trend di mercato ma la musica nei vari generi non si ferma, le contaminazioni non si fermano e, grazie a loro, si scoprono nuove strade. Il purismo è come lo sciacallaggio, il rispetto è dato nel conoscere le origini di una cultura ma senza contaminazioni non ci sarebbe procreazione di nuove forme. La mia idea di connubio tra rap e rock l’ho messa spesso nei miei lavori e si può sentire soprattutto in album come Elettrico (firmato Rancore & Dj Myke) e nel recente Dellavita DellaMorte (disco omonimo), dischi in cui, con assoluta umiltà e naturalezza, ho fatto da Caronte nei due mondi. Il BEAT e il RIFF non moriranno mai e, anche grazie alla loro unione, si preserverà nel tempo il loro purismo proprio come generi a se stanti. Per concludere questa mia breve riflessione vorrei però precisare di “non confondersi” con quello che viene reputato crossover: per creare una contaminazione ci vogliono due ingredienti distinti che poi creano “crossoverismo”, ciò che nasce già crossover non è di per sé una contaminazione ma un prodotto della contaminazione avvenuta, perché crea a sua volta un altro genere che, alla lunga, si discosterà (e già lo ha fatto) da quelli che erano i due genitori iniziali. Viva l’hip hop, il rock e tutto ciò che ne consegue: almeno nella musica non ne facciamo una questione di razza ma di metodo.

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Dj Myke, attivo sulla scena hip hop dal 1997, figura tra i protagonisti del turntablism italiano. Ha vinto per quattro anni consecutivi il “DMC Italy” ed è arrivato quattro volte in finale al “World DJ Championship”. Nel 2003 a Praga, insieme a Dj Aladyn, si classifica secondo nel “ITF eastern emisphere”. Nel 1999 fonda insieme a Dj Aladyn e Dj T the Thief la crew di dj/turntablist MenInSkratch. Nel 2004 dalla collaborazione con Svedonio nasce il progetto The Reverse, A gennaio 2010 invece esce “Hocus Pocus”, il suo primo album solista, che segna il suo esordio come producer. Dalla collaborazione sulla terza traccia dell’album, “Lo Spazzacamino”, nasce la collaborazione fissa con il rapper Rancore che dà vita, nel dicembre successivo, all’EP “Acustico”, seguito, nel 2011,  da “Elettrico”. Il suo progetto più recente lo firma con Max Zanotti, si chiama DellaVita DellaMorte e fonde i differenti background dei due artisti.

 

 



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