dEUS, una recensione un po’ porno

dEUS, una recensione un po’ porno

 

Vent’anni di dEUS. Quale migliore occasione per andare a sentirli dal vivo! Hanno fatto uscire un best of, “Selected Songs 1994-2014“, e quindi sul palco che fanno? Tutti i loro pezzi più belli, quelli vecchi, quelli famosi, quelli che i fan adorano, e poi ne approfittano per buttarci dentro “Quatre Mains” dal loro ultimo disco d’inediti “Following Sea”, che dal vivo rende molto bene.

La musica dei dEUS non attira grandi masse. Quale delusione nel vedere che hanno riservato per loro il palco piccolo del Carroponte, mica quello grande (quello, in Italia, è riservato a gente come Fedez e pochi altri). Li abbiamo visti tante volte in passato, e sempre in location medio piccole, come il Rolling Stone, i Magazzini Generali. Dopo tanti anni magari hanno raccolto più fan, dai… No, niente da fare. Ci saranno state forse duemila persone, esagerando. Ma è così inspiegabile che i dEUS non riempiano gli stadi? Perché non riescono a essere gli headliner di un festival (se non in Belgio)? Sono mediocri o sono troppo bravi? Troppo di nicchia? Troppo ricercati per essere amati da un grande pubblico? Hanno un tiro che pochi hanno. Quando suonano i pezzi più duri, non hanno nulla da invidiare alle band più pure del rock. Però sono anche pop, anche funky, blues, jazz, alternative, indie. Sarà questo? Che alla fine non si riesce a inserirli in un contesto ben preciso? Non sono etichettabili, e la gente che ascolta certo rock trova nei dEUS cose che non gli piacciono, così come chi ascolta solo indie, solo pop o sono funky ecc… Insomma, i dEUS sono per pochi, mi spiace per loro. Ma noi ce li godiamo sempre alla grande, e proprio anche perché in pochi. Si arriva sotto palco facilmente, si riesce sempre a vederli da vicino, sotto cassa. I loro concerti sono intimi, travolgenti e coinvolgenti allo stesso tempo. Salgono sul palco, si mettono davanti in quattro, tutti tranne il batterista. Nessuno è un passo indietro a Tom, perché come ci ha detto durante la nostra intervista, per lui la band è come una famiglia. Tom dà spazio e importanza agli altri componenti. Poi certo, principalmente è lui che si guarda, fissandolo, durante il concerto, perché quella voce ti ammalia, ti fa scogliere, ti tocca dentro. E poi se fa sesso come si muove, quell’uomo deve essere un portento. Ha il ritmo nel sangue, ce l’ha dentro. E poi quando usa quelle bacchette, sembra che sculacci qualcuno, dai, esagerato! È sexy come pochi altri uomini al mondo (se è gay o no non si è capito e nessuno lo sa, girano voci sul web), anche se è di quel genere un po’ hardcore, sfasciato, fattone, tamarro, non certo sofisticato, carino e delicato. Ma a noi piace così. È uno che se ti prende ti ribalta, almeno, fa questa impressione, e così fa la sua musica, perché se Lombroso aveva ragione, uno con quella faccia, con quella aurea sessuale che lo circonda, non poteva far altro che la musica che fa. Musica per fare sesso, musica per fare l’amore, musica per orecchie che ne capiscono di musica. Musica di qualità, dote rara. I dEUS ti piazzano con la stessa disinvoltura un pezzo lento e acustico e uno che ti prende e ti stravolge a suon di chitarre e distorsori. E così è successo al Carroponte. Quando ti propongono “Instant Street”, con quel finale da brivido, ti senti portare via e vorresti che non finisse mai più, come una scopata da manuale. E poi ti fanno fare l’amore con i loro pezzi più lenti e in parte acustici, per poi ripiombarti addosso con furore e sudore. Ed ecco la sensuale “Slow”, “The Architect”, “If you don’t get what you want”, “Constant Now”, la dolce “Roses”, l’immancabile “Suds & Soda”, con la quale hanno chiuso il live, preceduta, sempre durante il bis, da una delle nostre preferite, dove i dEUS mostrano il massimo del loro splendore, “Bad Timing”, (che dal vivo, purtroppo, non rende mai come su disco). Un’ora e mezza di musica come si deve, come dovrebbe durare una sana e buona sessione di sesso quando c’è passione, attrazione, amore, e intesa con il partner.

Vabè, ne è uscita una recensione un po’ porno, ma Tom Barman e la sua musica fanno questo effetto. Scusate. Ah, comunque sì, il concerto è stato figo, i ragazzi erano in forma, non deludono mai. Ma questo lo sapevate già.

 

 

Leggi cliccando qui la nostra intervista a Tom Barman!

 

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