Facebook

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Di: Fabio Mittino

Penso che Facebook abbia accelerato il processo di corrompimento della natura umana, l’egoismo e l’egocentrismo.

E’ un regno immenso dove l’ignoranza di molti schiaccia e livella globalmente l’intelligenza umana.

E’ stato osservato scientificamente l’incapacità degli incompetenti sia di rilevare la propria mancanza di talento, sia di riconoscere il talento altrui.

Il fenomeno noto col nome di effetto Dunning-Kruger sostanzialmente spiega perché siamo circondati da persone ansiose di dire la loro su qualunque argomento, al contrario degli esperti veri, che non si mostrano altrettanto sicuri delle proprie capacità.

Un parallelo con il mondo di Facebook potrebbe essere: la maggior parte degli ignoranti commenta e scrive post a raffica, mentre chi avrebbe forse qualcosa da dire non lo fa.

Entra poi in gioco l’ego, il voler apparire come si vorrebbe, alla ricerca di un consenso.

Un po’ di tempo fa, parlandone a pranzo con Luca Urbani, avevo formulato l’ipotesi che il livello di pazzia della gente di fb fosse direttamente proporzionale alla distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.

Ma è in verità una teoria che fa un po’ acqua da tutte le parti, perchè implicherebbe avere una conoscenza di sé abbastanza precisa e brutalmente onesta, cosa che ben pochi di noi in realtà possono vantare di avere.

La possibilità di ricevere da google o da fb notizie solo di un certo genere peggiora ulteriormente la situazione.

Un qualunque fanatico, politico o religioso, può scegliere di ricevere notizie solo di un certo tipo ed entrare in gruppi su fb che la pensano come lui, perdendo così un giudizio critico o una mentalità più aperta, curiosa e ricettiva.

Si è poi propensi a credere che se si hanno 5000 amicizie, tutte queste persone riceveranno e magari leggeranno cio che scriviamo.

Per esempio “Ieri ho fatto un post importante per la Nazione” è un frase scritta da una persona apparentemente normale che lessi un po’ di tempo fa (prima di rimuoverla dai miei contatti).

Ma ce ne sono una caterva di frasi ben peggiori, che dimostrano come la gente abbia completamente perso il senso della realtà.

Ecco, io credo di essere stupido proprio come questa gente.

L’unica cosa che forse mi salva è rendermi un pochino conto di questa follia collettiva, così posto solo informazioni che tornano utili per il mio lavoro di musicista e semmai commento su argomenti così leggeri che volano via dopo pochi secondi, senza far male a nessuno.

Aggiungo anche il fatto che non amo sentirmi intelligente mettendo il naso tra i dibattiti degli ignoranti, preferisco piuttosto sentirmi ignorante ascoltando e cercando di imparare da persone straordinarie.

Facebook è uno strumento potentissimo: grazie ai social mi sono finanziato due dischi, una produzione ed un tour, ho ottenuto sponsorizzazioni, maggiore visibilità e mi aiuta tutt’oggi a lavorare. Sarebbe molto più intelligente per me aprire una pagina pubblica al posto di una privata, ma significherebbe invitare la gente a “diventare fan di Fabio Mittino” e me ne vergogno molto.

Se non fosse per il lavoro, quindi, non sarei sui social. O meglio, li avrei abbandonati.

Quando leggo un commento stupido, una foto di persone sconosciute o semplicemente un contenuto non interessante, attivo l’opzione “non ricevere mai più notifiche da tizio”. Dopo qualche mese, mi sono ritrovato in bacheca solo notizie dalle poche persone che frequento nella vita reale, quindi che senso avrebbe per me fb, se non lo dovessi usare per la mia attività di musicista?

Facebook può essere anche divertente, credo solo debba essere usato con attenzione: sta a noi scegliere cosa postare, quali foto pubblicare.

Non sopporto le teorie complottiste, ma è abbastanza palese che stiamo regalando a Google o Apple, per dirne due, troppe informazioni sulla nostra vita.

Sanno dove siamo con la geolocalalizzazione. Sanno del nostro lavoro con Linkedin. Grazie a Facebook conoscono praticamente tutto il resto: cosa facciamo, cosa pensiamo, con chi, perchè… con tanto di foto e video.

Le mail possono venire lette, così come i documenti. Ora anche le applicazioni sono sul cloud.

Per non parlare delle nostre impronte digitali (iphone) e battito cardiaco (iwatch). Quanto ci vorrà prima che una compagnia di assicurazione non stipuli polizze legate ad un’applicazione che monitora in tempo reale lo stato di salute di un cliente?

“Signor Mittino, buongiorno, è la sua assicurazione. Volevamo informarla che sta per scadere, e il rinnovo quest’anno costa di più. Eh sì, lei sta facendo una vita troppo sedentaria. Perchè ha smesso di correre? Si sente bene?”

——

Chitarrista, componente dei Fluon con Andy (Bluvertigo), Luca Urbani, Fabrizio Grigolo.

http://www.fluon.it/

https://www.facebook.com/fabiomittino

 


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