Noel Gallagher’s high flying birds/Omar Pedrini, recensione live 06/07 Assago (Summer Arena)

Noel Gallagher’s high flying birds/Omar Pedrini, recensione live 06/07 Assago (Summer Arena)

Nei ’90 dovevi scegliere, Blur o Oasis da lato Albione, Timoria o Litfiba giocando in casa. Io scelsi gli Oasis: monolitici, derivativi, tamarri, irriverenti, copioni (diciamocelo, certe cose sono proprio veri copia-incolla dai Beatles, infarciti di qualche chitarra elettrica più aggressiva). In Italia optai per i Timoria (per bilanciare?), ispirati, mai uguali a se stessi, psichedelici, innovativi, poetici. Nonostante la caldazza prevista a Milano decido dunque, complice anche il mio caro amico Gigi in gita da Napoli proprio per l’evento, di affrontare acciacchi dell’età, nostalgia ed andare a sentire i leader delle due band che ho amato da ragazzino, per vedere l’effetto che fa.

Le quattordici fermate di metropolitana che dividono me e Gigi dal palco le affrontiamo ipotizzando le scalette dei due; secondo i nostri desideri/programmi infarcite di pezzi di Oasis e Timoria. Considerazioni che ci hanno catapultati in un battibaleno sull’asfalto sudante dell’Arena di Assago, oltre ad aver scaturito fragorose risate: “Non era meglio prendere un paio di dvd del ’95, una cassa di birra e guardarcelo a casa con l’aria condizionata a palla?

All’arrivo stupisce il gran numero di ragazzi giovanissimi assiepati nelle prime file, mi immagino ad un concerto di Paul Mccartney con un sessantenne che guardandomi fa le stesse considerazioni che sto facendo io in quel momento. Ci sta, io ad un concerto di Sir Paul andrei, ovvio.
Nonostante i quaranta gradi netti ed un sole infuocato sopra la testa l’Arena si riempie già all’apertura dei cancelli. Alle 8 precise parte Omar Pedrini, voluto fortemente dallo stesso Noel in apertura, Noel che ha anche prodotto il suo ultimo lavoro “che ci vado a Londra?”. I ragazzini distrattamente cazzeggiano e bevono birra, ma con grande stupore scopro che non sono pochi i quarantenni come me orfani dei Timoria, felici ed emozionati di rivederlo su un palco degno della sua storia. Un paio di pezzi del nuovo album e poi via “Sole spento”, “Amsterdam” e quella “Senza vento”, inno generazionale cantato a squarciagola in una sorta di seduta spiritica collettiva.

NoelGallagher_082-IMG_7521-2146WW
Finisce Omar, asciugo le lacrime e vado a procurarmi una buona dose di sudore con un’altra birra alla sua salute, bello rivederlo sul palco imbracciare la sua chitarra elettrica. Lo Zio ha sette vite. Punto.

Mentre le zanzare mangiano ogni organo commestibile dei corpi lucidi sotto al palco, l’Arena si riempie del tutto. Alle 21.20 entra Noel e attacca subito con (Stranded On) The Wrong Beach, pezzo del suo primo album solista cantato a squarciagola dai più giovani, mentre i “vecchietti” come me ancora nell’imbuto del passato scandiscono ad alta voce un coro inequivocabile “O a s i s O a s i s”. Il buon Noel, abituato agli sfottò (anche perché è maestro nel tirarseli addosso), con aplomb british (ed una camicia a maniche lunghe che Dio solo sa come faceva a sopportare) prosegue a snocciolare un pezzo dietro l’altro i brani del suo ultimo lavoro. Ammetto di non conoscere bene la produzione di Noel da solo, ma l’atmosfera che si respira durante la buona mezzora di pezzi a me inediti è piacevole. Piaccia o non piaccia, Noel sa scrivere melodie apparentemente semplici capaci di stamparsi nel cervello sin dal primo ascolto.

Il rapporto con il suo pubblico è, come mi aspettavo, conflittuale. C’è chi invoca Liam, chi azzarda un coro pro Ibrahimovic (che il buon Noel, appassionato di calcio, pochi giorni fa mezzo stampa aveva definito un idiota senza cervello). Granitico Noel prosegue nel suo show, senza nemmeno arrotolare le maniche della camicia – scusate se insisto su questo punto ma continua a sembrarmi incredibile – e senza mandare nessuno a fare in culo. Poche parole e tanta musica che, inutile dirlo, raggiunge l’apice unendo “grandi e piccini” sui pezzi storici come Champagne Supernova , Whatever, The Masterplan e la conclusiva Don’t Look Back in Anger che, mortacci sua, sarà scopiazzata dai Beatles ma resta e probabilmente resterà a parere del sottoscritto il pezzo pop perfetto per lungo, lunghissimo tempo.Si chiude il sipario, la folla sfolla canticchiando in cerca di Autan e acqua. Tutti pronti ad una notte insonne per il caldo milanese insopportabile, ma con quelle melodie in testa forse più sopportabile.



Related Articles

Maître Gims, foto report al Fabrique – 10-5-2016

Arriva in Italia uno degli artisti più interessanti sulla scena internazionale del momento: Maître Gims salirà sul palco del Fabrique

James Blunt, foto report al Mediolanum Forum – 14-11-2017

James Blunt è al Mediolanum Forum di Assago a Milano, per una delle tre date italiane del tour mondiale "The

Foto report dei Neracruz – Concerto Zoe Milano 26-10-2012‏

E’ stata una “Notte da Leoni” quella che abbiamo vissuto.Ma a differenza del film, qui i nostri protagonisti sono cinque,

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.