La playlist dei May Gray, “Il nostro Festival ideale” for JAYMAG

La playlist dei May Gray, “Il nostro Festival ideale” for JAYMAG

Nuova playlist compilata per JayMag. Questa volta la selezione è dei May Gray.

May Gray, un modo di dire californiano, che non necessita di traduzione, riferito a quel periodo dell’anno in cui il grigio prevale sul consueto sole accecante. Un po’ come dire che puoi sognare la West Coast, ma alla fine stare in Emilia non é che sia poi molto diverso. I May Gray sono Paolo Rossi, Alberto Lepri e Mattia Giacobazzi. A giugno per Irma records è uscito il loro esordio discografico “Londra”, registrato da Marco Bertoni: “Nove canzoni incentrate sul tema del viaggio, nove ritratti in cui il punto prospettico su chi è destinato a partire cambia, in cui il fil rouge rimane lo stesso: arriva un momento in cui bisogna prendere tutto e andare anche, se spesso, non si sa dove ne perché. Ma Londra non vuole essere un concept album ma con in copertina una valigia, piena di oggetti di una vita, sempre pronta per partire o come appiglio per restare ancora un po’ fermi qui, Londra è un insieme di tutto questo, una storia alla fine di viaggi, ritrovati tra loro a volte per caso.”

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La Playlist “Il nostro Festival ideale” for JAYMAG

Di May Gray

Siamo in estate, e per chi ama la musica live questa stagione di solito fa rima con una sola parola: festival. Ma visto che in Italia, purtroppo, di festival degni di essere chiamati tali ne sono rimasti veramente pochissimi (e già prima non proliferavano), nel compilare questa playlist ci siamo chiesti: se dentro la valigia sulla copertina del nostro “Londra” trovassimo qualche milioncino di euro, organizzeremmo un festival? Ovviamente si, e questi sono gli artisti che inviteremmo ad esibirsi.

FOO FIGHTERS – This Is a Call
Un faro nella notte: oltre ad essere l’unico gruppo che ci mette tutti d’accordo, chiunque li abbia visti live almeno una volta non può che identificarli come la rock band definitiva della nostra epoca. Headliner a mani basse, anche perché probabilmente non accetterebbero nessun altra posizione in scaletta…

MUSE – Neutron Star Collision
Sicuramente ci costerebbero parecchio, perché se li avete visti mai dal vivo, tra palloni giganti, fuochi d’artificio, coriandoli e laser, Matthew Bellamy e soci non si fanno mancare nulla. Però sul palco non sbagliano un colpo e portano in giro uno dei live più spettacolari che ci siano al momento.

BLUR – There’s No Other Way
Oltre ad essere una delle band creativamente più importanti degli ultimi 20 anni, recentemente Damon Alban è stato portato via dalla security perché si rifiutava di concludere un concerto, voleva continuare a suonare… c’è bisogno di dire altro?

PEARL JAM – Daughter
Da fenomeno dell’epoca grunge a rock band totale, i Pearl Jam oltre ad essere nel nostro DNA meriterebbero un premio alla carriera. Certo, non sono più quelli di “Vitalogy”, ma com’è quella storia del lupo che perde il pelo?

QUEENS OF THE STONE AGE – Gonna Leave You
Vedere su un palco Josh Homme, con uno qualsiasi dei suoi mille progetti, è sempre una bella esperienza. Ancora di più con i QOTSA… Pronti per il pogo?

ARCTIC MONKEYS – Snap Out Of It
Quando sono usciti col primo album sembravano quattro stronzetti ancora sporchi di latte… Ma ne hanno fatta di strada! Nel metterli accanto ai QOTSA il sogno segreto è di vedere un featuring, visto che Homme gli ha prodotto un album.

THE VACCINES – If You Wanna
Facile bollarli come nuova “moda” britannica, anche perché hanno appena un paio di album alle spalle. Però vi assicuriamo che hanno un’anima profondamente rock’n’roll, che dal vivo si sente eccome.

THE HIVES – Walk Idiot Walk
Ok, a meno che non siate dei fan sfegatati è quasi impossibile riconoscere un brano dall’altro. Però si balla dall’inizio alla fine e sono maledettamente divertenti da vedere.

BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB – Not What You Wanted
La cosa migliore sarebbe farli suonare con il sole già basso, ma gli occhiali da sole li avrebbero addosso comunque. E sono la vena blues che non può mancare in un buon festival.

RYAN ADAMS – Something Good
Non chiedetegli di fare “Summer Of 69”, non è quel Adams, e si incazzerebbe parecchio. Ancora ingiustamente poco noto dalle nostro parti, ha alle spalle una discografia monumentale e dal vivo (passateci il termine) spacca letteralmente il culo.

WILCO – Born Alone
Oltre al fatto che hanno scritto alcuni dei migliori album di rock alternativo made in USA, sono dei musicisti incredibili. Roba che un loro concerto è una specie di lectio magistralis su come si dovrebbe fare rock.

BIFFY CLYRO – Bubbles
Tatuaggi, tanto sudore e una carica pop’n’roll fuori dal normale. Andrebbero bene a qualsiasi ora del giorno, tanto loro il freddo non lo temono.

BAND OF HORSES – Compliments
La tanto amata Seattle rivive ancora oggi con questa splendida rock band in grado di mettere insieme le radici americane in chiave pop rock e impressionanti basi ritmiche sostenute da una tastiera hammond che dal vivo risaltano sicuramente molto di più che in studio.

Italian Stage:

VERDENA – Muori Delay
Li abbiamo scelti come headliner del palco italiano. Perché? Se non conoscete già la risposta andate a vedere un loro concerto. Subito.

BLUVERTIGO – La Crisi
Effetto nostalgia immediato, concedetecelo. Prima di perdersi per strada sono stati una delle band più innovative del loro periodo. Unica condizione: a ogni tirata delirante di Morgan, scaliamo un 10% dal cachet.

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI – Prova a star con me un altro inverno a Pordenone
Non sono mai usciti veramente allo scoperto, non hanno mai fatto veramente il botto, ma sono tra i più longevi del mondo alternative. Non chiamarli sarebbe un reato.

MINISTRI – Spingere
Potenza, potenza e ancora potenza. Se volete un concerto rock con i Ministri si va sul sicuro. E si aprono già le scommesse su quanti litri di sudore avrà perso Fede a fine concerto.

MAY GRAY – La tua pelle
Ma che vi pare che abbiamo organizzato tutto questo bordello e poi non ci esibiamo nel nostro festival ideale?!


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