A ciascuno il suo compito

A ciascuno il suo compito

Di: Muna

A ciascuno il suo compito, non sono un letterato, sono un musicista, un musicista ricercatore che però adesso si trova a scrivere, solo che di solito scrivo testi e i testi si espandono nella mente e nel cuore di chi li ascolta ma non lo fanno in linea retta e negli spazi euclidei, lo fanno a spirale, si a spirale perché il tempo passa e tu però anche se torni a rivivere situazioni simili, non ripassi mai per lo stesso punto, ripassi ad una certa distanza che denota una tua crescita , un approfondimento della tua consapevolezza. Le canzoni nutrono la coscienza, la musica è importante, tutta l’arte ci è indispensabile, dal mio punto di vista è la sola cosa importante. Adesso di sicuro si alzerà qualche coglione dicendo:<< si ma si nun lavori nun magni! >> Vorrei rispondere a questa possibile obiezione dicendo che se con la parola magnà si intendono i bisogni primari e se con la parola lavoro si intende una attività “riconosciuta” volta al raggranellamento di soldi, bene sappiate che “i soldi non si mangiano”, “né si bevono”, “né si respirano”, con questo voglio dire che non considero civilizzato un paese in cui per soddisfare i bisogni primari ci vogliono dei soldi, oltretutto un sistema siffatto che mette i soldi al di sopra di tutto induce gente idiota ma potente a compromettere anche la qualità dell’aria, dell’acqua e dei cibi in nome dei soldi. In nome dei soldi viviamo una vita da sottomessi, bestie da soma, non abbiamo tempo e cominciamo a non desiderarlo neppure. Quantomeno dovremmo avere la decenza di desiderare aria, acqua e cibi puliti e invece nemmeno quello. Sapete perché avviene tutto questo? Perché siamo noi che diciamo si, diciamo che si è vero che mi servono i soldi per soddisfare i miei bisogni primari, mi servono i soldi per curarmi, mi servono i soldi per mangiare, per bere e tra poco anche per respirare, senza i soldi non posso fare nulla perché è la società che funziona così, siamo noi i controllori di noi stessi e degli altri. Noi supervisioniamo i nostri simili e loro fanno lo stesso con noi e obbediamo tutti alla stessa regola senza minimamente pensare che forse è sbagliata la regola.

Questa ed altre assurde illusioni affliggono la nostra povera umanità che è cresciuta molto in termini tecnologici ma molto poco (e per certi versi regredita) in termini di coscienza; c’è una urgenza latente di una crescita morale, è ciò che la musica tenta di fare assieme alla altre arti.

Fermiamoci un attimo, … , … , … , cosa è davvero importante per noi, continuare ad affannarci per soddisfare i nostri bisogni? Così siamo solo animali, però molto più stupidi perché gli animali lo fanno senza sforzo e invece noi ci spacchiamo il culo per un pezzo di pane fatto da aziende e che volendo potremmo farci pure da soli. È questo davvero importante per noi? È questo quello che siamo? Gli animali più stupidi del pianeta? Forse no, non credo, personalità grandiose ci hanno ampiamente dimostrato che l’essere umano può fare cose magnifiche e dal momento che le può fare forse occorre prendere coscienza che le deve fare, è un suo dovere e un suo diritto occuparsi di cose più alte del semplice soddisfare i propri bisogni corporali, non siete d’accordo? Altrimenti che ce ne facciamo della vita?

L’altra volta ero sul regionale per Francavilla, l’ho preso a Pineto, pieno di venditori ambulanti, si fanno decine di km sulla spiaggia, tornano in 25 in una casa di 50 m2, mandano qualcosa alle loro famiglie e campano con gli spiccioli, ho pensato:<< ma come cazzo fate…>> (l’ho solo pensato). Mentre la costa correva sotto il mio sguardo ed io la inseguivo con la memoria recente, uno mi chiama e mi dice:<< la Roma ha perso>>, ho pensato:<< e sti gran cazzi>> (l’ho solo pensato). A Montesilvano sale una donna che mi è sembrata magnifica, scende poi alla mia stessa fermata e si, confermo, è davvero magnifica, ho pensato:<< tu sei meravigliosa, quanta sapienza ha avuto la natura per concepirti, un considerevole numero di millenni fatto di innumerevoli miglioramenti per arrivare a te come l’opera più cercata e riuscita, e non lo dico perché ti scoperei qui e ora ma solo perché contribuisci di una goccia al riempire la mia vita di stupore>> (l’ho solo pensato). Solo pensare è inutile e allora io che l’ho fatto sono più inutile di quelli che non pensano neppure, a ciascuno il suo compito, se sai provare delle sensazioni straordinarie le devi trasmettere, se sai ponderare ingegnose soluzioni le devi realizzare, se sai motivare te stesso e gli altri devi esporti, a ciascuno il suo compito affinché avvenga la crescita della coscienza collettiva senza la quale siamo leoni da circo.

I Muna nascono a Roma alla fine del 2012 inizialmente come supporto al progetto solista del palermitano Marco Bellone (voce) che presto si accorge dell’alchimia con i suoi nuovi compagni di viaggio, Damiano Cesaroni (batteria), Giuseppe D’Angelo (chitarra), Luciano Ciamarone (chitarra) e Giancarlo Di Giammaria (basso) decidendo così di dare vita ad un lavoro sorprendentemente tonico e vitale.
In meno di un anno, dopo una serie di live, la carica dei Muna arriva al suo esordio discografico con l’etichetta Terre Sommerse.
In seguito all’uscita del loro primo album incontrano Roberto Costa (già produttore di Lucio Dalla, Luca Carboni tra gli altri), che produrrà nel 2015 il loro secondo album “Sospesa in volo”, per il quale saranno affiancati dall’ ufficio stampa MArtePress.
Il 2015 vede anche il cambio di line up all’interno della band con l’arrivo, in ordine cronologico, di Carlo Marzullo al basso e Francesco Faggi alla batteria.
Il 10 giugno viene pubblicato il singolo “Sospesa in volo”, primo brano dell’omonimo nuovo album.


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