X Factor, peggio di Italia’s Got Talent

X Factor, peggio di Italia’s Got Talent

No, non è che ci manca Morgan, anzi, siamo ben contenti che sia tornato a fare le sue cose, a occuparsi della sua musica. Poi certo, si sentirà la mancanza di uno che si esprime bene in italiano, che ne sa di musica e che fa conoscere la musica. Mancheranno i suoi insegnamenti e mancheranno pure i suoi litigi. Oh sì, X Factor avrà meno audience senza i litigi, si sa che la gente che litiga fa alzare i picchi di ascolto, e a un certo punto, quando se ne renderanno conto, scriveranno ai giudici, tra le varie cose che gli scrivono di dire e fare, anche di litigare, se no che gusto c’è? Ma a parte questo, X Factor è diventato peggio del pessimo Italia’s Got Talent non perché manca Morgan, ma perché è diventato la Corrida, è diventato un circo, è diventato un posto dove si cerca quello che diventerà famoso almeno sui social, quello che fa ridere, quello da prendere in giro. Sappiamo che prima di arrivare alle audizioni in tv davanti ai giudici famosi, ci sono quelle con dei giudici non famosi che decidono già chi mandare avanti. Allora perché i giudici dietro le quinte, quelli che non ci mettono la faccia, quelli che fanno la scrematura grossa, mandano avanti personaggi assurdi e insulsi come quelli che abbiamo visto in queste due serate di audizioni? Semplice, perché cercano la risata, cercano di far divertire, non cercano un cantante. È sputtanante fare così, però. X Factor non è più una gara canora. Durante le prime audizioni c’era davvero poco spazio per questa gente. Si presentavano i cantanti, si ascoltavano, e quelli che facevano schifo si cacciavano subito, non si tenevano per simpatia. Si vede che non basta più, che la gente si sta stancando anche dei talent, e c’è bisogno d’altro. Anche perché diciamocelo, non è che ci siano delle gran voci tra quelli che hanno passato il turno e che dovrebbero essere quelli bravi, i migliori, i “talenti”. Quelli bravi veri, non ci vanno ai talent, non gliene frega niente di partecipare a un programma falso come X Factor. Sinead O’Connor aveva ragione, i talent hanno rovinato la musica. E noi per un po’ ci abbiamo creduto ai talent, erano qualcosa di nuovo, di diverso, che dava speranza a molti giovani che sognavano di diventare cantanti, ma ora basta, è una pagliacciata, ed è triste vedere un programma che usa le speranze e i sogni delle persone per non fare altro che denigrarle, prenderle in giro. Perché far salire sul palco e far andare in tv una che è stonata come una campana solo perché i genitori le hanno detto “brava”, perché i figli si sa so’ piezz’e core. Ce n’è davvero bisogno? A chi serve tutto questo? A Facebook e Twitter, così d’alimentare i commenti, le condivisioni? Tanto si sa che online, alla gente, al riparo dal confronto faccia a faccia, piace insultare, giudicare, e via dicendo. Sembrano tutti esperti in questo. Direte voi: “Ma la ragazza è qui per partecipare, è lei che si è iscritta, anche se è stonata.” Ok, e non è superiore cacciarla via spiegandole e facendole capire che non è proprio portata per il canto, magari in privato? Siamo ancora nel medioevo? C’è bisogno della gogna, della pubblica piazza? I social, il progresso, hanno portato a questo? Allora sapete che c’è? Ne facciamo volentieri a meno. Speriamo che una volta iniziato il programma, le cose migliorino. Le audizioni sono andate come sono andate, e meno male che ne manca una sola.

E quel povero ragazzo che hanno preso per la faccia simpatica, per il sorriso travolgente? Con Elio che dice: “Uno così può anche non cantare, chi se ne frega.” No, Elio, siete lì per trovare una cazzo di pop star, un talento, una voce straordinaria. E infatti, il ragazzo in questione, quando è stato intervistato qualche minuto dopo ha detto chiaramente: “Sì, buono, sono passato, ma non ho capito se mi hanno preso per la mia faccia o perché sono stato bravo.

E poi le band… ma dai, prima c’erano i “gruppi” e ora la grande strepitosa novità delle “band”, solo perché hanno visto i The Kolors di Amici, e quindi sia mai che si riesca a fare anche noi un po’ di soldi con qualche band che piace tanto alle ragazzine che comprano ancora i dischi e tutto il merchandising al seguito.

Ci dispiace solo per Skin, un’artista che stimiamo e che abbiamo amato molto. I suoi primi dischi, fino a Post Orgasmic Chill, li abbiamo consumati e cantati a squarciagola. Lei lì dentro è una che ha tanto da dare e da insegnare a tutti, speriamo serva a qualcosa, anche se, diciamocelo, pure lei si è ridotta un po’ come Patty Smith, sta sempre qua in Italia perché siamo rimasti gli unici a prenderla in considerazione. Gli ultimi dischi lasciano davvero a desiderare… ma vabbè.

 


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