Airway, intervista

Airway, intervista

Jaymag ha presentato in anteprima esclusiva il sesto album degli Airway, dal titolo “Aldilà” (clicca qui per ascoltarlo!). Ora li abbiamo anche intervistati per voi…

Da dove arriva tutta questa malinconia?

Se ti guardi dentro e tenti di farlo con una certa profondità, troverai sempre dei luoghi malinconici e nostalgici che avevi sepolto e in parte dimenticato. Ecco, è proprio da quei “luoghi” che noi abbiamo tratto l’ispirazione per lavorare a questo nuovo album.

Non siete uno di quei gruppi incazzati che vogliono la rivoluzione. Sembrate più arresi e tristi… Siete anche un po’ autodistruttivi?

Siamo fermamente convinti che la vera rivoluzione parta innanzitutto dall’interiorità di ogni singolo individuo; solo essendo consapevole di chi sei, dei tuoi punti di forza e delle tue debolezze potrai poi spingerti verso l’esterno e la collettività. Non siamo assolutamente arresi, tristi o autodistruttivi, cerchiamo solo una sorta di consapevolezza e speriamo di comunicare questo intento a chi vuole ascoltarci e, perché no, riflettere.

Con che musica siete cresciuti?

Alla base dei nostri ascolti ci sono artisti e sfumature molto diverse. Abbiamo tutti in comune l’amore per quel rock che fai fatica ad ascoltare in radio o in televisione: punk, grunge, alternative rock di fine anni ’80, inizio ’90 e, ovviamente, i grandissimi Beatles che sono la base di tutto.

Nel primo brano, e non solo, mi avete ricordato un po’ i Verdena primi anni 2000, i Verdena degli esordi, tanto per capirci, però in versione più metal. Vi piacciono, li ascoltate?

I Verdena ci piacciono moltissimo si. Troviamo siano una delle poche realtà rock italiane che incarnano il concetto di artista: libero, spontaneo ed in continua evoluzione.

Cosa sognate per questo disco?

Ci piacerebbe che venisse ricordato per qualche motivo, che entrasse nel cuore delle persone e toccasse delle corde molto profonde…esattamente come è capitato a noi mentre lo stavamo scrivendo.

Come nasce una vostra canzone?

Ogni pezzo ha una storia a se’: ci sono le canzoni più ragionate, quelle che distruggi e ricostruisci un milione di volte, come esistono quelle che impacchetti in un’ora e mezza. In generale noi componiamo comunque tutti assieme, jammando a 8 mani. I testi arrivano solo alla fine, ispirandosi alle atmosfere armoniche del brano e ricalcando metricamente la melodia definitiva.

Sesto disco per voi. Come avete cominciato?

Siamo nati nel momento in cui Myspace stava esplodendo. Internet ci ha dato una grossa mano ad emergere ma non abbiamo mai dimenticato l’importanza di trascorrere ore in sala prove e suonare in giro ovunque…cosa che in realtà continuiamo a fare anche oggi.

Praticamente vivete in tour. Questo è il segreto per riuscire a suonare e vivere di musica per chi non passa attraverso un talent?

I talent non li consideriamo nemmeno: sono strumenti di spettacolo che però regalano false illusioni a ragazzi che, come dimostrano i fatti, finiscono nel dimenticatoio dopo una stagione.
Il mondo di oggi corre molto veloce, ama e dimentica nel giro di una giornata…l’unico modo per un artista di “restare” è suonare tanto dal vivo e costruirsi una solida fan base che si renda conto che “sei reale” e non un ologramma mediatico.

Che pubblico è il vostro?

Una delle cose di cui andiamo molto fieri è che una buona fetta del nostro pubblico sta crescendo con noi. E’ bello quando ti trovi a confrontarti coi ragazzi, magari finito un live, e scopri che gli interrogativi e le tematiche che affronti nei tuoi pezzi nascono dalle stesse domande che si pone chi ti ascolta.

Una cosa che vi piace molto di questo album e una che non vi convince pienamente, se c’è?

Siamo davvero orgogliosi di “Aldilà”. Ci abbiamo lavorato per un anno e mezzo e nulla di ciò che c’è lì dentro è lasciato al caso; la cosa che ci colpisce di più di questo disco è il grande potenziale emotivo dei pezzi…troviamo, specialmente rispetto a certi brani, che abbiano la capacità di toccare davvero chi ha il “cuore per ascoltare”.
Un piccolo rimpianto è legato al fatto che avremmo voluto riuscire ad inserire più canzoni ma durante la lavorazione ne abbiamo scartate davvero troppe…ci avremmo messo dieci anni altrimenti!

Siete dei giornalisti musicali per un attimo. Quale artista vi piacerebbe intervistare e cosa gli chiedereste?

Ci piacerebbe intervistare Paul McCartney e chiedergli come ha fatto a scrivere Eleanor Rigby, da dove nasce quella meraviglia.


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