JJ Burnel (The Stranglers), intervista

JJ Burnel (The Stranglers), intervista

Di Mickey E.Vil

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L’anno scorso gli Stranglers hanno superato brillantemente le Nozze di Rubino, nonostante un paio di divorzi – più o meno pacifici – di un certo rilievo. Secondo il modesto parere di chi scrive il ritorno alla classica formazione a quattro, ormai consolidata da due album degni di nota, rende più facile all’inconscio collettivo il riconoscimento di quel marchio di fabbrica che da oltre quarant’anni lascia segni indelebili nella storia della musica Rock nel senso più ampio del termine. Ricordo quando, nella biblioteca universitaria del Dipartimento di Musica a Bologna, stavo cercando “Stravinsky” nel prestigioso dizionario musicale inglese Grove e mi imbattei nella voce “Stranglers (The)”: non è errato, dunque, utilizzare il fin troppo abusato aggettivo “storici” quando parliamo dei quattro Meninblack d’oltremanica. Peccato per lo scarso interesse per gli strangolatori da parte dell’establishment italiano, come sottolinea JJ Burnel, vera icona e immagine di rocker come non se ne vedono più. Speriamo che queste righe su JayMag riescano a sensibilizzare qualche promoter deciso a dare visibilità a un importante pezzo di storia della musica che tanto amiamo. Buona lettura!

Mickey: Allora caro JJ, cosa ci racconti di queste grosse novità a proposito della collaborazione tra Stranglers e Simple Minds?

JJ: Beh, non sono grosse novità, è qualcosa di normale dato che loro sono grandi fan degli Stranglers…

M: Effettivamente sono stati abbastanza influenzati dagli Stranglers

JJ: Questo è quello che hanno detto… abbiamo suonato con loro per alcune date e in seguito ci hanno invitato ad un tour nelle grosse arene verso fine novembre! Io ero d’accordo e abbiamo accettato: loro erano così felici che hanno proposto di registrare “(Get a) Grip (on Yourself)”, la prima cosa degli Stranglers che sentirono quando decisero di formarsi! L’abbiamo registrata e suona bene, anche più potente dell’originale credo: tre di loro e tre di noi, non so se l’hai vista o sentita ma è uscita bene! Loro sono stati molto rispettosi, hanno provato bene il brano e l’abbiamo registrato in non più di tre riprese, quasi un live…poi l’hanno fatta uscire come singolo con questa canzone riciclata, vecchia di 40 anni!

M: Ho letto che i Simple Minds vennero ad un concerto degli Stranglers nel 1977 e per loro fu una vera epifania…

JJ: Esatto, è così! Sono molto conosciuti in Italia, i Simple Minds?

M: Parecchio e suonano sempre in grosse location, anche se non vengono molto spesso…

JJ: Nessuno viene spesso in Italia, perché non ci sono promoter che invitano le band!

M: Questo è abbastanza vero…

JJ: Le poche volte che siamo venuti in Italia, non c’è stata nessuna promozione! È un peccato perché so che abbiamo un grande pubblico in Italia e avete grandi fan del Rock ma i promoter non sembrano supportare tutto ciò, quindi capita che veniate a sentirci a Londra!

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M: È un vero peccato…

JJ: È un peccato anche per noi perché vorremmo venire più spesso in Italia! Chi viene ai concerti è davvero entusiasta e sa di cosa si parla, se ne intende… ma se nessuno promuove gli eventi nessuno sa che hanno luogo!

M: Pensa che in Italia c’è un famosissimo cantante, presentatore e scrittore chiamato Enrico Ruggeri che adora gli Stranglers sin dagli inizi! E ha registrato la sua versione di “No More Heroes” su un disco!

JJ: Davvero?? Non ne ho mai saputo nulla!

M: Te la devo mandare…

JJ: Sì, ti prego! Quando l’ha registrata?

M: Più o meno una decina di anni fa mi sembra…

JJ: È una cosa folle, davvero folle! Non ho mai saputo nulla di questa cosa. Normalmente di cose simili ne vengo a sapere, da tutto il mondo! È pazzesco che Italia e Regno Unito siano così disconnessi! Non ho mai sentito la sua cover ma almeno avrei voluto conoscere questa informazione, è un vero peccato, perché abbiamo dei fan splendidi!

M: Ricordi qualcosa dell’Italia di fine anni ’70, inizio anni ’80?

JJ: Sì…

M: Era diverso rispetto ad ora?

JJ: Naturalmente, anche perché venivamo più spesso: ricordo un concerto a Roma che finì quasi in rivolta! O era a Cittá di Castello…o Roma…comunque non facemmo un bis e si scatenò questa rivolta, quindi ce ne scappammo, c’era un sacco di gente…ma era splendido! Ricordo l’arrivo a Roma dopo essere stati scarcerati a Nizza, stavamo mixando “Meninblack”…poi mi ricordo il Rolling Stone a Milano, un grande posto che amavo!

M: Sfortunatamente ora è chiuso…

JJ: Lo so, lo so… mi ricordo una band italiana molto interessante, sullo stile dei Doors…

M: Ti ricordi il nome?

JJ: Non mi ricordo… li ho incontrati un paio di volte… forse c’era dentro Red Ronnie?

M: Red Ronnie è un giornalista…

JJ: Ah sì, Red Ronnie era un fan degli Stranglers, ricordo…

M: Ai tempi d’oro com’era il vostro rapporto con l’establishment musicale?

JJ: Non c’era rapporto, tentavano solo di sabotarci quando entravamo in classifica ma questo non ci ha fermati, nel lungo periodo…noi siamo ancora qui e gli altri sono morti…tutti morti! Stiamo bene, suoniamo meglio che mai e dobbiamo crearci la nostra nicchia dato che non ci aiuta nessuno tranne i fan, generazioni di fan, non certo la gente che fa parte dell’establishment!

M: Ho visto un’intervista mattutina sulla BBC ma non mi è piaciuto il modo in cui vi hanno trattato gli intervistatori…

JJ: L’anno scorso intendi? Grazie, lo apprezzo…credo non volessero mettere in discussione la loro reputazione per noi…quando si parlava di eroina, intendi?

M: Sì, mi sembrava che vi punzecchiassero…

JJ: Sì…

M: Ma è parte della storia, non vedo cosa ci sia da preoccuparsi…

JJ: Io non mi preoccupo di nulla…certo, mi preoccupo di quello che succede al mondo ma per quanto riguarda gli Stranglers non c’è nulla da preoccuparsi! Facciamo quello che facciamo e se la gente non lo apprezza…beh, è dura e ci diciamo: “Bene, abbiamo una relazione da mantenere!”… e continuiamo a scrivere del nostro mondo, a volte colpiamo nel segno come con “Giants” – che è amato da tutti – e altre volte, quando sperimentiamo, non dobbiamo aspettarci di avere successo!

M: Ora vi aspettano tre grossi tour: Francia, Regno Unito e Australia, giusto?

JJ: Beh, in realtà oltre alla Francia tocchiamo anche Belgio, Olanda, Svizzera e Germania. Poi abbiamo il Regno Unito e in seguito Australia e Nuova Zelanda che non abbiamo ancora annunciato ma lo faremo la settimana prossima. Poi ci sarebbero stati gli USA ma ho dovuto rinunciare…era davvero troppo: ci torneremo qualche volta in futuro ma tutto insieme non va bene, abbiamo preferito mantenere l’integrità degli Stranglers e non diventare schiavi del business.

M: Come ti relazioni, oggi, alle arti marziali e al Giappone?

JJ: Ero lá la settimana scorsa, sono tornato venerdì. Ho accompagnato uno dei miei allievi ad un torneo in Giappone ed è arrivato quarto! Abbiamo mancato la medaglia per un soffio ma non importa, magari ci rifaremo il prossimo anno! Sto lavorando meno in quest’ambito perché non posso essere a Londra ogni settimana ma faccio ancora qualcosa!

M: Tra l’altro hai anche composto la colonna sonora di un manga giapponese, giusto?

JJ: Sì, “Gankutsuou” che ha vinto il Festival Anime di Tokyo…

M: Farai ancora qualcosa del genere?

JJ: Non saprei, gli Stranglers occupano così tanto della mia vita che non ho il tempo di fare altro a parte lavorare con gli Stranglers!

M: E per quanto riguarda JJ e le motociclette nel 2015?

JJ: Ho ancora tre Triumph e sta per uscire una nuova Bonneville che dovrebbe avere 1200cc e sará strepitosa…vedremo! Sto ancora cavalcando! Dopo questa conversazione potrei prendere la moto per un giro, dato che è una bella giornata!

M: Cosa devono aspettarsi in futuro, su disco, i fan degli Stranglers?

JJ: Come sempre, aspettatevi l’inaspettato!

M: Avete in progetto qualcosa?

JJ: Beh, abbiamo iniziato a lavorare ma ci vuole tempo, a causa dei concerti. Ma mi piacerebbe iniziare a registrare l’anno prossimo!

M: Trovi differenze – devono esserci per forza – tra la Londra di oggi e quella di 40 anni fa, musicalmente parlando?

JJ: Beh, musicalmente parlando direi di sì…ma non solo a Londra, direi nella musica intera: è, diciamo, più “sicura” e meno avventurosa! Ci sono dei grandi compositori e musica davvero buona oggi, che si rivolge interamente al passato…forse tutto funziona ciclicamente! Hai un personaggio come Adele che ha una voce fantastica ed è una grande compositrice ma la musica non è niente di nuovo, è un riciclo! Non c’è niente di male, per carità, ma il tutto è meno avventuroso ora!

M: Che consigli darebbe JJ Burnel a giovani musicisti che mettono in piedi una band?

JJ: Non darei nessun consiglio! Imparate dai vostri fottuti errori!

M: Un messaggio finale ai fan italiani degli Stranglers?

JJ: Ai fan… se siete ancora vivi: grazie per occupare questo spazio! Vi chiedo scusa se non veniamo così spesso in Italia ma è compito dei promoter chiamarci, niente di più semplice!


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