La playlist dei Plan De Fuga, “Eclettica” for JAYMAG

La playlist dei Plan De Fuga, “Eclettica” for JAYMAG

Nuova playlist compilata per JayMag. Questa volta la selezione è dei PLAN DE FUGA.

La band si forma nel 2005 a Brescia. Dopo anni di live in Italia e all’estero, nel 2009 firmano il loro primo contratto discografico con l’etichetta indipendente About:Blank, seguito dalla pubblicazione dell’album d’esordio intitolato “In a Minute”. Nel 2010 si esibiscono sul palco principale dell’Heineken Jammin’ Festival. Nel gennaio 2011 il gruppo viene eletto miglior band italiana del 2010 in un sondaggio on-line indetto dai DJ di Virgin Generation. Nel 2012 pubblicano il loro secondo album LOVE°PDF per la Carosello Records. E’ in uscita (prevista per il 2016) il nuovo album anticipato dal singolo “Spazi Immensi”.

Ecco la loro playlist “Eclettica”…

Di Plan De Fuga

fuga

E’ una playlist di alcuni dei brani che ci hanno segnato come ascoltatori prima e come musicisti poi, spazia molto nei generi perché ascoltiamo tante cose diverse il che si riflette poi nel nostro modo di comporre e arrangiare i nostri brani. Ovviamente la lista sarebbe molto più lunga ma abbiamo cercato di dare una panoramica a tutto tondo per rendere il più possibile l’idea.

Queen – Bohemian Rapsody

Questo brano rappresenta un mix perfetto di molti generi musicali dalla classica all’hard rock, pensare che sia stato trasmesso per cosi tanti anni da tutte le radio del mondo da speranza a chi cerca di trovare la propria strada artistica oltre gli schemi e le mode dei suoi tempi. E’ ogni volta una rivelazione!

Pink Floyd – Echoes

Un altro pezzo di storia della musica che ti culla per più di venti minuti facendoti attraversare mondi ed emozioni una più bella dell’altra con melodie che tra cori ed assoli di chitarra sono pura poesia! Ti mette in pace col mondo.

Nirvana – Smells like teen spirit

Il singolo che ha trasformato il rock degli anni 90: grezzo, rabbioso, con un testo ai limiti del non-sense diventato un manifesto del disordine e della voglia di ribellione per milioni di persone al mondo .
Cosa dire: ascoltarla è come salire sul ring contro Mike Tyson!

Public Service Broadcasting – Signal 30

Un duo inglese che ha avuto la grande intuizione di trasformare voci originali tratte da documentari/film d’epoca in testi e melodie per brani dal sound moderno con un risultato davvero eccezionale anche per quello che riguarda lo studio e la resa dei loro videoclip. Questo brano in particolare mischia molto bene musica di matrice elettronica con suoni indie rock. Dal vivo fedeli alla loro filosofia artistica non pronunciano nemmeno una parola al microfono, anche tra un pezzo e l’altro si esprimono solo tramite campioni di voce, davvero interessanti.

Verdena – Funeralus 

Una rock band made in Italy di livello assolutamente internazionale! Questo pezzo è un esempio di melodie e armonie molto varie ed affascinanti che si susseguono in una struttura anomala ma con una sua filosofia ed un suo senso, si viene guidati da una voce molto interessante e trattata davvero con gusto e mestiere che ti colpisce a livello emotivo fregandosene palesemente anche dell’elemento testo. Musicisti davvero eccellenti e chi li ha visti live sa bene di cosa stiamo parlando.

Motorpsycho – Watersound

Il brano che chiude Timothy’s Monster, album capolavoro di una delle migliori rock band indie europee degli anni 90.
Stupenda canzone che parte con delicatezza fino ad esplodere sul finale di una rabbia elegante, emozione pura ad ogni ascolto!

Paolo Benvegnù – Il mare verticale

Un pezzo che ti tocca nel profondo.
Un testo triste e un pò nichilista in cui almeno una volta nella vita non puoi non riconoscerti ed un’atmosfera musicale raffinata e malinconica che si sposano a meraviglia, opera di una grande cantautore italiano che fin dagli Scisma ci aveva mostrato di cosa è capace. E’ quasi una lezione di vita…

Jeff Buckley – Lover, You Should’ve Come Over

Canzone tratta da un disco pressoché perfetto, produzione magnifica, scrittura compositiva eccelsa, il crescendo del brano è davvero emozionante e la voce di Jeff fa rimpiangere che abbia potuto lasciarci così pochi brani da ascoltare.

Bob Marley – Guiltiness

Uno dei più grandi autori di sempre, ha praticamente inventato un genere che tutti conoscono e che è ballato ancora oggi in tutto il mondo. Ha scritto testi di liberazione e rivolta tra i più poetici della storia senza cadere nel becero conflitto politico ma parlando sempre della libertà dell’essere umano. Questo pezzo oltre che musicalmente stupendo parla proprio della “catena alimentare sociale” che a tutt’oggi non è cambiata e ancora avvelena la nostra società.

Smiths – Death of a disco dancer

Brano molto bello, estremamente dark e particolare opera di una delle più importanti band nella storia del pop inglese.
Abbiamo scelto questo brano in particolare perché abbiamo avuto l’onore di eseguirlo dal vivo a NYC con al basso Andy Rourke che lo ha suonato per la prima volta nella sua vita in quell’occasione perché gli Smiths si sciolsero prima del tour che avrebbe promosso l’uscita del disco che la contiene. Per citare un’altra loro grande canzone “The pleasure and the privilege is mine”!

BUON ASCOLTO



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