La playlist di Lorenzo Parisini (Zivago) “Sfacciatamente indie” for JAYMAG

La playlist di Lorenzo Parisini (Zivago) “Sfacciatamente indie” for JAYMAG

La nuova playlist compilata per JayMag è compilata e raccontata da Lorenzo Parisini dei Zivago.

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È prevista per il 30 ottobre 2015 la pubblicazione di “Lo Specchio”, album del progetto del duo indie milanese composto da Lorenzo Parisini e Andrea Zonescuti per l’etichetta I Dischi del Minollo (www.minollorecords.com).

Con forti contaminazioni che derivano dalla scena folk rock, da quella indie/new wave anni ’80 e ’90 e dalla tradizione melodica cantautorale italiana, esce il primo album del duo milanese, composto da 9 tracce caratterizzate dal tono intimista, delicato e ispirato che hanno sempre contraddistinto le loro sonorità. Concept album il cui fil rouge è lo specchio; uno specchio rotto in tanti pezzi che tagliano, graffiano e rimandano non a uno, ma a centomila volti di uno stesso viso e ogni riflesso, diverso dall’altro, ne esce distorto. Una narrazione che si fonde con la musica per suggerire la difficoltà e l’ineluttabilità del buio dell’anima, dove il graffio diventa ferita e la carne sanguina lacerata. Una musica suggestiva che racconta di vergogne, peccati originali di cui non è bene parlare e a cui è contrapposta una voce che pare esterna, sradicata dal contesto. È la voce dello specchio, disinibita, disinteressata, appartenente a un mondo al rovescio dove non c’è morale e tutto è nitido nella sua potenza emotiva o nell’essere semplicemente una favola più crudele di altre.

Ecco la Playlist per JayMag….

Di Lorenzo Parisini (Zivago)

Ho pensato di proporvi una playlist scegliendo delle canzoni che penso abbiano contribuito con forza alla formazione della mia musicalità, intesa come la mia identità musicale, un’identità che ognuno di noi ha e che si forma progressivamente, dal momento in cui cominciamo a venire a contatto con la musica e a viverla.In questo modo restringo il campo, dato che scegliere 9 brani all’interno del panorama musicale di tutti i tempi e tutti i generi sarebbe impresa veramente troppo ardua per me. Questi sono 9 tra i brani e le corrispondenti band che penso abbiano contribuito maggiormente alla formazione della mia attitudine musicale, pur restando il fatto che amo e ascolto anche altri generi di musica. La playlist è quindi sfacciatamente indie, con qualche incursione altrove, comunque sempre all’interno del genere rock/pop.

STEREOLAB – The Emergency Kisses

Brano tratto da un disco che ho ascoltato e riascoltato per mesi, Cobra and Phases Group Play Voltage in the Milky Night, anno 1999. E’ un brano cantato in francese dall’apprezzata Laetitia Sadier, che aggiunge echi di musica popolare francese alle già svariate influenze degli Stereolab, che hanno saputo sapientemente mescolare, ottenendo una miscela tanto originale quanto pregna di rimandi al jazz, al funk, alle sonorità vintage anni ’70. Un’altra caratteristica dei “pezzi” degli Stereolab è la loro naturale adattabilità a immagini in movimento, come una colonna sonora del più bel film per ognuno di noi, infondendo delle sensazioni che ben si sposano con i chiaroscuri che caratterizzano le nostre vite, in bilico tra felicità e malinconia.

MOTORPSYCHO – Big Surprise

Brano tratto da Let Them It Cake, disco del 2000, che segna un parziale cambio di sonorità della band, che peraltro nel corso della sua lunga discografia, soprattutto tra gli anni 90 e 2000, ha sempre cercato di sperimentarsi in tutte le accezioni dell’ambito rock, attingendo a piene mani dagli anni 70 così come dal punk, mantenendo sempre però un marchio di fabbrica che secondo me li rende una delle più grandi rock band degli anni 90. In questo disco i Motorpsycho abbandonano parzialmente la loro attitudine punk per puntare di più su sonorità vintage di chiara matrice sixties, tanto che Big Surprise, con i suoi rimandi beatlesiani, non ha mai smesso di farmi venire la pelle d’oca ogni volta che lo ascolto.

DINOSAUR JR – Get Me

Brano tratto dal disco Where You Been, anno 1993. Get Me è stato credo il primo singolo del disco e mi ricordo del videoclip in cui c’era la band che suonava nei boschi del Massachussets, da dove provengono. E’ stata una folgorazione, soprattutto quando ascoltai tutto il disco, perché mi innammorai perdutamente di questa band che sapeva coniugare, attraverso un sound originale e incredibile, delle melodie pop con le asprezze dei suoni punk e delle chitarre super disorte di J. Macis, che di tanto in tanto si lanciava in assoli infiniti dopo aver giocato con la sua voce miagolante su melodie in realtà quasi easy listening, almeno per me. Quando ho iniziato a cantare sulle mie composizioni il mio principale riferimento era lui, anche se non era certo un cantante provetto.

SONIC YOUTH – Youth Against Fascism

Brano tratto dal mitico disco Dirty. Anche questo brano fu una folgorazione per me, nonostante non penso sia il loro miglior pezzo. Però scoprii questa band vedendo il videoclip di questa canzone e cominciai ad ascoltare tutti i loro dischi aspettando solo che ne uscisse uno nuovo. Secondo me una delle più grandi e originali rock band degli anni 90, che ha realmente emancipato il noise fondendolo col pop e aprendo un’autostrada percorsa successivamente da un’infinità di band e segnando nuovi orizzonti per tutti. Una vera pietra migliare, una nuova concezione del chitarrismo, ripresa pari pari subito dopo dai Marlene Kuntz in Italia.

L.DALLA – Balla Balla Ballerino

Tratto dall’album Dalla dell’80. Non potevo non inserire un brano di uno dei cantautori più grandi che abbiamo avuto. Non so quanto abbia influenzato la mia musica, so solo che, non certo nell’80, ma un po’ di anni dopo, da bambino, ascoltavo incantato i suoi dischi, comprati da mio padre, musicista e anche lui bolognese.

DEUS – Little Arithmetics

Secondo album della band, In A Bar Under the Sea, che contiene il brano, è secondo me un capolavoro per originalità, sound e melodie. La prima trilogia dei Deus, durante il loro miglior periodo, quando faceva parte della band anche l’eclettico Steff Kamil Carlens dei Moondog Jr. , poi Zita Swoon, è di alto livello. Indie rock d’autore. Little Arithmetics è un brano indimenticabile per semplicità e bellezza, provate a suonarlo solo chitarra e voce e ne avrete conferma.

PINK FLOYD – Wot’s… Uh The Deal

Brano tratto dall’album Obscured By Clouds. Era cantato da Gilmour. Come non inserire i Pink Floyd, band con cui ho sognato e viaggiato, con il suo sound inconfondibile e veramente inimitabile (trovatemi una band che li può ricordare…forse per certi aspetti, nel panorama attuale, i da me amatissimi Flaming Lips, per cui però non sono riuscito a trovare un posto in questa playlist di soli 10 brani). Questo brano mi ha fatto sempre venire la pelle d’oca, come in realtà tanti altri, da quelli più psichedelici dei primi tempi a quelli più pop del successivo periodo.

CURE – Pictures of You

Tratto da Disintegration, album del 1989. E’ vero che a mio parere i Cure non hanno sempre prodotto musica eccelsa. Ma alcuni dischi sono fantastici, come Disintegration, con cui penso abbiano raggiunto un equilibrio perfetto tra il loro sound più smaccatamente dark dei primi dischi e maggiori aperture alla canzone pop. E poi che singoli al suo interno, oltre a questo l’indimenticabile Lullaby e altri ancora. Band storica, altra pietra miliare per me.

SPARKLEHORSE – Gold Day

Un poeta dei giorni nostri, purtroppo prematuramente scomparso alcuni anni fa. La sua sofferenza e i suoi tormenti li ha tutti sublimati scrivendo delle vere e proprie perle dell’indie folk, influenzando molti artisti, cosa non da poco per un musicista relativamente recente, che durante i 90 e 2000 ha regalato molto. Un genio della musica, come se ne trovano sempre meno.

BUON ASCOLTO



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