Marcella Puppini, intervista

Marcella Puppini, intervista

Di Francesca Binfarè

Se dico Marcella Puppini scatta automatica l’associazione con le Puppini Sisters, meraviglioso trio canoro femminile da lei fondato nel 2004 e oggi conosciuto in ogni dove. Ma non è tutto qui. Marcella Puppini è stata designer per Vivienne Westwood alla fine degli anni ’90, direttrice musicale di spettacoli di burlesque nei migliori teatri e club di Londra e al prestigioso Festival di Glastonbury, leader e fondatrice dell’ensemble Marcella and The Forget Me Nots, unica donna ad aver diretto la celebre jazz band russa George Garanian Big Band. Insomma, se pensate che Marcella Puppini sia vulcanica e creativa è indubbiamente così. A questo aggiungete che è anche deliziosa, come la sua musica, quella che per la prima volta propone da sola.

La abbiamo intervistata in occasione dell’uscita di “Everything is beautiful” il suo disco solista. Ecco cosa ci ha raccontato…

Hai molte vite artistiche, Marcella. Quella attuale ti vede in veste di cantante e autrice del tuo primo disco da solista, “Everything is beautiful”.

Sì, in questo momento mi sto dedicando a un tipo di espressione artistica diversa, cioè senza band. E’ un’esperienza che concede più estro, più libertà, e anche più voli pindarici, però mancano degli aspetti del lavoro collettivo che mi piacciono. Per me è importante avere vite artistiche diverse perché una tiene vivo il fuoco delle altre. Quando mi dedico a un progetto alimento l’entusiasmo per l’altro.

Davvero “Everything is beautiful”?

Alla fine sì. Quando apriamo davvero gli occhi vediamo la natura e la sua bellezza. Sarà che stavo scrivendo in primavera la canzone che porta questo titolo quindi le giornate erano limpide, il cielo chiaro… ma non è solo la natura, siamo circondati di cose belle come gli amici, l’amore. C’è tanto per cui essere felici.

Questo disco ha un sound electronic-vintage, electro-swing… insomma, è un po’ il mondo delle Puppini Sisters…

Quindi perché fare da sola queste canzoni? Perché a volte ci sono cose più personali da esprimere, e poi perché da sola si possono fare cose che con il gruppo non funzionano. Non ci sono temi tabù nelle Puppini Sisters, però ad esempio quando canto mi piace andare su, su, su e poi giù. Nelle Puppini non posso fare certe cose, lì ne facciamo altre di bellissime – e che funzionano.

Quanto c’è delle Puppini Sisters in queste canzoni?

Delle Puppini ci sono io. Questo disco è l’espressione di quello che mi piace fare senza di loro.

Da dove arriva il tuo amore per la musica elettronica?

Da lontano. Ricordo la prima volta che ho sentito i Portishead alla radio: erano gli anni ’90 e sono rimasta folgorata. Il mio per questo genere musicale è un amore di lunga data, ma solo adesso mi ci confronto.

PUPPINI

E quest’atmosfera vintage che avvolge la tua musica? Perché ne siamo così affascinati?

A me piace perché credo sia importante ricordarci chi siamo. Anche il look vintage mi piace, è nostalgico in senso buono: mi ricorda quando le nostre nonne mettevano il rossetto per andare a fare la spesa, non per porre attenzione all’aspetto ma per rispetto verso le altre persone. Io credo che un look e un sound vintage siano eleganti e di classe, e che non offendano. Cioè, non creano reazioni negative nelle persone: per questo probabilmente affascinino.

Questo disco non solo l’hai scritto ma l’hai anche prodotto. Oneri e onori vanno interamente a te.

Nel farlo mi sono sentita più libera ma ho avuto anche più responsabilità. Poi in realtà non l‘ho realizzato da sola ma ho collaborato con molte persone (il chitarrista storico e co-autore di Adam and The Ants, Marco Pirroni, che ha suonato la chitarra in “I Know You Lie”, i dj e produttori francesi Bart&Baker, pionieri dell’electroswing, il rapper americano R.A. The Rugged Man, e altri ancora, nda), da cui ho imparato tantissimo. Confrontarsi con altri è sempre bello.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho registrato un nuovo disco con le Puppini Sisters che dovrebbe uscire il prossimo marzo, poi sto facendo il mio tour con il disco solista. Tra l’altro ho una collaborazione abbastanza segreta con una delle persone che hanno lavorato con me a “Everything is beautiful”, ci stiamo lavorando. Marcella and The Forget Me Nots sono in fase di cambiamento: è nata come un’orchestra un po’ strana, poi è diventato un gruppo indie e oggi si sta di nuovo trasformando. Forse ancora in un’orchestra.



Related Articles

The Cyborgs, il Blues salverà il Mondo

Il blues dei tempi moderni mi fa pensare alla ruota. Siamo andati sulla Luna (forse), costruito aeroplani superveloci, accorciato le

Max Pezzali, intervista

Max Pezzali, intervista, il “nerd di periferia” come lui si definisce, ci parla del suo nuovo album e del tour che ne seguirà.

Vanessa Jay Mulder, intervista alla regina black innamorata dell’Italia

Vanessa Jay Mulder, intervista alla regina black innamorata dell’Italia

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.