Miki Porru, intervista

Miki Porru, intervista

“Diamanti” è il nuovo lavoro di Miki Porru. Il disco, prodotto da Red Canzian per la Blu Notte Produzioni, è uscito in questi giorni. Bolognese di nascita e sardo di origini, Miki ha scritto testi e musiche di tutte le canzoni presenti nel disco, che si propone come un’approfondita indagine emotiva su ogni aspetto che caratterizza le relazioni sentimentali. Nela sua lunga carriera si ricorda la partecipazine a Festival di Sanremo nel 1987. Ha scritto brani per Loredana Bertè e per molti altri interpreti. Per scoprire un artista a tutto tondo e parlare del suo disco lo abbiamo incontrato. 

“Diamanti”, un disco sull’amore. Un argomento pericoloso…

L’amore è comunque al centro di ogni universo individuale. Trattarlo nelle canzoni è cosa molto comune, forse anche troppo consueta. Però, ho pensato, l’amore è, insieme al suo dileguarsi o al suo farsi attendere, un universo di intensità sconfinate che meritava di essere percorso con coraggio. A me interessava molto farlo, quasi come a sfidare i rischi cui tu alludi nella domanda che mi poni. Voglio dire, non è che le canzoni d’amore debbano essere per forza banali e ovvie. Basti pensare che il tema è entrato dalla porta principale di tanti immensi capolavori di autori e cantautori immortali (Tenco, De Gregori, De Andrè, Battisi, ma pensate anche a Cohen o alla grande canzone francese, a Brel a Leo Ferrè…). E poi non lo so se le canzoni in “Diamanti” possano definirsi “d’amore”. Sono canzoni che raccontano relazioni sentimentali, espresse secondo diverse gradazioni, sfumature, tonalità emotive. Senza indulgere al consolatorio perché il desiderio di sentirsi amati e di amare è qualcosa che porta spesso alla sofferenza e non certo solo e sempre alla serenità.

Come nasce la collaborazione con Red Canzian, produttore artistico e presente nel duetto Amore davvero?

Io e Red ci conosciamo dal 1983. Parliamo di qualcosa come trentadue anni. Siamo innanzitutto amici. Come direbbero i Beatles “When I was younger, so much younger than today”… lui produsse due miei album e accompagnò il mio primo percorso, che mi portò due volte al Festival di Sanremo, dove giunsi secondo nel 1987 e quarto l’anno dopo fra le nuove proposte. Ho lavorato diverse volte come autore a sue produzioni, e ho scritto tanto per il suo album solista “L’istinto e le stelle”. Qui Red, semplicemente, ha voluto aiutarmi a pubblicare questo lavoro, in cui lui credeva, e si è mosso direi da splendido facilitatore, mettendo a disposizione lo studio e aiutandomi nella scelta dei musicisti (che sono tutti fantastici). Poi, gli ho chiesto se gli andava di mettersi un po’ in gioco duettando con me in un brano e la sua risposta è stata subito affermativa.

Per finanziare il disco anche tu ti sei affidato al crowdfunding. Quando e come è nata l’idea?  

Quando ho fatto il corowdfunding il disco era già stato realizzato e, quindi, finanziato. Ho utilizzato questa formula per ampliare le potenzialità dell’album, a livello di visibilità, una volta uscito. Non ho avuto problemi a farlo perché oggi tante cose sono cambiate sul piano gestionale e l’autoimprenditorialità è cosa che riguarda non solo artisti outsider come me, ma anche nomi importanti. Quando ho visionato le potenzialità di Musicraiser, poi, mi sono ricordato di avere una specializzatore in fundraising (raccolta fondi), ottenuta dieci anni fa quando mi occupavo di impresa sociale. Quindi, il crowdfunding, che si struttura su principi non troppo dissimili dal fundraising, mi ha anche dato la possibilità di sfruttare alcune mie competenze. E’ andata da dio, visto che abbiamo raccolto il 161% rispetto all’obiettivo prefissato.

Hai alle spalle album e collaborazioni con molti artisti, quale dei progetti passati ricordi con più piacere? 

Ci sono tante cose a cui ci si affeziona, come autori, però devo dirti sinceramente che dare un’impronta forse un po’ imprevista, sul piano stilistico, attraverso i miei testi, all’album solista di Red “L’istinto e le stelle” dello scorso anno, è stato molto gratificante.

Un fatto curioso della tua vita è successo nel 1988. Partecipavi a Sanremo ma alla premiazione finale non ti presenziare alla premiazione televisiva che lo riguarda, perché stavi inseguendo Paul Mc Cartney. Ci racconti come è andata? 

Lui cantò subito, a inizio serata. Aveva un servizio d’ordine pazzesco. Io salii sul palco subito dopo di lui. Ero il primo a dover cantare, per sorteggio, fra i quatto giovani finalisti. Quando terminai l’esibizione, uscendo mi accorsi che era ancora dietro al palco (con il servizio d’ordine che lo rendeva inaccessibile). Passai allora un foglietto di carta a un mio discografico che speravo potesse in qualche modo riuscire ad allungarglielo. Ce la fece e, con mia grande sorpresa il foglietto tornò fra le mie mani con l’autografo di Paul. Ne rimasi talmente entusiasta che invece di rimanere all’Ariston, dietro le quinte, ad attendere dopo le quattro esibizioni dei finalisti la chiamata sul palco, tornai in albergo per chiamare i miei genitori e comunicargli la mia soddisfazione (soprattutto per quell’autografo!). Mentre ero al telefono, mi accorsi dal televisore che mi stavano chiamando sul palco. Ma io ero in Hotel! Poi, dopo essere stato rimproverato dalla mia casa discografica per questa dimenticanza, qualcuno riuscì a convincere i presentatori (quell’anno erano Miguel Bosè e una sorella Carlucci) a richiamarmi. Raccontarono tutto al pubblico e il pubblico si fece due risate, fra molti applausi e il mio imbarazzo. Per un anno sono stato “quello che si è dimenticato di tornare sul palco a ritirare il premio perché ha inseguito Paul Mc Cartney per farsi fare un autografo”. I beatlesiani sfrenati mi hanno dato la medaglia al valore!

I Beatles quanto sono importanti nel tuo approccio alla musica? 

Beh, tanto. Ascoltando i loro dischi sin da ragazzo ho capito che per me la composizione era la parte più affascinante del processo che porta alla realizzazione di un album. Nessuno è mai stato capace di comporre canzoni con quella geniale inventiva melodica e armonica. Ma i Beatles non sono i più grandi solo a livello compositivo. Hanno fatto tutto meglio e prima di tutti. E in soli nove anni scarsi! Pazzesco. Quando sento qualche musicista dire che a lui i Beatles non piacciono penso sempre che non riuscirei a intendermi bene artisticamente con lui, vista tale per me inconcepibile premessa.

Che altre influenze musicali possiamo trovare nella tua musica? 

Sono musicalmente onnivoro e amo anche cambiare molto i registri (tant’è vero che se paragono “Diamanti” a “Nuclei Disarmati Annoiati”, un mio album in stile funk elettronico del 1990, mi chiedo se i due Miki Porru siano la stessa persona). Cerco e spero di mantenere una mia identità precisa, ma come tutti sono permerato dalle mie passioni che vanno dai grandi nomi della canzone d’autore italiana (su tutti De Gregori, Endrigo, Fossati, De Andrè, Guccini) ai Beatles, agli straordinari XTC, fino all’eclettismo straordinario di Elvis Costello. A livello di influenze sonore contemporanee, direi che “Diamanti”, se proprio gli si vuole trovare un riferimento, ha ricercato un’atmosfera musicale non dissimile da quella dell’ultimo meraviglioso album di Damien Rice.

Tornando al disco. Parliamo delle varie sfaccettature dell’amore. In particolare mi ha colpito il brano “cielo e vento”. L’amore nel tempo cambia forma. Viviamo in una società in cui l’accettazione di questo aspetto sembra essere svanita. L’amore dura molto meno rispetto al passato… 

“Cielo e Vento” racconta di come l’amore in una coppia sia soggetto a un’inevitabile trasformazione, con il tempo. Il testo riporta le parole affettuose di un uomo che rimane legato da un senso di profonda appartenenza alla donna con cui ha condiviso una grande passione. Io non ci trovo nulla di strano in questa trasformazione, il problema è che in ognuno di noi quasi sempre il bisogno di sentirsi amato è superiore a quello di amare. Ciò detto, pensando all’amore e guardandosi oggi in giro, effettivamente, c’è da rimanere un po’ perplessi. Troppe coppie, a mio avviso, adottano logiche mortifere attraverso le quali nel giro di poco tempo passano dall’entusiasmo alla noia con una copiosità agghiacciante. Separazioni a frotte, tribunali intasati di gente che divorzia, case piene di figli insopportabili e di genitori infelici. Pantofole davanti al divano e filmino della sera, senza troppa capacità di diverstirsi insieme, di emanciparsi in meglio, di discutere costruttivamente e di vivere senza ipocrisie le prospettive inevitabili di ogni relazione. Per forza poi le gli uffici e le palestre diventano i carnai del tradimento! Oh, quanta materia per prossime canzoni!

Nel duetto con Red cantate “Che amore è l’amore che non scalcia nella pancia e non ribalta?. Cosa intendi dire?

L’amore non cresce sugli alberi e non è neanche detto che esista veramente. Chissà, magari è solo tutt’una questione d’infatuazioni causate dalla chimica. Se però lo si deve in qualche modo misurare, riconoscere, “certificare”, allora a mio avviso è giusto dire quel che certamente amore non è, scartando tutti i surrogati. Un sentimento che non trascenda la volontà, che non crei una dipendenza psicologica e fisica dall’oggetto del desiderio, è un sentimento manchevole.

Nel vari pezzi c’è poi l’amore come dipendenza, come passione, come follia. Le hai provate tutte queste sfaccettature in prima persona o il tuo è a volte uno sguardo esterno? Che fase dell’amore stai vivendo tu attualmente? 

La mia è stata una vita sentimenale non lineare, persino turbolenta, piena di bei chiarori, ma anche di cenere, e per questo certamente intensa. Oggi sono sposato, innamorato e felice perché se è vero che “la felicità è desiderare ciò che si ha”, come diceva Ennio Flaiano, allora io felice lo sono davvero.

red canzian-126-©cristiandossena.com

Chi non conosce ancora la tua musica cosa si deve aspettare ad un tuo live?

Tanta intensità emotiva, un approccio mai al risparmio, teatralità, esecuzioni raffinate. Mi sono fatto un bel promo per il tour?

A proposito, Prossime date?

Il tour vero e proprio partirà nel 2016, per il momento però, dopo la presentazione Live a Milano nello storico locale della Salumeria della Musica c’è in programma un concerto a Treviso il 7 novembre. Vi aspetto!



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