Mimosa, intervista

Mimosa, intervista

“La Terza Guerra” è l’esordio discografico di una artista a tutto tondo. Già nota come attrice (per il cinema ha recitato in “Sfiorarsi” di Angelo Orlando, “Nessuna Qualità agli Eroi” di Paolo Franchi, “L’imbroglio nel lenzuolo” di Alfonso Arau, “Amanda Knox Story” di Robert Dornhelm e poi in TV in “Incantesimo”, “Nerowolfe”, “Rex 5”… e molto altro), con questo disco si cimenta in un vero e proprio concept album sulle donne, mettendo a frutto i suoi studi (pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano) e il suo amore per la filosofia (studiata all’Università La Sapienza). E’un disco Femminile quello di Mimosa Campironi – come musicista soltanto Mimosa – storie di donne raccontate da una donna che per lavoro fa (anche) l’attrice e si immedesima abitualmente in ruoli di diverse donne. Ogni canzone racconta un personaggio diverso ma sempre femminile. La abbiamo incontrata per conoscere meglio il suo Mondo… 

Cantante e attrice. Hai un approccio differente alle due arti, o si contaminano. Se si, in che modo?

Canto e recitazione sono per me come due amanti meravigliosi e insostituibili. Ho cominciato a studiare musica da ragazzina al Conservatorio perchè ero innamorata del pianoforte. Gli esami di passaggio però divennero insostenibili per me: avevo il panico a suonare di fronte alla commissione d’esame e dimeticavo tutto quello che avevo studiato. Così cominciai a frequentare un corso di recitazione, speravo di imparare a sentirmi più a mio agio di fronte al pubblico. Mi sono innamorata la seconda volta e ho cominciato anche a recitare. Spesso i registi cercano ragazze che sappiano suonare e cantare. Quindi porto nella recitazione la mia anima musicale. Allo stesso tempo nella performace live da musicista ho imparato ad essere presente e sicura proprio attraverso l’esperienza di attrice.

Il singolo “la terza guerra” sembra a posteriori una risposta alla “povera” miss italia che avrebbe voluto vivere la seconda, da protagonista…

Miss Italia ha fatto un gaffe. Grave, ma pur sempre un gaffe. Mi preoccupa poco. Mi preoccupano più le gaffe di chi ha vere responsabilità politiche o sociali e dovrebbe stare attento a quello che si permette di dire. La mia “Terza Guerra” è la guerra dell’amore. Immagino di rivalutare un termine terribile come “Guerra” e dargli una valenza positiva di “Creazione” di un futuro possibile, invece di pensarla come una ennesima prospettiva di distruzione e dolore. La guerra dell’amore armata con le “Armi di costruzione di massa”, intese come progetti per un futuro luminoso. La mia generazione è gettata nel terrore dell’idea di un futuro inesistente, abbiamo bisogno di imparare ad immaginarci tra trent’anni in piedi sulle nostre gambe.

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La terza guerra “parte” da Milano, una Milano che non ne esce molto bene… diciamo così. C’è qualcosa che salvi di questa città così ricca di contraddizioni? 

Milano è una città che amo molto e in questi anni è davvero in fermento. Nel pezzo terza Guerra ho descritto quello che ho visto a Milano. Ho vissuto tanti anni a Roma e tornare lì periodicamente mi ha fatto vedere i cambiamenti della città con gli stessi occhi di una figlia che ritorna a casa e riconosce nei genitori i mutamenti del tempo. Ho descritto nella canzone “Terza Guerra” i cambiamenti che mi hanno colpito, come la chiusura di un grande teatro in cambio di un enorme supermercato, e tutti i milanesi sanno di cosa parlo anche se non ne faccio il nome. Adesso chiuderanno anche il cinema Apollo, dove poche settimane fa sono stata a presentare un film cui ho partecipato ‘Pecore in erba’. Credo fermamente che quello che ci accade intorno sia il risultato di ciò che permettiamo che accada. Milano è forte, bella, disciplinata, veloce, orgogliosa, nuova adesso. Vorrei che fosse un pò meno spietata e più umana.

Il disco è praticamente un concept sulle donne. Il tema portante si è sviluppato in corsa o lo hai deciso sin dall’inizio?

In realtà mi sono accorta alla fine del lavoro di cosa avevo fatto. Ho sempre voluto raccontare le donne. Quelle che ho incontrato, quelle a cui voglio bene, quelle di cui ho letto sui giornali e mi hanno colpito con la loro storia. Nel disco ad esempio ci sono canzoni leggere come “Voglio avvelenarmi un pò” in cui si racconta la storia di una ragazza che vaga innamorata per la città ed è disposta a sopportare qualsiasi caos cittadino per restare con il suo amore, e allo stesso tempo brani come “Non ero io”, la storia di una donna sfigurata con l’acido dal suo uomo, “Fakhita”, una preghiera per una donna trovata uccisa vicino all’autostrada, fino ad arrivare a “Il ragazzo sbagliato”, canzone per tutte quelle che si innamorano sempre dell’uomo ‘sbagliato’.

Fame d’aria, canzone che parla di tuo padre…

Sì. Il padre. E’ l’uomo più importante della vita, sia che sia presente, sia nell’assenza più totale. Ho scritto la canzone “Fame d’aria” per lui. Non l’ho mai conosciuto. L’ho incontrato poco tempo prima che morisse. Abbiamo avuto il tempo di guardarci negli occhi, riconoscerci, perdonarci e amarci per sempre. Lui c’era alla mia nascita, io sono stata con lui nella sua fine.

Sei appassionata di serie tv americane. La tua preferita?

American Horror Story e True detective 1. Ora sono in fissa con Orange is the New Black…mi aspettano notti insonni 😉

Ti sei affidata al crowdfunding. Oggi per i giovani artisti sembra davvero l’unico modo per provarci, senza passare dai talent…

Sono partita con un crowdfunding perchè non sapevo dove sbattere la testa. E’ stata un’esperienza ottima perchè il rapporto diretto con le persone ha reso subito tangibile l’interesse al progetto. Attraverso MusicRaiser.com ho raccolto la cifra che mi serviva per una prima registrazione. Poi una sera ho suonato in un locale dal vivo e mi ha ascoltato Leo Pari, musicista e produttore, che subito ha manifestato interesse per la mia musica. Così con lui il disco è stato portato a termine ed è uscito per Gas Vintage Records. Ad oggi mi sembra quasi un sogno. Disco uscito e video del primo singolo scelto dal web per andare in rotazione su Mtv Music per Mtv New Generation. I talent? sono un’occasione per molti. Ognuno ha il suo percorso, ma di certo se hai qualcosa da dire, poi arriva, da qualsiasi parte si cominci.

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Nella tua musica ci ho sentito un approccio jazz (inteso non solo come genere, ma come attitudine)…

MI piacciono da morire le armonie jazz e mi piace utilizzare accordi aperti come spesso accade nel jazz, ma ho studiato poco al riguardo per potermi dire esperta. Condivido col jazz la voglia di sperimentare e giocare con la musica.

E’ un buon periodo per il cantautorato “in rosa”, c’è qualche tua collega che apprezzi e con cui ti piacerebbe collaborare?

Il cantautorato non ha nessun colore. Tra le donne adoro Alice, mi piacerebbe tantissimo cantare con lei. Poi Carmen Consoli. Grande ammirazione per Maria Antonietta, la migliore per me tra le più giovani. Tra i cantautori Vasco Brondi e Giovanni Truppi.

Fakhita è il pezzo che personalmente mi ha toccato di più. Mi racconti il momento in cui è arrivata l’ispirazione per affrontare un tema così doloroso?

Un giorno ho letto sul giornale la storia di una ragazza immigrata, una prostituta trovata uccisa in un campo. La prima reazione che ho avuto è stata quella di pregare per lei. In quel momento ho sentito quanto la sua sofferenza, inimmaginabile per noi, potesse avvicinarsi a quella sopportata dai santi. Con la canzone “Fakhita” ho scritto una preghiera per lei, per tutte le donne come lei, per noi che restiamo a guardare come se si trattasse di un sacrificio dovuto alla nostra inciviltà.

I tuoi studi di filosofia come entrano nelle tue canzoni?

La filosofia è sempre fondamentale! Le mie canzoni raccontano quello che vivo e penso. La filosofia fa parte di me e studiarla mi ha dato gli strumenti per guardare il mondo che racconto con la mia musica.

Prossime date live?

23 ottobre 2015 FERMO, Locanda San Rocco
31 ottobre 2015 TORINO, Officine Corsare
13 novembre 2015 LUNANO (Pu), Enoteca di Lunano
14 novembre 2015 PERUGIA, Marla
26 novembre 2015 MILANO, Arci Ohibò
27 novembre 2015 REGGIO EMILIA, Dinamo
10 dicembre 2015 BOLOGNA, Cortile Caffè
11 dicembre 2015 CARPI (Mo), BalaLaika
12 dicembre 2015 TRENTO, Bookique
18 dicembre 2015 EBOLI (Sa), Boatt
19 dicembre 2015 CAULONIA (Rc), El Ombligo de la Luna
20 dicembre 2015 BARCELLONA POZZO DI GOTTO (Me), Marius
21 dicembre 2015 MESSINA, Retronouveau
22 gennaio 2016 MONTELUPO FIORENTINO (Fi), Tesla
29 gennaio 2016 RIETI, Depero
30 gennaio 2016 FORLINPOPOLI (Fc), Bevitori Longevi
05 febbraio 2016 ROMA, Na Cosetta
19 febbraio 2016 SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA (Te), Dejavu
26 febbraio 2016 BENEVENTO, Morgana
27 febbraio 2016 LONGOBARDI (Cz), Casa delle Culture



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