The Handsome Family live a Il Maglio, recensione.

The Handsome Family live a Il Maglio, recensione.

The Handsome Family, un nome sconosciuto ai più fino allo scorso anno, ma che grazie alla prima stagione della serie televisiva True Detective, nella quale è stata utilizzata come sigla la loro Far from any road, ha raggiunto notorietà anche nel bel Paese. Eppure sono più di venti gli anni di attività di questo due americano composto da marito e moglie, Brett e Rennie Sparks: vent’anni fra country music, americana music e folk. Un vero e proprio inno all’America, non solo nel sound, ma soprattutto nei testi delle canzoni, scritti da Rennie e musicati dal marito.

Finalmente, dopo un primo concerto in Italia dove, secondo una confessione spensierata di Rennie, “nessuno era venuto a sentirci”, ecco che finalmente gli Handsome Family sono potuti tornare in Italia a testa alta, con un tour iniziato sabato 10 ottobre a Milano, che toccherà anche Roma, Ravenna e Torino. Il Maglio di Sesto San Giovanni è stato scelto come location per il grande debutto del tour italiano della band americana, e non poteva venire scelto luogo migliore: un vecchio magazzino riadattato, circondato da scenografie teatrali simil gotiche e con una cucina che ha preparato per l’occasione un menù dai sapori americani. La scelta di cenare in loco ha avuto i suoi vantaggi, difatti insieme agli impazienti fan anche i coniugi Sparks si aggirano per il locale, firmando autografi e chiacchierando con chiunque, come vecchi amici.

Niente gruppo spalla, niente roodies e niente soundcheck, del resto il duo ha fatto in fretta a mescolarsi con gli spettatori, per cui la magia dell’ingresso sul palco è già bella che evaporata. Subito, appena tutti hanno terminato il loro pasto, ecco abbassarsi le luci per l’inizio del concerto. Sul palco il duo è circondato da luci rosse, e dopo un piccolo ringraziamento al pubblico e qualche parola d’obbligo in italiano, è Rennie a prendere la parola per introdurre il primo brano (cosa che farà per ogni singola canzone del concerto): si parte con The bottomless hole.

Con ben 10 album all’attivo non deve essere stato facile scegliere una set list completa per un concerto di poco più di un’ora e mezza, ma gli Sparks sono riusciti a fare un ottimo lavoro, facendo susseguire brani da ogni loro album e riuscendoli ad amalgamare alla perfezione. Canzoni dal primo album come Arlene non hanno fatto fatica a trovare un posto in scaletta fra brani più freschi, come Frogs dell’ultimo album Wilderness. Le canzoni degli Handsome Family riescono a trasportare gli spettatori attraverso gli Stati Uniti e oltre senza alcuno sforzo, alla scoperta di un’America fatta di natura riservata, posto ideale per occultare un cadavere; vigilie di Natale alla ricerca di alcolici; uomini disperati, in lacrime nelle loro auto, in compagnia di pistole cariche; donne sull’orlo di una crisi di nervi perchè alla tavola calda avevano finito i pancackes… Del resto “l’America è un luogo strano: puoi andare a dormire in Messico e risvegliarti negli Stati Uniti, senza sapere né come né perchè”, è quello che ci ha confidato Rennie durante una delle sue introduzioni ai vari brani. Far from any road è ovviamente stata inserita nella set list, e anche se per il pubblico è stato il fulcro di tutto il concerto, Brett non sembrava entusiasta del successo riportato dalla canzone grazie a True Detective.

Lo show, iniziato con religioso silenzio da parte del pubblico, ha preso pian pianino vigore grazie agli interventi spiritosi di Rennie e alla magia della voce del marito, che hanno infuocato l’animo degli spettatori, i quali non ne volevano sapere di abbandonare quell’atmosfera di spirituale imponenza, richiamando sul palco la band per ben due encore, ultimo dei quali eseguito dal solo Brett e dalla sua chitarra elettrica.

Questo concerto evento è stato un vero e proprio tuffo nel folklore americano, tra le paludi della Louisiana, le foreste della Pennsylvenia e i deserti del Nevada. Un coast to coast economico ma d’impatto.

Peccato per chi non c’era!



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