Casa Bertallot, La (Web) Radio che cambia la radio

Casa Bertallot, La (Web) Radio che cambia la radio

La stazione digitale di Alessio Bertallot, che ha superato di molto il milione di ascolti, si apre ad altre voci per la nuova stagione. C’era una volta la radio in modulazione di frequenza. Ma questo è il passato! Idee stantie e musica uguale ovunque. Ecco la storia ed il progetto di un visionario dei nostri tempi…

Di Domenico Melli

Chi vuole trovare qualcosa di nuovo e interessante deve cercare sul web. Alessio Bertallot, dopo anni di militanza musicale a Radio Deejay e una volta terminata la propria avventura a Rai Radio 2, ha preso baracca e burattini, caricato la propria immensa borsa dei dischi e creato un format nuovo, rivoluzionario e crossmediale, totalmente votato alle nuove tecnologie e a nuove modalità di interazione con il pubblico. Un modello molto avanti per l’Italia, basato su un’idea però semplice…

... trasferire lo studio di registrazione a casa (uno splendido loft su vari livelli, ricavato  nelle ex tipografie della Scala a Milano). Trasmettere dal web, grazie alla piattaforma di Spreaker. 

Bello, tutto molto bello, ma anche utopico. E quindi, tutti a chiedersi: il pubblico come ha reagito?  La sua community lo ha seguito oppure no? La risposta è affermativa e qui troviamo la chiave di volta del progetto. Decine di migliaia di fan della buona musica hanno smesso di ascoltare la radio in FM e si sono spostati sulle frequenze digitali di Bertallot, che ha piacevolmente scoperto quanto fosse solida la base di ascoltatori creata negli anni. Tanto forte da sostenere la campagna di crowdfunding lanciata inizialmente per iniziare la start up radiofonica. La rivoluzione era quindi già in atto e rivelava due grandi verità: la sua credibilità e autorevolezza musicale era intatta e valicava i mezzi di trasmissione; ma soprattutto, molte persone erano ormai mature per cambiare abitudini e spostare i propri ascolti sul web.

Fatte le dovute premesse. Cosa trova un ascoltatore se accende Casa Bertallot, in onda dal sito bertallot.com?… 

… Ma anche dall’ applicazione per IOS e Android o dal canale su Spreaker. Prima di tutto, la radio suona 24h al giorno, per 7 giorni a settimana, con un flusso di musica che spazia nei generi cari al pubblico di Bertallot: dal funk al rap, dal jazz all’elettronica, dal nuovo soul alle sonorità più acustiche, per arrivare alla drum ‘n’ bass e ai suoni underground più ricercati. Ogni sera, poi, alle 21.30 c’è un appuntamento fisso con un nuovo show: lunedì e giovedì, per esempio, è il turno del padrone di casa, con il suo consueto programma in diretta, fatto di novità e classici, di news e interazione con il pubblico, di ospiti live che vengono a casa per insolite performance live e improvvisazioni stimolate dal dj.

Fin qui tutto molto in linea con lo stile di Bertallot, non lontano da quanto fatto in precedenza. La casa però si è recentemente aperta a nuove voci, dando spazio ad alcuni dj e giornalisti musicali tra i più autorevoli in Italia: martedì è il turno di Fabio De Luca, voce storica di Rai Radio 2 (già conduttore dei programmi di culto “Planet Rock” e “Weekendance), ex vice direttore di Rolling Stone nonchè scrittore e giornalista quotatissimo, con il suo show “The Tuesday Tapes”, che spazia senza timori tra musica vecchia e nuova e tra generi sulla carta incompatibili, passando da oscura new wave anni ’80 alla post-acid primi anni ’90, al northern soul, al ghost-rock, all’indie anni Dieci. Ogni brano è una storia, connessa con le altre grazie agli aneddoti impossibili di De Luca. Venerdì sale invece in console Bassi Maestro, vero guru della scena hip hop italiana (rapper, producer e dj tra i più rispettati), che presenta lo show “Forty Five”, ovvero il meglio della black music di oggi e di ieri, dal rare groove al funk, suonato esclusivamente su dischi a 45 giri.

copertina aprile bis

Sabato sera è il momento di “CassaBertallot”, dove diventa protagonista la dance alternative e underground e la casa si trasforma in un dancefloor bollente, grazie ai set mixati da Dj Fiore e agli show di Albi Scotti (da Dj Mag Italia) e Marco Rigamonti (dj, producer e giornalista). Sono però due i format del mercoledì e della domenica a stupire di più, quelli più sperimentali e non condotti da un dj. Il primo è “Day After”, un mix di frammenti culturali alternati alla musica di Bertallot. Sono estratti di dialoghi, interviste, discorsi e performance di alcuni dei più importanti personaggi del nostro tempo e del nostro paese: poeti, pittori, registi, fotografi, architetti, scultori, filosofi e scienziati. Un cut up post-moderno, immaginando di svegliarsi il giorno dopo (per questo day after) una ipotetica esplosione digitale che ha polverizzato ogni riferimento culturale e disperso ogni valore. Questi frammenti, pescati a caso dal sistema, rappresentano metaforicamente una sorta di salvadanaio (ma anche un salvagente) della nostra cultura, per non sentirsi così soli nell’immenso e fuorviante universo inter-connesso. Il secondo show che cattura l’attenzione dei più arditi è sicuramente “Slow Radio”, in onda domenica sera, ovvero una sequenza di canzoni dal mood molto morbido (ambient, chill out, electro jazz e acustico) che si alternano ad alcuni minuti di silenzio (sì, avete letto bene). Qualche istante senza altri stimoli acustici intorno, durante il quale il pensiero fluttua libero e rilassato e si ritrova lo spazio per sé stessi. Laddove di solito la radio è abbondanza di voci e suoni e il nostro tempo è frenetico e stressante, qui si celebra il valore dell’assenza e della sottrazione di input. Questa, in fondo, è l’essenza del lavoro di Bertallot attraverso la propria webradio, la vera mission di questo progetto: oltre a dare una voce alla musica più interessante e (in molti casi) super underground, spinge ai limiti il valore culturale della radio, nella sua accezione più nobile… come diffusione di stimoli culturali sempre di altissimo livello.

Si dice che la cultura e la musica di qualità non facciano ascolti: Casa Bertallot è l’eccezione che conferma questa regola non proprio positiva. Mentre scriviamo infatti la web radio ha toccato quasi quota 1.250.000 ascolti in un anno e mezzo circa di attività. Un dato che fa storia a sé, cambia le  regole del gioco e proietta la radiofonia direttamente nel futuro. Un futuro che non suona più in FM, ma vola sulle onde digitali!



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