C’era una volta una… Sicilienne

C’era una volta una… Sicilienne

Di: Gera Bertolone

Di storie di emigrazione e identità ne potremmo raccontare all’infinito. Non c’è epoca che si ricordi in cui non ci sono state onde migratorie verso “il continente”.
Quando vivi nella tua terra natale non ti fai domande e, di conseguenza, non hai neanche le risposte. Tutto scorre nel corso abituale o “tradizionale” e le cose cambiano così lentamente che il nuovo ti sembra già vissuto e diventa consuetudine o, come molti amano chiamarla, tradizione.
Quando abitavo in Sicilia ero completamente inglobata in una realtà che mi sembrava l’unica vivibile per me. La tradizione scandiva il mio tempo. Mi identificavo così profondamente con gli usi e i costumi locali che non riuscivo a vederne le forme intere, i confini.
Dal momento in cui mi sono trasferita in Francia, invece, ho rifatto i conti con la mia vera identità e ho cominciato a pormi domande e a trovare qualche risposta.
Dopo 7 anni, la risposta più sincera si trova nel mio disco di esordio La Sicilienne.
In questo disco esprimo, con la più profonda emozione, un’identità che mi appartiene, che non ha più domande, con la quale ho imparato a convivere in modo maturo e consapevole.
La Sicilienne è una donna che racconta una, dieci, mille vite, attraverso la canzone siciliana tradizionale. È una donna che sa vincere ma che sa anche gridare al mondo la propria sofferenza e rassegnazione. E la voce di questa donna, La Sicilienne, vive in me inesorabilmente.

L’emigrazione non cancella un’identità già definita ma può dare nuovi occhi e una grande forza espressiva, come una punta di una lancia che mirata con consapevolezza colpisce dove serve.
Una tradizione racconta con i mezzi espressivi locali la realtà universale e il mondo che racconta La Sicilienne è il mondo di tutti, è l’amore perduto e il desiderio di amare, è la gioia di addormentare un figlio e il dolore di perderlo. Storie senza tempo e senza confini, ma reali.

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Nata in un paesino medievale sito nel cuore della Sicilia, Gera Bertolone comincia l’apprendimento della musica e del clarinetto all’età di 7 anni e subito entra a far parte di diverse bande musicali locali, attività che porterà avanti per circa un ventennio.

Dopo l’adolescenza, l’artista comincia ad interessarsi alla musica tradizionale e, durante i suoi studi di musicologia ed etnomusicologia all’Università di Palermo, entra a far parte del Laboratorio di Etnomusicologia “Aglaia”, dove scopre e impara a cantare un repertorio molto antico.

Nel 2009 si trasferisce a Parigi, dove prosegue, tra le altre cose, i suoi studi di etnomusicologia all’Università Paris 8 e le sue ricerche sulla vocalità nel repertorio siciliano.

Parallelamente, porta avanti numerose collaborazioni, tra attività mirate a preservare il patrimonio culturale siciliano (come la Novena di Natale di Mussomeli, suo paese natale) e manifestazioni culturali con formazioni e artisti diversi, in luoghi di prestigio, come Palais Ennejma Ezzahra (Sidi Bou Said, Tunisia), il Teatro Montevergini e il Palazzo Bonagia (Palermo), il Teatro Antico (Segesta), il Teatro Salvatore Cicero (Cefalù), la Villa Cattolica (Bagheria),  l’Auditorium RAI (Palermo), l‘Università di Palermo, la Semaine Italienne (Parigi) e molte altre.

Attraverso le collaborazioni più diversificate, Gera Bertolone ha avuto modo di notare l’elevato interesse che questo repertorio riesce a suscitare non solo nei siciliani, perciò ha deciso di consacrarsi al recupero dell’antico sapere popolare, favorendo la trasmissione di una cultura dai mille colori alla quale è totalmente devota.

Le sue interpretazioni, caratterizzate dall’autenticità della sua voce “all’antica” e dalla sua personalità singolare e comunicativa, portano alla scoperta di antiche melodie siciliane dove storie, sogni e sentimenti si intrecciano in un repertorio unico e di elevato valore artistico.

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