La playlist di Icio Caravita, “La mia vita in musica” for JAYMAG

La playlist di Icio Caravita, “La mia vita in musica” for JAYMAG

Nuova playlist compilata per JayMag. Questa volta la selezione è di Icio Caravita.

“È così che va” è il suo recente esordio (Lampyridae / distr Believe). Primo album del cantautore emiliano classe 1967 dopo anni di militanza musicale: dai primi passi in studio sotto la supervisione di Brando, con cui Icio condivide il palco più volte nei primi anni duemila, passando ai due singoli pubblicati per Rec Studio nel 2005, a tre EP autoprodotti tra il 2009 e il 2011 e a vari premi in manifestazioni dedicate alla canzone d’autore. Originario di un paesino della bassa, Consandolo di Argenta (Ferrara), ma milanese d’adozione, Icio Caravita è un “one man band” che suona chitarra, armonica e percussioni a pedale. “È così che va” è un disco in cui l’autore canta, in maniera semplice, “vita vissuta o sognata” e racconta luci e ombre del quotidiano. “È così che va” è un esordio in cui predomina un suono acustico e in cui emerge un senso di appartenenza naturale alla tradizione della canzone d’autore italiana, non a caso la supervisione artistica e gli arrangiamenti sono di Massimo Germini, compositore e chitarrista da anni al fianco di Roberto Vecchioni. La produzione esecutiva e artistica è di Fausto Dasè, titolare di Dasè Soundlab e dell’etichetta Lampyridae. 

01 Icio Caravita (foto di ®TommasoGesuato)

La Playlist “La mia vita in musica” for JAYMAG

Di Icio Caravita

1)Bruce Springsteen – Blood Brothers

Un grande e longevo sodalizio, tra amicizia e professionalità artistica.

2) Ramones – Do you remember rock n’roll radio

Mi ci addormentavo in cuffia quando ero adolescente, il che potrebbe spiegare tante cose…! Loro più Phil Spector hanno un bel volume, direi!

3) Echo & The Bunnymen – The killing moon

Qualcuno che arriva dal Regno Unito devo metterlo, per forza. Scelgo loro a rappresentare la new wave senza suoni sintetici, quella che preferisco.

4) Pearl Jam – Rearviewmirror

I primi nipoti del solitario zio Neil. La rabbia diversa degli anni ’90 per me sono loro.

5) Wilco – Jesus etc.

L’essenza del suono country e il rumore della sperimentazione, con una spruzzata di soul… vecchi moderni!

6) Ryan Adams – Let it ride

Uno eclettico che sa prendersi per il culo senza perdere credibilità. Chitarrista come piace a me e voce con un controllo che fa incazzare, soprattutto nelle cose più intime.

7) Sergio Endrigo – Ci vuole un fiore

Lego lui, Rodari e il Peter Pan che sta in ognuno di noi.

8) Lucio Dalla – L’ultima luna

Le sue canzoni, soprattutto nei tre album dal 1977 al 1980, sono vere e proprie brevi sceneggiature…

9) Fabi-Silvestri-Gazzè – L’amore non esiste

Tre della generazione cantautorale di mezzo che scrivono e suonano alla grande, fusi insieme senza pestarsi i piedi l’un l’altro, in un disco che mi piace un bel “pop”!

10) Giuliano Dottori – Estate #1107

Conosco lui e le sue doti artistiche e so come vive la musica, con la naturalezza e la spontaneità di chi non potrebbe fare altro nella vita. Il primo tra i “forever giovani” della nuova leva cantautorale, sempre secondo me.

BUON ASCOLTO



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