La playlist di Paolo For Lee, “annaffiando l’orto” for JAYMAG

La playlist di Paolo For Lee, “annaffiando l’orto” for JAYMAG

Nuova playlist compilata per JayMag. Questa volta la selezione è Paolo For lee.

Dietro lo pseudonimo si nasconde Paolo Forlì. Attivissimo nell’underground bolognese, ha fatto parte di vari progetti (Maggie’s Farm insieme ad Umberto Palazzo, Bungalow 62). Paolo Forlì, cantautore “giramondo”,decide dopo una lunga pausa di tornare con un nuovo nome ed il 2 Aprile del 2015 esce con l’album “Minneapolis” (con la sua nuova etichetta Plumbers and Flowers), un lavoro metropolitano, oscuro e solitario – è totalmente in solo. Anche in questo progetto, come in quelli di Bungalow62, il lavoro di registrazione è fatto in casa ed affidato alle cure di Mattia Coletti, e si sente. Racconti di vite metropolitane in bianco e nero. Ricostruzioni storiche minuziose della città simbolo di questo pianeta. Una raccolta di “storie” di quotidianità ma anche di quartieri poveri, delinquenza, che regalano immagini di un’America, o di un intero pianeta, alla Raymond Carver. 

for lee

La playlist di Paolo For Lee, “annaffiando l’orto” for Jay Mag

Di Paolo For Lee

Mi viene d’immaginare la playlist che ascolto in cuffia mentre annaffio l’orto e il giardino di casa.

Il mio giardino ha una particolarità: se alzi un po’ lo sguardo verso sud ovest potrai vedere il paese di Colonnella nella sua timida magnificenza. Il getto dell’acqua arcobalenato, gli odori delle foglie di alloro e la sagoma dei tetti colonnellesi reclamano precisi ascolti, davvero poco banali. Visto che tutto l’orto ed il giardino richiedono due annaffiature al giorno (una alle 6 di mattina e l’altra alle 20.30) i tempi per la playlist sembrano quasi perfetti. Anche perché il mio stile nell’annaffiare è di molto lento ed esitante.

VAN MORRISON – T. B. Sheets

Tasche vuote ed infinite ore di lavoro, un intero anno trascorso a servire “pizze deep pan” e “spagetti bologhneis”: il repentino passaggio dalla miseria alla serenità economica, dal down and out di un pasto al giorno, al benessere inaspettato e lussureggiante: le partite di calcio giocate nel Crafton Celtic, le lezioni di italiano impartite all’università di Cork, le amicizie impossibili col vecchio solitario Ben Gaxiola ed Aislinn O’ Sullivan (ex moglie di The Edge).

SEAN ROWE – Downwind

Le notti a scrivere EALU, romanzo breve, e le 4 persone che lo hanno letto: il falò di tutti i fogli e del floppy disk. La decisione di non morire prima di aver calpestato 100 nazioni. Siamo a 64.

NICK CAVE – Easy Money

Quel treno si fermò subito e definitivamente alla prima periferia di Copenaghen; la speranza era che ci avesse fatto dormire per almeno 3 o 4 ore, ma ora eravamo al freddo e al buio. Nina capì tutto, ci ospitò nella sua casa e ci diede una chitarra per il giorno dopo. Sotto la Round Tower io suonavo e Gigi Cava raccoglieva denaro. “I wanna be your dog” per ore ed ore, era un pezzo che fruttava bene. Ma andammo avanti solo con scatolette di rognone e avanzi dai vassoi del mc donald. Accumulavamo corone, per il futuro.

TOM WAITS – All the World is Green

Non è mica vero che non puoi avere desideri: voglio guadagnare almeno 5000 € al mese, direi di più, tendenti alle 10.000. La gente crede che sia impossibile, e che ci si debba accontentare di campare di merda con 1200 € al mese. Campateci voi con 1200 € al mese. La gente organizza concerti, senza motivo e sosta, senza fermarsi a pensare; cos’è che volete diventare? A cosa state mirando? Fate sempre le solite cose e non sapete nemmeno il perché. Che noia.

ENNIO MORICONE – Il Clan dei Siciliani

A un certo punto è il turno dei pomodori. Annaffiare pomodori è diverso da tutto il resto: devi annaffiare anche le foglie, non solo le radici; annaffiarle dolcemente usando quel getto che rende l’acqua polvere, accarezzarle; accarezzi le foglie, sistemi bene i paletti, poi tocchi la pianta ed i frutti, e annusi le dita. Quell’odore non andrà via per qualche minuto: a me fa uno strano effetto di appartenenza. Sono a tutti gli effetti uno del clan, diventa complicato provare a farmi del male, poi ne paghereste della tristi conseguenze.

ROBERT JOHNSON – Preaching Blues

Il Pellei mi propose di affittare due biciclette e percorrere tutta quella strada che costeggia la Mosella; si partiva da Traben Trarbach destinazione Mulheim, col chiaro intento di fermarsi a bere Riesling nelle migliori enoteche. Andò a finire che lasciamo le biciclette a Zeltingen-Rachtig e tornammo in taxi.

ELLIOTT SMITH – Miss Misery

Se hai deciso di campare con 1200, o 1500 € al mese per tutta la vita c’è qualcosa che non va; hai qualcosa da nascondere. Non fa parte dell’essere umano. Ti hanno fottuto. Vedi, io ti capirei se mi confidassi che hai deciso di campare con nulla, girovagare per il mondo senza meta e senza soldi, campando di carità ed espedienti. O nulla o molti soldi: nel mezzo non sei mica un uomo libero. E’ chiaro che io preferisco la seconda versione: con la seconda sei ancora più libero, perché se vuoi puoi anche giocare a fare la prima: solo che dopo 4 o 5 ore mi sarei già rotto i coglioni.

PAOLO CONTE – Questa Sporca Vita

Frank Rayner era al bancone e si mise a parlare del Colchester United Football Club confessando ai suo amici che era solo la sua seconda squadra: prima veniva la Sambenedettese Calcio, la squadra della città di sua mamma. Quel vecchio del Beehive aveva una chitarra e volle festeggiare la notizia cantando “banks ogf the Roses” un vecchio motivo irlandese; lui era scozzese e cantava vecchie canzoni irlandese d’amore..

MARVIN PONTIAC – I’m a Doggy

Prova a fare un gioco: ogni giorno ferma una persona che non conosci e presentati. Non avere preconcetti o pregiudizi. Fallo, e vienimi a raccontare fra un anno cos’è successo. Magari alla fine di un mio concerto, mi fermi e me lo dici. Di concerti ne farò sempre meno. E’ molto noioso suonare più di 15/20 volte all’anno nella stessa nazione. Noioso ed inutile.



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