Alfons Mucha in mostra a Palazzo Reale di Milano

Alfons Mucha in mostra a Palazzo Reale di Milano

Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau è la recentissima mostra promossa dal Comune di Milano – Cultura e da 24 ore Cultura – Gruppo 24 Ore in onore del più illustre artista dello Stile Liberty. Il maestro di origine ceca è stato il più celebre promotore di un nuovo linguaggio comunicativo, che a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo Secolo ha rivoluzionato il mondo dell’arte attraverso il Modernismo. E’ innegabile che se si pensa alla pittura dell’Art Nouveau oggi, come all’ora, i primi nomi che vengono alla mente sono Gustav Klimt e Alfons Mucha. Al contrario, però, del maestro viennese, famoso per il suo sfrenato utilizzo dell’oro nella sua pittura, Mucha è ricordato principalmente per il suo stile leggero e raffinato delle sue litografie.

Sono proprio le sue litografie, di grandissime o di più piccole dimensioni, le protagoniste di questa mostra che vuole trasportare i visitatori nei ruggenti anni ’20. Per favorire questo tuffo nel passato insieme a più di 100 lavori di Mucha, concessi dalla Richard Fuxa Foundation di Praga, sono esposti elementi di arredo e illustrazioni anche di altri artisti dell’epoca, come il famoso vetraio francese Emile Gallé.

La mostra, non eccessivamente grande come dimensioni, ma ricca di numerosissime opere, è stata pensata in modo appropriato per raccontare non solo Alfons Mucha, ma anche il suo tempo. Così, dopo una prima stanza di presentazione dell’artista, si susseguono differenti ambienti suddivisi in temi. Si parte con il tema del Teatro, vero e proprio trampolino di lancio dell’artista, che grazie alla sua prima musa “la divina” Sarah Bernhardt ha ricevuto successo in tutto il mondo. Sono proprio i poster che rappresentano “la divina” nelle sue numerosi performance teatrali il centro di questa sezione, e la sua Medea è in assoluto il fulcro di tutta la stanza. Con i suoi occhi sgranati e impanicati che gridano aiuto all’osservatore, il resto del volto coperto da un velo, il figlio morto fra i piedi ed un pugnale affilato in una mano, l’eroina greca impersonata dall’attrice francese risulta così realistica da far accapponare la pelle.

Nella seconda sezione della mostra che espone la vita quotidiana sono le pubblicità di Mucha ad essere al centro dell’attenzione. Dai liquori ai cioccolatini, dal latte liofilizzato ai biscotti, nessuna azienda di rilievo avrebbe accettato altro artista se non Mucha per dar vita ai suoi poster pubblicitari. Si prosegue poi con due sale contigue dove viene mostrato il tema della figura femminile e la sua dualità fra femme fatale e madre natura. Segue la sezione del giapponismo, tanto caro a quel periodo storico, che si evolve poi nel tema del mondo animale dove gli animali asiatici come le carpe e le tigri cedono il posto ai più emblematici animali dello Stile Liberty: il pavone, il serpente e la libellula, e le numerose creature acquatiche.

La sesta sezione è dedicata alle pietre preziose a cui l’artista, come molti altri del suo tempo, era particolarmente legato. Di rilievo qui è la serie delle pietre preziose composta da quattro litografie: il rosso rubino rappresentato da una donna altezzosa circondata da fiori rossi; il giallo topazio impersonato da una donna pensante; il viola ametista dove Isis orientali circondano una donna seducente; e il più ammaliante verde smeraldo dove una donna dallo sguardo provocante si appoggia ad una scultorea testa di bestia famelica.

Nella sezione del tempo i protagonisti sono i calendari e le stagioni, anche se i gruppi di opere più importanti qui sono senza dubbio la serie dei Momenti della giornata e quella de La luna e le stelle. Il tema che chiude la mostra è immaginario floreale e non poteva essere scelto tema migliore: non a caso l’Art Nouveau è conosciuto anche come “stile floreale”.

Ben strutturata e spiegata, questa mostra riesce davvero a trasportare il visitatore in dietro nel tempo e a fargli vivere quegli anni di sconvolgimento culturale e di vero modernismo. Da non perdere. In mostra fino al 20 febbraio 2016 a Palazzo Reale di Milano, e dal 30 aprile al 18 settembre 2016 presso il Palazzo Ducale di Genova.



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