Hayez: quasi un secolo di opere del maggior interprete del Romanticismo.

Hayez: quasi un secolo di opere del maggior interprete del Romanticismo.

Francesco Hayez, con i suoi 91 anni di vita vissuta quasi interamente a servizio dell’arte, è tra gli artisti più prolifici di tutti i tempi, nonché il più significativo esponente del Romanticismo italiano, ma anche del Risorgimento. A suo tempo, infatti, erano i suoi valori risorgimentali a far immedesimare il popolo italiano, ed ancora oggi sono proprio questi valori a rendere le sue opere così attuali. La stessa sua opera più famosa, Il bacio, è in realtà una delle tante opere prodotte dall’artista come forma di ribellione nei confronti della società contemporanea. Capostipite del Romanticismo Storico, Hayez ha spesso dovuto criptare la maggior parte dei messaggi che voleva trasmettere con i suoi dipinti, proprio come ne Il bacio, che seppure di ambientazione medioevale, mostra in realtà l’amore fra due giovani contemporanei separati dalla pressante guerra contro gli austriaci.

Francesco Hayez in mostra alle Gallerie d'Italia di Milano

Le tre variazioni de Il bacio

Artista di grande spirito patriottico e di senso civico, oltre che di raffinata tecnica e squisita capacità, Hayez aspettava da tanto una mostra personale degna della sua fama. Grazie a Gallerie d’Italia e Intesa SanPaolo la sua Milano ha saputo degnamente rendere omaggio al grande maestro veneziano, con una mostra innovativa, ben strutturata e ricca di opere inedite.

La bellissima location delle Gallerie in Piazza Scala si è dimostrata cornice perfetta per l’esposizione di capolavori conosciutissimi e opere esposte per la prima volta dopo molti secoli di riservata oscurità in collezioni private, o anche affreschi staccati dalle loro pareti natie. Sono più di cento le opere esposte, suddivise in sezioni che raccontano cronologicamente la vita del pittore, unite anche ad alcuni ritratti di Hayez, e molti autoritratti, che per ogni epoca della sua vita mostrano allo spettatore chi veramente era Francesco Hayez. Un artista che è riuscito a liberarsi del fardello della povertà e che dopo aver toccato per la prima volta pennello e tela non ha mai smesso di dipingere, e nemmeno di ritrarsi: come dimostra l’ultimo dei suoi autoritratti nel quale l’artista si è immortalato alla veneranda età di ottantotto anni.

Francesco Hayez in mostra alle Gallerie d'Italia di Milano

Autoritratto a ottantotto anni.

Le diverse sezioni della mostra spiegano in modo preciso la crescita artistica di Hayez, partendo dai suoi studi accademici, e quindi rigorosamente neoclassici, fra mitologia e antica Grecia (come la morte di Laoconte e dei suoi figli, o l’Atleta trionfante); passando per la sua maturità e la sua fama con i ritratti dei più famosi e nobili signori del suo tempo, fino ad arrivare alle sue opere storiche di natura più politica e sociale. Oltre alla tridimensionalità e alla perfezione nella riproduzione quasi fotografica, è l’attualità dei dipinti ad affascinare, dimostrata soprattutto nei quadri di natura storica. Non si può rimanere indifferenti, infatti, di fronte ai grandi quadri che rappresentano l’esodo dei profughi di Parga, che tanto assomigliano alle immagini dell’emergenza profughi attuale.

Francesco Hayez in mostra alle Gallerie d'Italia di Milano

Un pensiero malinconico

Il centro di questa bellissima personale è, però, il trittico formato dalle tre variazioni de Il bacio, il capolavoro del maestro veneziano, dalla cui fama Hayez non è mai più riuscito a distaccarsi. In queste tre variazioni sul tema, esposte insieme per la prima volta, si vede in particolare l’evoluzione compiuta dagli abiti dei due amanti, che diventano sempre più netti e precisi. Oltre all’amore e ai moti dell’animo sono proprio i tessuti e i drappeggi ciò che Hayez meglio sapeva rappresentare. Famosissimo per i suoi tulli e i suoi velluti (che toccano il loro apice in quadri come Il consiglio della vendetta e Un pensiero malinconico), a suo tempo è stato anche accusato di non saper dipingere altro che persone vestite. Per sfidare questa accusa infondata il pittore ha passato una porzione abbondante della sua carriera a dipingere, invece, persone nude. Fra questi suoi capolavori spicca La Maddalena, che con la sua nudità sensuale eppure pudica sbeffeggia la malignità dei critici. Interessante in questa sezione religiosa anche la seconda Maddalena, che da lontano fa un po’ raccapricciare per via dei “ripensamenti”, ovvero tutti quei cambiamenti al volto della donna ritratta compiuti dal pittore, riportati alla luce da un recente restauro. Di natura religiosa sono anche la maggior parte degli affreschi “strappati”, fra gli altri luoghi, da Palazzo Ducale.

Francesco Hayez in mostra alle Gallerie d'Italia di Milano

La Maddalena

Fra i ritratti di nobili e ricchi signori, oltre che i numerosi autoritratti, spiccano quello a Rossini e a Manzoni, personaggi importanti della Milano ottocentesca, dove il pittore ha sempre trovato amici e collaboratori. Infatti, seppure veneziano di nascita, è stata Milano la città della sua formazione artistica e della sua fama internazionale. Quindi non poteva tenersi in altro luogo la mostra celebrativa per il maestro romantico per eccellenza, una mostra degna della sua grandezza, molto più che completa, unica e irripetibile, grazie ai suoi dipinti e i suoi affreschi inediti, e alla sua struttura quasi didattica e molto più che esplicativa.

Francesco Hayez in mostra alle Gallerie d'Italia di Milano

Ritratto di Alessandro Manzoni

Le Gallerie d’Italia hanno fatto un bellissimo regalo di natale ai milanesi e a tutti gli appassionati del romanticismo, con questa esposizione unica nel suo genere, aperta fino al 21 febbraio 2016.

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