Manuale di sopravvivenza per giaguare urbane

Manuale di sopravvivenza per giaguare urbane

Di: Nina Madù

 

La vita urbana ti vuole giaguara, e allora ecco alcuni semplici consigli di Nina Madù e le Reliquie Commestibili.

Partiamo dalle basi.

La vita urbana ti stressa, cari amici e amiche. ma soprattutto amici.

la giungla urbana ti vuole giaguara, temeraria, avvezza la giungla urbana ti vuole carburata, inutile dirlo.

ma abbiamo una risorsa possiamo arrivare finalmente da qualche parte e concederci un po’ di relax.

no, non sto parlando di psicofarmaci, no!

non mi riferisco al vostro vicino di casa 14enne pusher di oppiacei sintetici, no.

parlo di un dolcissimo, tenero rimedio efficace già dalle prime applicazioni tenete sempre nella vostra borsetta (un arcaico accessorio talvolta ancora in uso presso alcune comunità) un lembo di pluriboll; potrete al momento opportuno srotolarlo a terra e camminarci su con i vostri più acuminati tacchi a spillo, sforacchiando e scoppiettandone i pallini (durata a piacere).

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Molte le delizie della vita urbana,

so di parlare con autorevoli esperti del genere

una parola per tutte: obliterare

[dal latino ob literare – propriamente cancellare, fare sparire, o anche chiudere la cavita’ di un condotto]

Procuratevi un biglietto a vostra scelta (preferibilmente di un commercialista)

e procedete obliterandolo in una sequenza continua ma non regolare per almeno 20 sec. con gesto robotico, ma anche coreografico e lubrico.

Non tutti capiranno, ma a un certo punto in un cono d’ombra vedrete scintillare una luce di complicità in un occhio sconosciuto.

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Feticismo? mania? semplice buonsenso?

Che importa a volte mettere i puntini sulle ”i”?

La vita urbana ti costringe sempre ad alzare qualcosa, fosse anche un sopracciglio ombrettato, e se sulla 91 vuoi aggrapparti al sostegno nel punto in cui è meno viscido e squamoso, beh, tesoro devi allungare il braccio più in alto che puoi.

La giungla urbana ti vuole talvolta babbuina e non sempre giocare a carne scoperta dà i suoi frutti a volte, e’ anche una questione di imballaggio…

In pellegrinaggio verso i grandi magazzini la prossima volta, dopo le consuete aspersioni di Amuchina, se vuoi risultare adeguat* al contesto, non varcare la soglia climatizzata di alcun megastore senza almeno un paio di giri di pellicola su tutto il tuo corpo.

(Ma se hai terminato la pellicola puoi sempre avvoltolarti della moquette addosso. O darti fuoco)

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Ma torniamo a noi.

la tua camminata la riconoscerei tra milioni…

passo medio ma tenace: così-così in salita, ma splendido sulla lunga distanza in piano

imbattibile su selciato, lastrico, sanpietrini, marciapiedi vari…

un po’ goffo ma simpatico su acciottolato e pave’ dissestato.

(toh! una merda)

insomma, e’ un piacere guardarti,

tutta la città vibra sotto i tuoi tacchi eloquenti.

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…e quando ne hai avuto abbastanza di questa stramaledetta vita urbana, se ancora ne hai una, puoi sempre tornare a casa e barricarti dentro dimenticare il grande rutto del metrò e fare una passeggiata sul soffitto (per questo esercizio ti consiglio di aiutarti con l’ascolto di “walkin’ on the ceiling” di Nina Madù e le Reliquie Commestibili) oppure dedicarti alle gioie della vita domestica Ah! Le piccole e grandi sorprese che ci riserva la vita di condominio, pare proprio che qualcuno oggi stia facendo un’esecuzione sommaria al piano di sopra!

Tigrotti, fatemi sapere com’è andata, Nina Madù aspetta vostre notizie a bien tot!

 

 

 

Camilla Barbarito

Studia canto lirico e canto jazz presso le Scuole Civiche di Milano e successivamente approfondisce una propria ricerca nell’ambito del canto popolare ed etnico.

L’impronta più forte nella sua formazione la lascia l’incontro con Serena Sartori e la lezione del teatro di ricerca degli anni ’70.

A 18 anni inizia l’immersione in questo ampio universo, anche fatto di incontro con le culture extra-europee e con le radici della cultura popolare italiana, affiancato da un ascolto famelico e onnivoro di vari generi musicali. L’apprendistato e il percorso formativo si intrecciano con una fitta serie di esperienze da esordiente nell’ambito dello spettacolo dal vivo.

Nel 2009 l’incontro con il Maestro Jovica Jovic (vedi: ‘‘La meravigliosa vita di Jovica Jovic’’ di Moni Ovadia e Marco Rovelli Ediz. Feltrinelli) e l’inizio di un’intensa immersione nel mondo della musica balcanica attraverso moltissimi concerti tra Nord Italia e Svizzera con i Muzikanti di Balval.

Ha cantato anche con Vladimir Denissenkov, Ivana Monti, Lu Colombo, Massimo Miride, Bianca la Jorona Giovannini, Nema Problema Orkestar.

Grazie all’incontro con il bandoneonista argentino Hugo Frencia si è dedicata al repertorio del Tango argentino.

Nel 2010-11 collabora con il Modern Ensemble di Torino (una piccola orchestra) a diversi repertori di musica leggera.

Attualmente lavora come cantante e performer a tempo pieno, vivendo con intensità la scena artistica milanese e incrociando la strada con molti artisti e progetti, tra cui: El Sentimiento Popular! ideato assieme al compagno di vita e di musica il chitarrista e arrangiatore Fabio Marconi, progetto che si sviluppa attorno al tema delle sonorità popolari mediterranee e sudamenricane; Mystere de l’Est, una band che propone repertorio balcanico in chiave prog-folk; MetroBrousse, un gruppo meticcio composto con Baba Djarrà e Seydou Daò, due Griot burkinabè (all’interno della società tradizionale sono coloro che trasmettono la cultura attraverso ma musica e il racconto) e con Carla Colombo, Nabil Hamai e Ivan Rosas; Esther Flueckiger, pianista e compositrice di musica contemporanea; Cassandra Casbah, la Dragqueen intellettuale creata da Gianluca Decol; il trombettista Raffaele Kohler; la fisarmonicista Giulia Bertasi; il fisarmonicista Guido Baldoni; Njamy Sitson, cantante camerunense residente in Germania con cui ha un progetto di voci a cappella.

Nel 2013 ha contribuito come cantante alla colonna sonora del videogioco ‘Dream Chamber’.

Nel 2013 una tournee negli Stati Uniti come cantante- attrice presso Italian Film Festival San Diego – World Life Cafè di Philadelphia – Saint Joseph University – Seton Hall New Jersey.

Fa parte come cantante solista dell’Orchestra Dunia in Musica prodotta da Teatro Nohma di Milano.

Nell’ambito del teatro contemporaneo si forma con la scuola del Teatro del Sole di Milano e lavora come attrice con diversi registi tra cui Serena Sartori, Beppe Rosso, Henrique Koeng (per una produzione teatrale  nell’ambito dell’Expo della Svizzera nel 2001), Duccio Bellugi del Theatre du Soleil di Parigi.

Fonda la compagnia ‘I vicini di Peppino’, sostenuti dal Teatro Stabile di Torino (selezione nazionale per la XII Biennale dei Giovani Artisti d’Europa, Premio Godot Biennale dell’Assurdo).

Grazie al sostegno del GAI di Torino partecipa come attrice al Festival Theatre de Realitè di Bamako, Mali, Festival Atelier Nomad presso Cotonou, Benin e CCF di Ouagadougou, Burkina Faso, Festival di Teatro ad Essaouira in Marocco.

E’ regista di ‘Giuditta’, 1°Premio Scenario Infanzia 2008 e di ‘Pino’ finalista Premio Scenario 2009.

Nel 2013 Con il progetto ‘Nina Madù e le Reliquie Commestibili’ fonde teatro e musica in chiave surreale e grottesca e registra ‘Hirundo’, un disco di brani originali cui partecipano 11 musicisti.

Nel 2014 lavora come musicista e performer con il Teatro delle Moire (Songs for Edgar).

Nel 2014 ha affiancato Paolo Rossi nello spettacolo di Roberta Torre ‘Il colore è una variabile dell’infinito’, la storia di Pier Luigi Torre ideatore della Lambretta, prodotto dal CRT di Milano.

Nel 2014 compone e interpreta dei brani musicali partendo da testi di Alessandro Mendini in occasione della consegna del Premio Cauda Pavonis organizzato dall’International Association of Color Consultant/Designers, affiancata dal contrabbassista Davide Tedesco.

Nel 2014 si esibisce con Fabio Marconi presso Nazim Hikmet KulturMerkezi di Istanbul.

Dal 2015 collabora con AGON (http://agonarsmagnetica.it/) al progetto Cosmo come vocal performer, di e con Esther Flueckiger, e con Pietro Pirelli, Massimo Marchi e Luca Mengoni.

Nel 2015 si esibisce all’interno dell’installazione Alma Mater di Yuval Avital in collaborazione con Michelangelo Pistoletto.


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