Popolare VS colto: una sintesi possibile?

Popolare VS colto: una sintesi possibile?

Di: Gin Gerani

Non ho mai sopportato le distinzioni di classe, infatti odio quando si definisce un Mozart, un Bach o un Beethoven con la tanto generica quanto sbagliata dicitura di “Musica classica”,come per alludere al fatto che sia “Musica di classe”, come se la nona sinfonia di Beethoven non fosse in grado di smuovere allo stesso modo la sensibilità di un operaio metalmeccanico e di un professore ordinario.

Le definizioni, racchiuse nella semantica delle parole, sono la prima causa delle differenze tra le persone, che indubbiamente ci sono e sempre ci saranno, ma differenza non deve significare superiorità o inferiorità dell’una o dell’altra persona. Parafrasando quello che dice Daniel Baremboim, il direttore d’orchestra che riuscì a far suonare assieme israeliani e palestinesi, “L’arte deve unire, non dividere, così come dovrebbe fare ogni altra disciplina”. Tuttavia io parlo della mia, quindi sarò più specifico: parliamo di musica.
Sono un cantautore ed arrangiatore: uno dei miei obiettivi è quello di unire la musica popolare e la musica colta; spero di esserci riuscito con il mio primo album “Caona – Vocacledo”: un concept album dove il Don Giovanni di Mozart incontra la mia demenzialità figlia di Freak Antoni e degli Skiantos e dove l’arte di Salvador Dalì incontra l’ironia di Maccio Capatonda. Tutto questo con sotto una base musicale che va dalla musica da camera (uno dei sottogeneri di quella che viene definita erroneamente “Musica classica”) al cantautorato e indie rock italiano, inglese e d’oltreoceano (Capossela e Baustelle, Sting ed ArcticMonkeys, Tom Waits e The Killers), con elementi di musica latina (Elis Regina) e spruzzi di swing (Michael Bublé).

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Gin Gerani (Bologna 19/11/1991), pseudonimo di Giulio Domenico Ieraci, è un “cantarrangiattore”, ovverosia l’unione tra la figura del cantautore, quella dell’arrangiatore e quella dell’ attore: cantautore perché scrive musica e testi e canta le sue canzoni, arrangiatore perché le veste, cioè scrive tutte le parti musicali che sostengono la canzone, attore per il semplice motivo che adora unire musica e teatro, dando sfogo della sua esuberanza con uno stile divertente e demenziale che mischia elementi di spessore culturale a puro spasso. La sua formazione comincia a 15 anni con il maestro Fabio Stefano Berardi, dal quale prende lezioni prima di pianoforte, poi di armonia moderna a 16 anni, poi di basso e canto a 17 anni e infine di chitarra a 18. Questa impostazione polistrumentista è dettata dalla volontà di avere una visione generale delle potenzialità dei principali strumenti musicali, per poi applicare tutto alla composizione. A 20 anni si iscrive al corso di composizione classica del conservatorio G.B. Martini di Bologna (che tutt’ora frequenta). Il 19 novembre del 2013 è la data della nascita ufficiale del nome “Gin Gerani”. Nel gennaio 2014 Gin entra già in studio, affiancato da amici musicisti, e registra il primo singolo “Salvador Dalì” nello studio Ex-cantine di Imola di Simone Casadio Pirazzoli con
la produzione artistica di Alex Volpi e la partecipazione esterna di Serena Perego alle tastiere.

www.gingerani.it


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