Cecco e Cipo, l’intervista

Cecco e Cipo, l’intervista

Di Rossella Romano

Li ricorderete sicuramente per il loro provino a X Factor 8: due anni fa, Cecco e Cipo si presentarono davanti ai giudici del talent show con il singolo “Vacca Boia”, conquistando il pubblico, che li acclamò con una standing ovation e portandosi a casa persino una proposta di fidanzamento.
Oggi, Simone Ceccanti e Fabio Cipollini si ritrovano alle spalle due dischi, un tour con più di 90 concerti, una serie di date nei teatri con Tricarico e un nuovo album, appena pubblicato.
Il duo di Vinci ha, di recente, dato alle stampe “Flop”, composto da 13 tracce e anticipato dal singolo “Non voglio dire”, che racconta di “una commessa che sogna di fare la velina, e per raggiungere il suo obiettivo deve scendere a compromessi. Ci siamo trovati un po’ tutti a dover scegliere se cedere o meno”, racconta Cipo, che abbiamo raggiunto durante un day off del nuovo tour dei due artisti in corso.

Iniziamo subito dal titolo del disco, “Flop”, non siete per nulla scaramantici!
(Ride) L’anno scorso abbiamo fatto un tour di tantissime date. Io sono un tipo molto ansioso, tra un live e l’altro mi chiedevo continuamente ‘Ma sarà un flop?’. Poi per fortuna è andato tutto benissimo. Così ci siamo detti, perché non intitolare il disco proprio ‘Flop’, così se va bene è ‘ganzo’, se va male noi lo avevamo già detto da soli (Ride ancora). E’ anche di buon auspicio, si spera!

Le tematiche del disco sono molto varie, le canzoni toccano vari argomenti…
Sono tredici tracce, nelle quali si parla di parecchie cose: di attualità, di amore sotto vari punti di vista. C’è un brano rock ‘n’ roll, un brano rap… abbiamo spaziato molto.

C’è un pezzo al quale vi sentite più legati?
Direi sicuramente il singolo, ‘Non voglio dire’. Sin da quando lo abbiamo scritto abbiamo pensato che sarebbe stato il brano che avrebbe presentato il disco. Ci piaceva molto la tematica: una commessa che aspira a diventare una velina, ma per realizzare il suo sogno deve cedere a dei compromessi. In realtà è una metafora della vita di tutti i giorni: succede al lavoro, nel modo dell’arte, dello spettacolo, della moda, nel quotidiano, che per realizzarci molto spesso ci troviamo davanti a delle scelte più o meno facili. Abbiamo voluto un tema piuttosto forte per presentare il nuovo lavoro.
Come nascono i vostri brani?
Non scriviamo mai a quattro mani, scriviamo separati, sia parte testale che musica. Ognuno scrive la sua canzone poi ci confrontiamo, e quelle che troviamo valide le portiamo avanti con produttore e band.

In questo periodo siete in tour, sarà così intenso come il precedente?
L’anno scorso abbiamo deciso di suonare il più possibile, per far conoscere il nostro progetto, che è davvero solido, dopo il clamore di X Factor. Abbiamo suonato ovunque, e siamo molto soddisfatti. Quest’anno le date sono più mirate, abbiamo scelto dei club per presentare il nuovo lavoro. Poi con la parte estiva faremo piazze e festival. A settembre ci fermiamo per valutare cosa fare dopo. Questo tour è importante per noi per capire se abbiamo acquistato un pubblico fedele. L’anno scorso l’eco televisivo ci ha aiutato parecchio e ha portato molta gente ai nostri live. Ora vogliamo vedere qual è il riscontro dato solo dalle nostre canzoni.

A proposito di X Factor, i talent possono veramente aiutare gli emergenti e riuscire a portare loro un pubblico che può diventare fidelizzato secondo te?

I talent sono un’arma a doppio taglio: può essere utile e aprire molte strade, come nel nostro caso, ma può essere anche pericoloso. Ci vuole anche un minimo di fortuna. Ci siamo ritrovati a fare il provino di X Factor per caso, eravamo curiosi, ed era un mondo che ci apparteneva. Non essere ‘da talent’ ci ha aiutati a essere notati, è andato a nostro vantaggio. Il talent però ha un meccanismo crudele e non è davvero facile mostrarsi per quello che si è veramente. Noi abbiamo sfruttato l’ondata e siamo partiti per un tour, rimanendo noi stessi, anche se avevamo ricevuto proposte televisive, addirittura come comici, cosa che non siamo assolutamente!

Mi vengono in mente gli Iron Mais o i The Van Houtens, che come voi forse con i talent centrano poco ma che con un solo provino hanno ricevuto una visibilità incredibile. E’ questa la chiave per farsi conoscere ad un pubblico che altrimenti non si sarebbe raggiunto?
Sicuramente. X Factor è stato un trampolino, Oggi come oggi i canali per farsi conoscere non sono molti e trovo giusto usare i talent come vetrina. Una fetta dei nostri fan arriva da X Factor. Però bisogna curare anche il post talent, essere attivi sui social e farsi conoscere per ciò che si è. Noi potevamo essere quelli della “Vacca” e finire la cosa lì.

Che rapporto avete con i ragazzi che vi seguono?
Cerchiamo di essere sempre noi stessi, aggiungiamo contenuti in modo spontaneo su Facebook e Instagram, Forse è proprio questo che funziona, vedere che siamo ragazzi come loro

Cosa vedremo invece sul palco?
Quest’anno abbiamo avuto modo di lavorare molto meglio sulla dimensione dei live, di settare i suoni, abbiamo una scenografa e un impianto luci che portiamo in giro. Abbiamo una scaletta ma ci piace improvvisare, dipende poi dalla situazione, dal locale, dal pubblico. Ci piace interagire con la gente, farla divertire e partecipare con giochi e balletti.

Ma tu e Cecco come vi siete conosciuti?
Ci conosciamo dalle elementari ma a 15 anni abbiamo preso la chitarra in mano e nella mia cameretta provavamo le canzoni di De Gregori, De André , Rino Gaetano. Avevamo questa passione in comune. Abbiamo cominciato a suonare nei Circolini fino a che non abbiamo incontrato il nostro produttore. Siamo nati come duo e abbiamo suonato tantissimo come duo, ma dallo scorso anno ci appoggiamo ad una band. Ci piace una dimensione completa.

Lo scorso anno siete stati ospiti di alcune date del tour di Tricarico. Com’è andata questa esperienza?
Bene, siamo dei suoi grandi fan ed è stato un onore condividere il palco con lui. E’ un grande artista e ha fatto grandi cose, le date sono andate benissimo.

Un sogno da realizzare: con chi v piacerebbe duettare in futuro o condividere il palco?
Ci piace tantissimo Cesare Cremonini, che abbiamo anche conosciuto. E Caperezza, saremmo contenti di poter fare qualcosa con lui. L’anno scorso con Tricarico abbiamo lanciato un appello e ha funzionato, magari funziona di nuovo!

Per conoscere tutte le date dal vivo di Cecco e Cipo è possibile visitare la loro pagina ufficiale.

 



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