La morte è un ennesimo organo sessuale

La morte è un ennesimo organo sessuale

Di: Alcesti

Ciao sono Mattia e oggi vi parlo di morte.
Se vi state già toccando vi avverto, la scaramanzia ha fatto più danni che miracoli, e comunque non parlerò di nulla di triste, deprimente o sconvolgente. Planerò con leggerezza aerea, con qualche riflessione informale, su questo argomento che ha accompagnato il mio ultimo anno da studente. Un master fantastico quello a cui ho partecipato, che ha messo in mutande ogni mia verità, ridisegnandola con ingenti dosi di umiltà e sana rassegnazione.
Animaletti miei, qui si muore! Tardi, presto, male o bene. PUF! Andati.
Tanto non lo sa nessuno cosa ci sia dopo la vita, ho provato a chiederlo ad uno scienziato ma era troppo concentrato nel cercare di prolungare artificialmente la vita, ho provato a chiederlo ad un prete ma appena ha nominato il “Regno dei Cieli” mi è venuta voglia di uccidere per dare un senso a tutti i miei peccati già commessi, l’ho chiesto a Socrate ma quello non sa mai niente, l’ho chiesto ad un monaco buddista ma stava meditando. Meditare? Allenare la mente a trascendere dal corpo. Ci siamo! una sorta di preparazione alla morte. Fico! Peccato che il progresso occidentale (è davvero un progresso?) si scosta sempre di più da queste pratiche di conoscenza del proprio corpo e della mente, rendendomi quindi totalmente ignorante in materia per potervene parlare.
Il problema è che siamo relegati all’interno di una prospettiva che necessita una spiegazione rapida ad ogni cosa, siamo pigri! Ciò che non ci sappiamo spiegare non esiste, punto.
E’ sufficiente aprire gli occhi per capire che le istruzioni scientifiche, religiose e scolastiche (con i rispettivi metodi) non sono in grado di spiegare nulla, se non attraverso dogmi invalicabili tipo: “2+2=4”, “Dio esiste”, “studia l’economia o la legge dell’uomo che fai i soldi”. Regole inventate da noi il cui unico fine è consolarci! La verità va ben oltre. La verità sta nella ragione, e nel rispetto della diversità della ragione altrui.
Credi in Dio Padre? Bravo sono contento che tu abbia una fede solida che attribuisce un’etica ed un’estetica al tuo comportamento. Magari l’avessi io!
Credi nella scienza? Bravo sono contento che tu abbia una fede solida che attribuisce un’etica ed un’estetica al tuo comportamento. Magari l’avessi io!
Credi nella musica? Bravo sono contento che tu abbia una fede solida che attribuisce un’etica ed un’estetica al tuo comportamento. Magari l’avessi io!
Il punto è, amici miei, che fare i sapientini vi rende ridicoli agli occhi di chi ha coscienza dell’enormità delle prospettive in cui siamo immersi. Tutto è relativo, tutto cambia in base all’occhio, niente esiste e nulla non esiste. Siamo qui, effimeri come la merda, godiamocela e rassegniamoci e rispettiamoci e conosciamoci. Quel che viene sarà.
Ah! Vi ricordate quando eravamo dei feti nel ventre materno? Quanto bene si stava? Quello era l’unico mondo, l’unica dimensione che conoscevamo. Poi d’un tratto la mamma ci sputa fuori, il primo respiro è una pugnalata, piangiamo a fiumi, e vediamo un altro mondo, non più fatto di viscere e placenta ma di alberi e mari. La chiamiamo vita e ce ne innamoriamo dimenticandoci di quella precedente, senza considerare che magari ci ritroviamo in un ennesimo ventre materno, solo che più grande e colorato. La morte non è altro che un’altra vagina che ci catapulta da qualche altra parte, il bello è che non siamo in grado di comprenderlo, come non lo eravamo nella pancia di mamma.
Dai che tra poco si rinasce, su con la vita.

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Alcesti nasce nel 2013. Rappresenta un luogo ideale dove poter assemblare esperienze musicali affini e distinte per raggiungere un suono ed un fine comune. Mattia Quaglia, Marco Ferrante e Stefano Cocco iniziano a suonare insieme senza voler etichettare i loro suoni, lasciando semplicemente scorrere attraverso i loro strumenti ciò che più sente la necessità di essere espresso.
Sotto forma di musica nascono idee contaminate da ogni esperienza individuale: dal disegno alla lettura, dai paesaggi ai viaggi, dalla poesia e dai sogni. Il risultato è un rock fresco, che spesso cavalca le onde del post-rock fino ad infrangersi negli scogli più crudi del rock alternativo italiano.
I testi in italiano sono racconti a tratti reali e sensibili, a tratti onirici e disorientati di ciò che ci circonda, senza la pretesa di coglierne un senso ma con l’ambizione di riviverne il momento.
La band ha all’attivo un singolo, “Navigherò il tuo ventre” e un demo-ep intitolato “Invertebrati”, con i quali ha iniziato a farsi conoscere a critica e pubblico.
Il gruppo è tra i fondatori di Sisma, organizzazione nata nell’estate 2014 con l’intento di promuovere la musica underground ed indipendente della scena italiana e locale. Fin da subito ha collaborato con i Sotterranei di Padova e coinvolto le etichette indipendenti più importanti ed attive della regione. Ad oggi il collettivo ha potuto ospitare band come C+C=Maxigross, There will be blood, Captain Mantell, Altre di B, Norman.


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