Le allucinazioni

Le allucinazioni

Di: Fabio Tumini

Le Allucinazioni sono la grande fonte ispirativa. Spesso mi trovo a fare dei brevi viaggi in macchina, da solo, e mi vengono certe idee in testa davvero strampalate. Una di queste è la teoria degli universi paralleli. Ad esempio immagino che quando suono la chitarra, qualcuno mi stia ascoltando da un’altra parte dell’universo . Perchè no? Voglio crederci. La musica prima di essere “accademia” è soprattutto scienza. Ogni vibrazione suonata, perturba molecole di aria. Micromondi e microorganismi, trasduttori di verità sconosciute. Mi lascia indifferente ormai il tono arrogante di chi ti da del pazzo quando si tirano fuori questi argomenti. L’energia dell’ispirazione può attraversare realtà e fantasie lontane tra loro milioni di anni luce. Pubblico il video su youtube ed ottiene 23 visualizzazioni. Per molti diventi subito uno sfigato, non funzioni, non è giusto. Ma tu in quel momento, non hai solo messo in rete qualcosa di fruibile nel presente immediato, bensì hai fotografato un frammento di eternità. Prima o poi quella roba andrà a finire da qualche parte, capisci? Al contrario, a volte mi trovo a vedere dei filmati che arrivano chissà da dove… con 26 visualizzazioni prima di me.
Credo nella musica ispirata, credo nella libertà e l’indiependenza, credo moltissimo nella cultura del supporto. Da qualche parte, esisterà una città dove musicisti, promoters, locali ed etichette, credono nel valore della musica in modo incondizionato. Dove sia valorizzata l’ispirazione. Ci vuole supporto cazzo, senza supporto non sei nessuno. Se tutti avessero quella briciola di coraggio in più per supportare chi è lì, di fronte ai tuoi occhi, sarebbe tutto più facile. Mi sono trovato a suonare dopo un’estenuante turno di lavoro in fabbrica nel disco di un “amico”, il quale ha avuto 3k di visualizzazioni sul tubo, e non si è nemmeno degnato di scrivere una riga di credits. Stile zero. Sei arrivato a leggere fino qui? Bravo, allora meriti di sapere, che razza di cani rabbiosi senza stile c’è in giro. Con i loro cappellini e occhiali da sole colorati, canotte e tatuaggi, che rivendicano stile da tutti i buchi del proprio corpo, ma i quali credo non abbiano mai capito che cos’è il vero stile. Fine del discorso.
Ovviamente qualcuno in un universo parallelo, mi ha sentito, e saprà giudicare quanto stile debba essere equamente distribuito in giro.

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È uscito l’8 Febbraio 2016, edito da LA CLINICA DISCHI in collaborazione con SATELLITE RECORDS, il secondo album degli abruzzesi Nectarines dal titolo “Maledizione”, un tortuoso percorso attraverso la condanna dell’uomo a vivere una vita di sintesi e abnegazione del suo essere, pena alla quale sembra essersi volontariamente sottoposto perché troppo occupato a coltivare la sua totale passività. L’analisi, dunque, degli aspetti del microcosmo umano risulta fondamentale per comprendere lo stato di perenne insoddisfazione che ci conduce all’apatia ed all’apparente incapacità di reagire. “Maledizione” è un disco per certi versi imparentato con la conflittualità evidente tra felicità e scienza (o tecnologia) analizzata già dal grande Emile Zola; si mette, infatti, spesso in evidenza l’instabilità di fondo di una società che sempre più si sta allontanando dalle sue radici, dalla sua storia, dalle vittorie sociali che ha ottenuto grazie al suo imperituro bisogno di progredire culturalmente.

“In una società in decadenza l’arte, se veritiera, deve riflettere la decadenza”. E a meno che non voglia tradire la propria funzione sociale l’arte deve mostrare un mondo in grado di cambiare. E aiutare a cambiarlo”.

“Maledizione” è un lavoro in grado di guidarci attraverso l’analisi del declino che vede protagonisti in senso stretto molti aspetti delle nostre vite e di farci riflettere sulla solitudine di cui l’uomo può circondarsi, sulla facilità con cui i nostri castelli di sabbia possano sgretolarsi, travolti dalle maree
del fato e, di conseguenza, su quanto sia importante una vera interazione con il mondo attorno a noi.

In più frangenti il disco riconduce ai più comuni aspetti della vita di un tipico borgo italiano, ove le interrelazioni assumono modalità pirandelliane e le identità camuffano la loro vera natura dietro maschere d’ipocrisia ed ego smisurato. L’aspetto folkloristico non manca certo di presentarsi all’ascoltatore, che può a tutti gli effetti percorrere un viaggio attraverso la quotidiana battaglia di persone comuni capaci, nel loro piccolo, di grandi gesti, grandi vittorie, ma allo stesso tempo inclini a cadere nel vorticoso tunnel dell’ambiguità morale.

“Siamo tutti supereroi di un metro quadrato, dietro uno schermo, su una pozzanghera di ego”.

Il brano “Maledizione!”- primo singolo estratto dall’album – è una traccia che richiama i ritmi e le melodie della “tammurriata” (danza popolare campana) accompagnata da un riff incalzante, penetrante,  quasi ansiogeno. “Maledizione!” tratta dettagliatamente il tema dell’emarginazione sociale che di pari passo va con l’inoltrarsi delle nostre vite verso un’ormai irreversibile “singolarità tecnologica”. Qual è però il prezzo da pagare per aver accesso a tutta questa istantaneità, a questa immediatezza nella comunicazione? Decisamente troppo alto. Molti degli aspetti del nostro “essere umani” vengono sintetizzati in gesti minimalisti, come un semplice click, che nulla in realtà hanno a che vedere con la complessità e la variegata architettura della nostra natura di esseri senzienti. Questo percorso di simbolismo ed  iconografia forzata, ove un “mi piace” può essere interpretato come l’espressione universale del pensiero di un individuo,  rende assai povera di contenuti una vita che, più che di sinossi virtuale di un’esistenza eterea, avrebbe bisogno di riscoprire il contatto con il proprio lato sensoriale, colla tendenza naturale allo spirito critico ed all’avversione verso la catalogazione in macro sistemi. L’energia dei Nectarines si scaglia dunque contro questa maledizione a vivere una vita rinchiusa in uno schermo LCD, senza una vera e propria consapevolezza di ciò che ci accade attorno. Un’esortazione a vivere, respirare la vita vera, a “combattere” perché la nostra natura umana possa riemergere, esorcizzando questo maleficio. Una veduta panoramica e filantropica  del mondo moderno occidentale, con la possibilità di catalizzare il nostro focus su dettagli che dovremmo ritenere inadatti ed innaturali rispetto a ciò che siamo.

FaceBook: https://www.facebook.com/Nectarines-163402037057458/
YouTube: https://www.youtube.com/user/SatelliteRecords/featured
Twitter: https://twitter.com/nectarinesrock


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