Beethoven e Bach sono stati i primi jazzisti

Beethoven e Bach sono stati i primi jazzisti

Di: Cettina Donato

Non parlavo un buon inglese al mio arrivo negli Stati Uniti. Anzi, direi che non parlavo per niente l’inglese. Avevo studiato francese alle medie, superiori e addirittura all’Universita’. La lingua inglese per me era off limits. Comunque non importava. Avrei imparato molto presto ad esprimermi in americano. Man mano che passavano le settimane, riuscivo a comprendere nuovi nomi, aggettivi, modi di esprimersi. E dopo poco tempo finalmente l’inglese uscì fuori. Potevo esprimermi come un vero americano. Hey what’s up dude? That’s so cool! You wanna a bag? What can I do for ya? Soprattutto ero riuscita ad acchiappare al volo le frasi velocissime pronunciate da chi mi stava di fronte e cercava di interagire con me.  Ci si dava del TU con tutti, dai compagni di corso fino al Presidente del Berklee College in persona. Era “amazing” interagire con ragazzi che provenivano da tutte le parti del mondo. Coreani, cinesi, giapponesi, brasiliani, turchi, israeliani, australiani, argentini, francesi, tedeschi, thailandesi. E cosi’ via. Da ogni dove. Ognuno aveva la propria lingua, e’ vero, ma per capirci c’era bisogno di parlare in inglese. Tutto questo accadeva pero’ se non si “suonava”. Quando c’era la musica di mezzo non bisognava conoscere una lingua in particolare. Bastava soltanto aprire le orecchie e ascoltare.
Andavo ad ascoltare la Boston Symphony quasi ogni giorno. La Symphony Hall era a 10 metri da casa mia. Inoltre, avevo la possibilita’ di entrare gratis ai concerti con la mia college card. I piu’ grandi direttori d’orchestra e i piu’ famosi solisti si sono avvicendati sul palco di quel teatro, da James Levine a Riccardo Chailly, da Pollini a Yo-Yo Ma. Dovevo cogliere tutto, comprendere dal gesto e dal respiro dei Direttori la risposta dell’orchestra. Direttore e Orchestra. Un corpo unico. Una sola persona che suona legni, ottoni, archi, percussioni, arpa, pianoforte tutti insieme.
E poi c’era il Jazz. Quello suonato da Dave Holland, Fred Hersch, Paul Motian, Jason Moran, Jerry Bergonzi, George Garzone, Joe Patitucci, Joe Lovano. Joshua Redman, Brad Meldhau, Aaron Goldberg. Al New England Conservatory era semplice andare ad ascoltare le lezioni di Dave Holland. Sedergli accanto mentre dava consigli ai suoi alunni come fosse un professore “normale” mi faceva pensare che quell’uomo che mi sedeva accanto aveva suonato con i piu’ grandi della storia del jazz e che lui stesso era la storia del jazz in persona. Gunter Schuller provava con l’orchestra al Boston Conservatory mentre Maria Schneider veniva a salutarci durante le lezioni di Jazz Composition al Berklee.
E poi l’incontro con Sonny Rollins, Herbie Hancock, Hank Jones, Ornette Coleman, Paul Motian, Chick Corea.
Il jazz e la direzione d’orchestra. Decisi di mettere su un’orchestra di jazz con big band e una sezione di archi. Le prove spesso erano a mezzanotte. Provavamo nei basement del Berklee fino alle due di notte. A quell’ora il college chiudeva. Dovevamo andar via. Eravamo felici di suonare brani originali e di trovarci tutti insieme. E parlavo inglese anche se di comune accordo con i musicisti dell’orchestra decidemmo di dare un nome italiano al progetto perche’ e’ cosi’ che il linguaggio musicale si esprime: in lingua italiana. Tutti i musicisti sapevano di cosa parlassi alle prove e lo dicevo in italiano: adagio, piano, forte, mezzopiano, crescendo, diminuendo, a tempo.
C’è la musica classica e c’e’ anche il jazz. Il blues e la classica insieme. E cos’e’ la musica classica se non jazz? Beethoven e Bach sono stati i primi jazzisti. Sono jazz puro. E Chopin? Tra i migliori improvvisatori che abbia mai ascoltato. Se Mozart fosse vissuto nel ‘900 sarebbe stato tra i migliori improvvisatori be bop.

[ot-video type=”youtube” url=”https://www.youtube.com/watch?v=lO6jPDr8q4U”]

Pianista, compositrice e direttore d’orchestra messinese, Cettina Donato si è distinta negli Stati Uniti per la grande raffinatezza e versatilità musicale nell’affrontare e fondere tra loro i diversi generi, in particolare classica, jazz e pop.
Negli anni ha suonato con alcuni tra i didatti-jazzisti più importanti dell’area jazz, tra cui Salvatore Bonafede, Ray Santisi, Laszlo Gardony, Marc Rossi, Joanne Brackeen, Greg Hopkins, Jackson Schultz, Ken Pullig, Dick Lowell, David Santoro, Giovanni Mazzarino, Adam Nussbaum, Hal Galper, Billy Harper, Matthew Nicholl, Ron Savage, Scott Free, Marc Rossi, Scott DeOgburn, Dario Deidda, Roberto Gatto, Ken Cervenka, Bob Pilkington, Marcello Pellitteri, Marco Panascia, Ron Reid, Orazio Maugeri, Dado Moroni, Bob Mintzer, Garrison Fewell ed altri.
Negli Stati Uniti è stata impegnata come performer, bandleader e direttore di Big Band per diverse organizzazioni musicali, festival e jazz club tra New York, Los Angeles, Boston, Cambridge, Austin.
Ha ricoperto il ruolo di International President del Women In Jazz del South Florida, associazione volta alla promozione di musiciste e compositrici di tutto il mondo.
In Italia ha collaborato come direttore, compositrice e arrangiatrice con varie orchestre tra cui l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, la New Talents Jazz Orchestra di Rona, l’Orchestra Giovanile “Città di Molfetta”, la Late Night Jazz Orchestra di Los Angeles e la Cettina Donato Orchestra di Boston composta da musicisti provenienti dai cinque continenti.
Si è esibita in importanti festival tra cui l’Umbria Jazz, è stata finalista al concorso Note Di Donna (Piacenza Jazz Festival) e si è piazzata seconda al Luca Flores Award come miglior jazzista italiano emergente.
Il suo primo album “PRISTINE” ha ottenuto ottime recensioni da alcune tra le più importanti riviste di jazz italiane e straniere come Jazzit, Musica Jazz, Jazz Magazine, JazzTimes, Keep Swinging, JazzWise, Metronome, Boston Globe. Il secondo disco “CRESCENDO”, registrato con un’orchestra jazz e un quartetto di archi e che comprende sue composizioni originali, è stato premiato al Jazzit Award come uno dei migliori album internazionali del 2013.
Sta riscuotendo un notevole successo di vendite e di critica il suo terzo lavoro “THIRD” (Blue Art Management), uscito nel febbraio 2015, che comprende sue composizioni per jazz trio.
Diplomata in Pianoforte classico e laureata in Musica Jazz al Conservatorio “A. Corelli” di Messina, nonché al prestigioso Berklee Music College di Boston dove ha ricevuto il Carla Blay Award, è a sua volta impegnata anche sul fronte della didattica, come docente dei Conservatori di Livorno, Alessandria e Messina.


Tags assigned to this article:
AmericaBachBeethovencettina donatojazzisti

Related Articles

Facebook

Di: Fabio Mittino Penso che Facebook abbia accelerato il processo di corrompimento della natura umana, l’egoismo e l’egocentrismo. E’ un

Coerenza e Sincerità non vanno d’accordo

Di: Freschi Lazzi e Spilli L’occasione di scrivere questo editoriale capita in un periodaccio. Nessun guaio particolare, mi si capisca,

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.