Davide Pagnini, Maschere (recensione)

Davide Pagnini, Maschere (recensione)

Quello che risuona ancora nelle mie orecchie è un album con la A maiuscola, è la materializzazione di una passione vera nata nel cuore di un artista vero. Forte motivazione e immenso amore per la musica sono i pilastri portanti di questo 28enne artista pesarese che si presenta in qualità di una piacevole scoperta ed una realtà estremamente prolifica del panorama underground italiano, come dimostrato dai 12 inediti di cui sto per parlarvi.

Davide Pagnini riporta sul palco la sua visione introspettiva della vita e lo fa attraverso Maschere, primo lavoro solista risultato di una lunga ma importante gavetta attraverso il progetto Ebanoh, 200 date lungo tutto il territorio nazionale, innumerevoli concorsi vinti ed un confronto collaborativo importantissimo con nomi del calibro di Francesco Gazzè (fratello ed autore del più noto Max), e colui che in futuro diverrà suo produttore, Raffaele Montanari.

Davide risulta essere un cantautore esperto e incredibilmente “sul pezzo”, presentando un bagaglio di parole e musica che si addice ad alcuni degli esponenti più apprezzati della musica pop folk contemporanea italiana, da Niccolò Fabi a Daniele Silvestri, da Simone Cristicchi a Federico Zampaglione, passando per variabili come Jovanotti e Max Gazzè. Maschere racconta perfettamente le nostre realtà odierne fatte di contraddizioni, bugie, finzioni, abiti indossati senza personalità rincorrendo disperatamente un’effimera visione di noi stessi che poco si allinea con la realtà del nostro cuore. Una dolce amarezza e una delicatezza espressiva grazie alle note di chitarra acustica accompagnano immancabilmente tutta l’architettura dell’album, abbinate a testi emozionali e arrangiamenti di alto livello tecnico, a coronamento di un grande lavoro.

Alla follia (nuovo singolo/videoclip estratto) o Chiedersi perchè, particolarmente toccanti nella loro cruda realtà e nelle melodie tanto introspettive così come L’impalcatura trema, capace di fermare il tempo intorno a noi. Usando le stesse parole di Pagnini: “Sembrare qualcosa non significa esserlo. Accettare se stessi è un passo per diventare chi si è. Ogni giorno vissuto mi insegna qualcosa che si trasforma in energia da trascrivere in musica. Questo è il motivo principale per cui sono cantautore”. Impariamo anche noi ad ascoltare di più la vibrazione del nostro cuore, le emozioni della nostra vita e troviamo il coraggio di gettare a terra le nostre maschere!

Giuseppe Raccagni a.k.a. Dj4Enemy

https://soundcloud.com/davide-pagnini/sets/maschere-1

https://www.facebook.com/davidepagniniofficial/?ref=tn_tnmn



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