Skan-zo-na-ta, il libro di Roberto Manfredi

Skan-zo-na-ta, il libro di Roberto Manfredi

È uscito un libro interessante. Roberto Manfredi, l’autore, -uno che per capirci è un ex discografico, produttore di innumerevoli dischi di cantautori e comici italiani, autore televisivo di programmi musicali, produttore esecutivo di format televisivi- quando ha avuto l’idea era stupito che un libro del genere non lo avesse ancora scritto nessuno. Non c’era un volume che si occuppasse della canzone umoristica e satirica italiana. Strano, ha pensato, e si è messo a fare una ricerca estenuante. Il titolo la dice lunga: “Da Petrolini a Caparezza”, passando per Arbore, Jannacci, Gaber, Benigni, I Gufi, Dario Fo, Skiantos, Elio e le Storie Tese, e tanti.

“Il background musicale di questo paese è ancorato al melodramma,” scrive Alberto Tonti nella prefazione” alle storie di amori sofferti, persino tragici, eppure il primo disco italiano è stato ’A risa, il cui testo del ritornello è uno scoppio di risate. Si pu dire, quindi, che l’industria italiana del disco sia nata ridendo. Per tradizione, invece, la canzone è strappalacrime, l’importante è che non faccia pensare troppo. Chi potrebbe mai identificarsi con un foruncolo (la canzone di Fo) o con la Veronica di Jannacci, quella che la dava via in piedi al Carcano? O ancora con L’inno del corpo sciolto di Benigni? In queste pagine non si raccontano solo canzoni ma stili di vita, luoghi, persone, città, teatri, avventure. È il ritratto dell’Italia in musica.”

Un libro che si può definire per grandi e per piccini, come si suol dire, o meglio, per grandi e adolescenti, per nostalgici e per avventori della musica contemporanea. Una raccolta di ricordi, un compendio dell’Italia che fu e che è. Per ogni grande artista ci sono testi, foto, aneddoti, raccontati con passione e simpatia. Simpatia che fa parte della vita di ogni artista presente nel libro. Basta citare Petrolini per capire: “Bisogna prendere il denaro dove si trova, presso i poveri, hanno poco ma sono in tanti.” Simpatia che dovremmo ricordarci di tirare fuori più spesso anche tutti noi, perché è una vita sprecata quella trascorsa a prendersi troppo sul serio. Il libro è zeppo d’ironia, di provocazioni, ma anche di denunce sociali. Perché con l’ironia si possono dire anche le cose serie, anzi, spesso vengono ascoltate di più e prese molto più in considerazione. Rispetto al passato non sembra però essere cambiato molto. Politicamente i cantanti si lamentavano delle stesse cose di cui i nostri si lamentano oggi. È sempre così, si crede che si stava meglio quando si stava peggio, ma in fondo, non cambia mai niente. Quest’epoca non è peggiore di quelle passate e non è neanche migliore. Certo, i nostalgici diranno che si combatteva di più per gli ideali, per i propri diritti. Oggi non è che non si fa, lo si fa diversamente, oppure non c’è poi tanto da lamentarsi come allora. Durante la conferenza stampa solo una cosa ci ha un po’ inquietato, qualche ospite ha quasi espresso nostalgia per gli anni ’70, quando si mettevano bombe, quando c’era la lotta armata. Senza dirlo esplicitamente, per carità, ma trovare divertente ed entusiasmante il fatto che si faceva un concerto, e fuori ci si picchiava e si sentivano esplodere le molotov, non è molto educativo.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, ricordandosi di ridere più spesso, perché non c’è niente di male, anzi, allunga la vita.

Roberto Manfredi, ex discografico, produttore di innumerevoli dischi di cantautori e comici italiani, autore televisivo di programmi musicali, produttore esecutivo di format televisivi, da “Markette” di Piero Chiambretti a “Crozza Alive” di Maurizio Crozza, regista e scrittore.

Nel corso della carriera ha più volte collaborato con Nicola Arigliano, Dario Fo, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Elio e le Storie Tese, Freak Antoni, Paolo Conte, Roberto Benigni, Fabrizio De André e tanti altri. Ha pubblicato Talent Shop (Arcana), Nu Ghe n’è e Freak: Odio il brodo (Wannaboo).

Alberto Tonti, architetto, giornalista e critico musicale, ha pubblicato Il Dizionario del Pop-Rock 2015 (con E. Gentile, Zanichelli 2015). Per Skira ha scritto, con Andrea Kerbaker, Let it Beatles (2012).


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