Good Riddance, Pennywise, Offspring live– Recensione

Good Riddance, Pennywise, Offspring  live– Recensione

Di Rossella Romano

Mi arriva un whatsapp sul telefono: ”Ross hai visto che bomba di annuncio hanno fatto dal Market Sound? Good Riddance, Pennywise e Offspring tutti in una sola sera! Si va ver?”. Chiaramente si, senza ombra di dubbio. Non si può mancare ad uno show del genere. Un sogno per chi, come la sottoscritta ascolta punk da quando era una giovane fanciulla della provincia, con i capelli multicolor, che sognava ad occhi aperti la California e amava perdutamente quella scena e i suoi eroi.
E’ stato un vero tripudio californiano e un salto nei favolosi anni 90 ieri sera ai Mercati Generali, una serata così rimarrà sicuramente impressa nei ricordi dei tantissimi presenti. Una vera gioia per gli occhi e per l’anima vedere così tanti ragazzi, molti sotto i vent’anni, cantare, saltare, pogare ed essere totalmente catturati da un genere musicale che non è mai stato mainstream ( e mai lo sarà, per fortuna!)

Tra un tripudio di creste, spille da balia, pelle, tartan ed anche un unicorno (si avete capito bene, un unicorno), la serata si apre con i Good Riddance. Un live tiratissimo, energico e ruvido, in puro stile della band. Russ Rankin e soci suonano senza sosta un pezzo dopo l’altro, caricando il pubblico e lanciando una serie di scosse da rimanere piacevolmente fulminati. Non ci sono gruppi spalla in questo tour, ma sono tutti grandi protagonisti del palco milanese.

Si inizia proprio benissimo, non ci sono dubbi. Sulle ultime note e sull’ “arrivederci a presto” di Rankin la folla inizia a farsi più numerosa: tra un saluto ad amici incontrati per caso e una birra si cerca di scegliere la posizione migliore per assistere al concerto del secondo gruppo in programma: i superlativi Pennywise. Aspettavo questo momento da anni, non sto esagerando I Pennywise sono tra i miei eroi di sempre. Stoica, mi sono addentrata in terza fila per assistere allo show. Un pugno nello stomaco e una carezza insieme: Jim Lindberg è capace di trascinarti in mondi onirici e ultraterreni facendo poi schiantare al suolo. Una meraviglia. Si susseguono brani come “Living for today”, “Rules”, “Same old story” (tra i miei pezzi preferiti di sempre), “Society” e “Fuck Authority”, canzoni che mi accompagnano da una vita, suonate in maniera sublime, grezze, sporche, magiche. “Si vede da voi il reality sui Kardashan? E quello sulle casalinghe di Beverly Hills? Programmi molto educativi! Non ci sono in Italia? Beati voi!”, dice Randy Bradbury, tra il boato general.
Tripudio per il mashup “TNT” degli AC/DC e “Fight for your right (to party)” dei Beastie Boys e per la cover di “Stand by me”, che tutto il pubblico canta a grande voce.
Il concerto dei Pennywise si chiude con una pietra miliare del punk, la superlativa “Bro hymn”, lacrime di sangue e ossa rotte, proprio come dovrebbe essere. Grazie Pennywise, grazie mille per tutto ciò.

Qualche istante di attesa per il cambio palco ed è il momento degli Offspring. Dexter Holland e soci fanno il loro ingresso sulle note di “You’re gonna go fa kid”, una delle tante hit della band. Suoni puliti e davvero precisi, per gruppo che calca gira il mondo da oltre trent’anni. Nella scaletta ci sono “Want you bad”, “Come out and play”, “Hit that”, “Starring at the sun”, “Why don’t you get a job” e “All I want”, un singolo dopo l’altro. I ragazzi si divertono, ballano, cantano, si innamorano e rimangono estasiati da Holland e dal gruppo. Noodles salta sul palco con la sua chitarra come una cavalletta, scherza con il pubblico e lancia battute a Dexter, confermando la sinergia che c’è sempre stata sin dagli esordi. Erano quattro anni che gli Offspring mancavano dall’Italia, come dice lo stesso frontman durante il live, e ieri sera il gruppo era davvero in forma.
Grande ovazione ai primi riff per “Pretty fly” e “The kids are not alright” e chiusura con la più che celebre “Self esteem”, chi non aveva questo pezzo nella cassettina dei misti punk?
La carovana oggi è in viaggio verso Rimini, dove si riperà la stessa magia.
Gli anni 90 sono bellissimi, continuerò a ripeterlo sempre.



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