Punkreas, l’intervista

Punkreas, l’intervista

Di Rossella Romano

Ci sono band che, dopo 25 anni di carriera, conservano intatto il loro “lato ruvido”. Anzi, lo alimentano di nuove energie e di quella voglia di mettersi costantemente in gioco. Come agli inizi, ma con la maturità e l’esperienza di chi, questi 25 anni, li ha vissuti per la musica, dando tutto e anche di più.
Si intitola proprio “Il lato ruvido” l’ultimo lavoro dei Punkreas, gruppo che non ha davvero bisogno di presentazioni. Disco numero dieci che segna una tappa importante per la loro avventura musicale, iniziata da una saletta prove a San Lorenzo di Parabiago, nella provincia milanese. Dodici tracce che raccontano la storia del nostro oggi con una visione spiccatamente reale e con un pizzico di sarcasmo.
I Punkreas sono attualmente in tour per presentare la loro ultima fatica in studio, dalla quale sono stati estratti i singoli “In fuga“ e “800 588 605”.
Incontro la band nel backstage del Big Bang Music Fest (manifestazione che si svolge a Nerviano (MI) fino al 5 giugno), poco prima del loro concerto. Scambio quattro chiacchiere con Noise, Cippa, Gagno e Andrea sul loro furgone, mentre fuori cominciano ad arrivare i ragazzi, pronti ad assistere al live.
“Quello che succede sul furgone, rimane sul furgone”, scherzano. Ma io, la nostra chiacchierata tra ricordi amarcord e futuro prossimo, ve la racconto di seguito.

Di solito si inizia dall’album, da come è nato e dal suo mood. Io, invece, vorrei iniziare parlando dei live, dato che ci troviamo proprio nel contesto di un vostro concerto…

Noise: Questo tour è appena partito… direi parliamo di tutte e due le dimensioni, disco e live, nel senso che questo disco (il lato ruvido), è nato dopo una serie di concerti che ci hanno gasato in maniera particolare, quelli del Paranoia Domestica Tour. Un tour che ha avuto un successo che non ci aspettavamo e che ha creato un’energia positiva intorno alla band e al suo interno. E’ stato poi immediato riportare questa energia nel nuovo lavoro. Per cui con questo tour ci sembra di rilanciare. Siamo veramente contentissimi. Nella nostra percezione meglio di così non si può fare.

Queste date come stanno andando? Come procede fino ad ora?

Cippa: quelle senz’acqua bene (ride). Ne abbiamo fatta una molto bella a Taranto, il Primo Maggio. Veramente eccezionale. Ce n’è stata un’altra invece molto particolare: a Fabriano. Ha cominciato a piovere e il palco non era coperto. Siamo finiti a suonare in un bar di paese, un circolino. Abbiamo suonato per degli amici. A Bologna, grandissima festa.
Noise: la data di Fabriano ti fa capire la matrice dell’entusiasmo che c’è attorno a noi. Si mette a piovere, non possiamo suonare, concerto annullato. Ci propongono di spostarci in un circolino. Ci andiamo, si fa, è rock ‘n’ roll: è stato un concerto bellissimo.
Andrea: che poi il bar era il nostro camerino
Noise: era il nostro camerino, è vero!
Cippa: diciamo che non abbiamo sfogato ancora a dovere il nostro lato ruvido
Noise: Le difficoltà e gli imprevisti del meteo ci scivolano addosso, siamo talmente lanciati che potrebbe arrivare uno tsunami e noi suoniamo lo stesso (ride)

Cosa si vede sul palco durante i vostri concerti?

Noise: E’ sempre difficile prevederlo. Quando c’è un feeling così ben rodato possiamo permetterci di lasciarci andare un po’, a seconda di quello che ci viene al momento, a goderci la musica, a interpretarla, a capire la situazione, a interagire col pubblico. E’ sempre difficile determinarlo prima, ma forse è proprio il bello di questo tour. Negli altri tour era tutto un po’ più strutturato. Ora abbiamo una sinergia talmente forte nel gruppo che possiamo permetterci di “sciogliere i cani”, come si dice in gergo
Gagno: In Piemonte si dice “staccare la capra” o meglio “lasciare andare la capra”
Noise: è una definizione perfetta

Le reazioni del vostro pubblico al disco invece?

Noise: meravigliose
Gagno: per la prima volta con un disco nuovo ci troviamo ad avere un pubblico che canta e balla sin dalle primissime date, persino durante la presentazione al Leoncavallo, e il disco era uscito la mattina stessa. La gente salta e balla sulle canzoni nuove come non aveva mai fatto negli ultimi tour
Noise: si può dire dai tempi di Paranoia e Potere. In effetti è una razione che ci aspettavamo, non voglio essere falso. Eravamo convinti di aver fatto un grandissimo disco. Sarei stato sorpreso del contrario, questo entusiasmo ci conferma ciò che pensavamo

Avevo letto infatti che di questo album siete molto entusiasti. Si può dire che è il vostro album preferito?

Noise: da un po’ di tempo a questa parte sì. Questo progetto era ambizioso e da un certo punto di vista ci faceva anche un po’ paura. L’idea fondamentale era quella di riuscire a recuperare quell’ immediatezza, quella carica viscerale, la spontaneità dei nostri esordi riuscendo a coniugarle con la nostra esperienza e maturità artistica. Quando hai un progetto così pianificato rischi di fallire. E’ un disco che definisco ispirato, nel senso che molte cose sono state ispirate dall’’energia positiva attorno alla band e dalle persone con cui abbiamo lavorato, le quali sembra che siano arrivate per magia. Ci serviva un professionista di un certo tipo? Il giorno dopo arrivava l’opportunità giusta. E’ un flow positivo che stiamo cavalcando a più non posso e fino a che siamo sopra bene!

Questo è il vostro decimo disco. Di solito cifra tonda, punto e a capo. Per voi è così?

Noise: dici per quanto riguarda il prossimo album? Non riesco a fare previsioni. Questo lavoro ci è venuto così bene che è difficile pensare a quello che verrà dopo
Cippa. Difficilmente replicabile
Noise: L ’unico difetto di questo disco è proprio questo (ride). Ma ce la faremo: se rimangono questo entusiasmo e questa creatività ed ispirazione continua, credo che non ci siano problemi. Ma non mi far pensare al prossimo album, mi voglio godere questo. E’ importante saper vivere il presente e non pensare sempre al futuro.

Venticinque anni di carriera. C’è un momento in cui avete pensato basta?

Noise: in tanti anni di carriera ci sono dei passaggi difficili, e li abbiamo dovuti affrontare anche noi. In questi moment non sai se ce la farai o non ce la farai, noi ce l’abbiamo fatta.

Per quanto riguarda il disco, invece, com’è nato?

Noise: C’è stata sicuramente l’ambizione di creare un connubio tra le anime diverse che ci sono all’interno della band. Rispetto al solito, c’è stato un coinvolgimento molto più intenso di tutti i componenti del gruppo. Abbiamo fatto quindi dei momenti fondamentali di brainstorming, una cosa nuova che prima non accadeva spesso. E’ stato molto costruttivo. L’energia positiva che abbiamo cavalcato e stiamo cavalcando tutt’ora ha avuto un influsso anche sulla scrittura.

Quindi è cambiato il vostro modo di comporre adesso, anche grazie all’aggiunta di un nuovo membro (Andrea)?

Noise: Diciamo che dopo 25 anni una certa struttura di composizione è rimasta, è cambiato il momento del “coagulo”, ovvero il momento in cui le idee venivano messe insieme, formate e sviluppate con tutti. Anche la registrazione dell’album, ad esempio, rispetto alle volte precedenti, ha recuperato la forma tipica dell’epoca pre-digitale grazie al lavoro di Riccardo Paravicini e Ale Bavo. E grazie alla conformazione del Mam Studio, abbiamo registrato suonando come in sala prove un pezzo fino a che non trovavamo la chimica giusta. A quel punto avevamo la possibilità di splittare i suoni e registrare insieme. Questo è assolutamente nuovo rispetto al passato e assolutamente vincente, nonchè in linea col progetto dell’album.
Andrea: E’ stata una registrazione più genuina

In 25 anni c’è un momento bellissimo che ricordate e perché?

Gagno: in 25 anni ne succedono di cose belle, a partire dai concerti di spalla ad alcuni dei propri miti a registrare e produrre in luoghi eccezionali
Noise: Io direi aver suonato con un premio Nobel: Dario Fo. Un momento assolutamente memorabile e divertente. Lui cercava un bluesman. Il nostro agente di allora, Norberto, che ancora ringrazio, mi ferma in sua presenza e dice a Fo “Lui è uno dei migliori bluesman in Italia”. Io rimango spiazzato. Gli rispondo: “Beh si, insomma.. ci sarebbe tutta una band. Ma cosa dovremmo fare?” E lui: “Dovete fare una cosa tipo pippipiripipippi”. Abbiamo arrangiato un giro di Do e lui era entusiasta. Non conoscendoci, eppure suonavamo già da circa 15 anni, lui dice al pubblico: “Bravi questi Punkreas, segnatevi il nome che faranno grandi cose”. Direi un bel ricordo

Tornando a parlare del disco, sono usciti due brani. E’ prevista l’uscita di un terzo?

Noise: Si, stiamo aspettando la versione definitiva del video de “il lato ruvido”, il prossimo singolo in uscita. Una clip piuttosto interessante e divertente, stupefacente per certi versi.

Prossimamente dove sarà possibile vedervi dal vivo?

Noise: Rimando tutti alla nostra pagina Facebook, cercheremo comunque di girare tutta l’Italia
Andrea: Le date non sono ancora annunciate tutte, andremo avanti coi concerti tutta l’estate
Noise: vorrei dire una cosa a tutti i ragazzi del sud che ci scrivono che da loro non passiamo mai. Noi ci verremmo sempre, sono i concerti più belli, soprattutto d’estate. E’ sempre più difficile, ma ogni occasione la prendiamo al volo. Cercheremo di venire al sud il più possibile, credeteci non dipende dalla nostra volontà

In merito alle collaborazioni invece, nel disco ci sono anche lo Stato Sociale. Come vi siete incontrati?

Noise: tendenzialmente le collaborazioni le facciamo prima con le persone che con gli artisti. Con Lo Stato Sociale ci siamo conosciuti in una emittente televisiva milanese. Il giorno dopo ci sono venuti a trovare in saletta: abbiamo passato la giornata insieme, ascoltato musica, parlando di politica. Hanno ascoltato i provini del nostro album dandoci consigli preziosi. Ci siamo accorti che pur avendo artisticamente delle differenze molto forti il linguaggio utilizzato da entrambi aveva dei punti in comune. E’ stato quindi naturale pensare ad una collaborazione. E ti dico di più- Matteo Romagnoli, della loro etichetta, La Garrincha dischi, ha trovato il lavoro talmente entusiasmante da voler partecipare come label alla produzione dell’album.

Di Shiva Invece cosa mi potete dire?

Noise. Con Shiva è una bella storia. Per un periodo gestivo un bar a Rho, dove facevo suonare chi aveva voglia di esprimersi. Un giorno entra Shiva che mi chiede di fare una serata. Mi ha entusiasmato. Nonostante la giovane età è capace di dare vita a test interessanti, precisi, con un suo punto di vista. Abbiamo voluto la sua collaborazione su un pezzo che parla della working class, di come sia standardizzata la vita di un lavoratore di oggi. Ci sembrava interessante la prospettiva di un ragazzo giovane su un argomento del genere. Intervento che ritengo riuscitissimo.

Ultima domanda: previsione per i prossimi 25 anni?

Noise: direi che faremo il quinto tour di Paranoia domestica tour per festeggiare i 50 anni di carriera.
Gagno : Quinto paranoia domestica tour .. sulla sedia a rotelle! (ridono).  Aggiungo che Noise è un grande produttore, si sta già muovendo adesso, per cui nei prossimi 25 anni state con le orecchie accorte, che tirerà fuori sicuramente qualche nuovo talento interessante.


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