Segreti di famiglia, la recensione del film

Segreti di famiglia, la recensione del film

Il lutto devasta chiunque, sempre, e ancor di più se il deceduto nascondeva dei segreti. Crediamo di conoscere una persona, di sapere tutto di lei, soprattutto se è nostra madre, ma non è così.
Tutti nascondiamo qualcosa per non ferire l’altro, per non ferire noi stessi, e spesso molti segreti finiscono con noi nella tomba. Ma se chi rimane deve indagare la tua vita, deve mettere le mani tra le tue cose per organizzare, per esempio, una grande mostra fotografica a New York perché tu, ormai cadavere da tre anni, eri una grande fotografa di guerra? Cosa può svelare di noi un computer, delle cartacce, una macchina fotografica da cui non abbiamo avuto premura di cancellare delle foto perché tanto era nostra e nessuno ci avrebbe mai messo le mani? Quando moriamo, non lasciamo soltanto dolore, ma anche oggetti, ricordi, segreti, appunto.
Segreti di famiglia è una finestra sulla vita di vari protagonisti. Un padre, due figli, una madre morta. Ognuno ha paura di qualcosa, ognuno ha qualcosa da celare. Ognuno di loro soffre, e anche la madre morta ha sofferto quando era ancora viva. Il suo dolore più grande non viene mai svelato veramente, perché era sotterraneo, era l’inquietudine, l’incapacità di vivere una vita normale, la depressione velata, ma poi neanche tanto velata. Era la voglia di fuggire dalla routine. Non essere capaci di stare bene in nessun luogo può portare alla rovina e a volte possono sembrare meglio le bombe che portare i figli a scuola, anche se si amano con tutto il cuore. La noia è il peggior nemico di tutti noi, la noia e la consapevolezza che la vita è fatta per la maggior parte di momenti che appaiono insignificanti e che invece non sono altro che la vita stessa. Ma spesso lo si scopre troppo tardi. E poi c’era l’ambizione di questa donna, che a volte può prevaricare e farci soccombere; la voglia di sentirsi utili, di sentire di poter cambiare le cose, fare la differenza, anche solo con delle foto, per dare un senso a tutto.
Segreti di famiglia è un film che non fa sorridere ma neanche piangere. È un film che non lascia nemmeno l’amaro in bocca, perché il lutto a un certo punto finisce, perché in qualche modo si trova sempre la forza per andare avanti. I rallenty creano attimi di pura poesia. Le emozioni sono palpabili. Purtroppo le cose non dette, le questioni represse, sono quelle che creano i problemi più grandi, sempre. Gabriel Byrne e soprattutto Isabelle Huppert non hanno bisogno di elogi ma Devin Druid e Jesse Eisenberg sì. Due figli credibili, due attori bravissimi, sensibili e attenti. Devin Druid è la perfetta rappresentazione di quanto l’adolescenza possa essere dolente ma anche un’occasione di forza e rinascita. Eisenberg è perfetto nel ruolo di figlio della Huppert che più dovrebbe somigliare alla madre.
Un film coinvolgente, a tratti anche soffocante, che mostra la paura di crescere, l’incapacità di vivere e di proteggere gli altri dal male che si ha dentro. Le famiglie a volte si costruiscono con troppa facilità senza saperle poi gestire. E allora ecco la fuga, il rifiuto e l’incapacità di fare il padre o la madre. Ecco l’incontro con quel genere di amanti che consumano l’anima. Meglio andare in cerca di nuove avventure, più seducenti, più intriganti, quel genere di avventure che fanno sentire vivi. Meglio l’adrenalina data dalla guerra, anche se la vita a casa, intanto, va avanti senza di noi.
I segreti, però, possono uccidere tanto quanto le bombe e le guerre, anche se meno platealmente.
Finito il film, si scappa via dalla sala, non vi si esce soltanto. Si torna a casa e ci si accorge che la Huppert ci è rimasta dentro anche se era solo un fantasma. Per un po’ ci si sente giù come lei, ci si muove come lei, ci si sente come lei, e ci si domanda se la vita che stiamo vivendo ci piace ed è quella che avremmo sempre sognato di vivere.

Sinossi: Una grande mostra a New York celebra la fotografa di guerra Isabelle Reed, scomparsa in un incidente d’auto tre anni prima. Per organizzare l’archivio materno, il figlio maggiore Jonah torna nella casa di famiglia, ritrovando il fratello adolescente, Conrad, e il padre, Gene, un professore di liceo. I tre uomini hanno ricordi diversi di Isabelle e ognuno di loro dovrà riconciliarsi a modo suo con i fatti del passato, scoprendo che nessuno conosceva tutti i segreti che Isabelle ha portato con sé fino alla fine… Presentato in concorso al Festival di Cannes, il film di Joachim Trier (Oslo, August 31st), interpretato da un cast eccezionale che comprende Isabelle Huppert, Gabriel Byrne e i candidati all’Oscar Jesse Eisenberg e Amy Ryan, è un ritratto di famiglia di straordinaria intensità, capace di una riflessione quanto mai attuale sul difficile mestiere di fotografo di guerra.

“Il mio obiettivo era parlare della famiglia e del costo dell’ambizione, dell’ammirevole ma tragico lavoro di una grande professionista, una fotografa di guerra, opposto al bisogno di partecipare alla vita della propria famiglia. È un conflitto in cui credo molti si possano riconoscere. (…) Trovo che la memoria (e come attraverso di essa definiamo la nostra identità) sia un tema molto affascinante. Nel film provo a mostrare il processo del ricordo, cercando di evitare gli stereotipi di molti film drammatici in cui, quando la madre muore, tutti sono seduti in una stanza a piangere. La vicenda di Segreti di famiglia racconta il modo in cui i tre uomini protagonisti, due figli e un padre, provano ad andare avanti con le loro vite. È interessante come la vita di famiglia ti costringa a guardarti allo specchio e a metterti in discussione costantemente. Perché i fratelli vivono in modo così diverso il loro rapporto con i genitori? Come trovare un linguaggio condiviso mentre si ha bisogno di distaccarsi dall’altro?” (Joachim Trier)

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Data di uscita: 23 giugno 2016

SEGRETI DI FAMIGLIA
(Louder Than Bombs)

un film di
JOACHIM TRIER

con
ISABELLE HUPPERT, GABRIEL BYRNE, JESSE EISENBERG,
AMY RYAN, DEVIN DRUID, DAVID STRATHAIRN, RACHEL BROSNAHAN



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