Escher in mostra a Palazzo Reale – Recensione.

Escher in mostra a Palazzo Reale – Recensione.

Maurits Cornelis Escher è uno degli intellettuali più interessanti del ventesimo Secolo, ma se chiedete ad uno dei vostri amici se lo conosce vi dirà, senza alcun dubbio, che “no, mai sentito nominare”. Eppure ognuno di noi conosce il suo fantastico lavoro, chi direttamente, chi indirettamente. Del resto chi di noi non ha mai visto Labyrinth, il film degli anni ’80 con David Bowie? O la copertina dell’album On the Run dei Pink Floyd. Oppure, se siete più giovani e queste due perle vi sono sfuggite, sarete senz’altro incappati in una delle ultime pubblicità di Sky, dove Mika si muove su è giù, salendo e scendendo scale impossibili, che si muovono su percorsi opposti e incongruenti.

Escher, mostra a Palazzo Reale di Milano

Relatività.

Ecco! Escher: l’artista delle scale, l’artista dei percorsi impossibili e della realtà alterata! Ora sì che avete capito di chi stiamo parlando. Bene.

Dopo il grande successo delle mostre monografiche del genio “pop” olandese, a Bologna, Roma e Treviso, finalmente arriva anche a Milano per la primissima volta l’opera di Escher. Non solo artista: artista è una parola troppo riduttiva per il suo genio. Un vero e proprio intellettuale a 360 gradi, che ha incantato grafici, scienziati e artisti di tutto il mondo, sconvolgendo le loro menti e solleticando la loro fantasia, attingendo a piene mani non solo dal mondo matematico ma da vari linguaggi, fondendoli in un nuovo e unico linguaggio inimitabile. Incisore, grafico, matematico e artista a tutto tondo, Escher è uno dei personaggi più influenti per l’arte e la scienza del ventunesimo Secolo, eppure al suo tempo non fu capito. Fortunatamente con gli anni il suo lavoro è stato rivalutato e riqualificato, come in questa mostra in programma a Palazzo Reale di Milano dal 24 giugno 2016 al 22 gennaio 2017, dove più di 200 opera onorano la sua arte, che va oltre la sola estetica per mescolarsi anche alla matematica, alla fisica e alla scienza.

Escher, mostra a Palazzo Reale di Milano

Altro mondo.

“Il mio lavoro è un gioco. Un gioco molto serio”. Così definiva la sua arte Escher, e non gli si può dare torto. Per questo motivo, oltre ai suoi capolavori, tra cui Mano con sfera riflettente, Relatività (o Casa di scale), Metamorfosi e Belvedere, nel percorso espositivo sono stati inseriti anche giochi interattivi, approfondimenti didattici ed esperimenti scientifici che, unitamente a supporti video, come quello su Galleria di Stampe (dove viene spiegata l’infinita spirale del quadro nel quadro), aiutano il pubblico a capire appieno le invenzioni spaziali, le prospettive impossibili e gli universi fantastici partoriti dalla superba mente del genio olandese.

Escher, mostra a Palazzo Reale di Milano

Mano con sfera riflettente.

Questi utilissimi supporti per la comprensione sono situati lungo tutto il percorso espositivo ben suddiviso in sei sezioni, che spiegano l’evoluzione dell’artista, partendo dalla sua formazione artistica strettamente correlata all’Art Nouveau, fino ad arrivare alla così detta Eschermania, ovvero a tutti quei lavori contemporanei che svariati artisti nel ventunesimo Secolo hanno ideato ispirandosi all’intellettuale olandese. Un percorso biografico dettagliato che si sofferma su tutte le tappe fondamentali della vita dell’artista: dai diversi soggiorni che lo segnarono, come quelli nel Bel Paese e quelli in Spagna, dove venne a contatto con l’architettura moresca; passando poi per i suoi studi sulle strutture riflettenti (quindi la sua amatissima utopica realtà del cristallo perfetto), e sulla struttura dello spazio; arrivando fino ai paradossi geometrici.

Escher, mostra a Palazzo Reale di Milano

Giorno e Notte.

Ben illuminata e arredata, la mostra è un vero e proprio tuffo nel passato alla scoperta non solo dell’artista, ma anche dell’uomo Maurits. E’ proprio un suo autoritratto giovanile la prima opera della mostra, che dalla sezione biografica ci trasporta verso la storia artistica di Escher, fra quadri famosissimi (come Mani che Disegnano o Vincolo d’unione) e quadri meno noti (come Stelle e Giorno e Notte), ma pur sempre simboli indelebili del suo estro e del suo genio. Tra un suo capolavoro e una sua opera “minore”, spiccano anche opere di altri artisti a lui contemporanei (come il suo maestro Samuel Jessurum de Mesquita o René Magritte); opere di artisti che hanno preso ispirazione dal suo lavoro; e anche, a sua volta, opere a cui l’artista si è ispirato: come il Flächenschmuck di Koloman Moser, un vero e proprio compendium delle Arti Applicate, e un punto di riferimento per Escher durante il suo periodo di formazione, un pezzo forte di tutta la mostra.

Escher, mostra a Palazzo Reale di Milano

Copertina dell’album dei Pink Floyd, On the Run

Uno sguardo completo, dettagliato e ben esposto, che piacerà moltissimo ai numerosi fan dell’artista, ma che coinvolgerà anche chi si vuole approcciare all’intellettuale olandese per la prima volta.

La mostra, promossa dal Comune di Milano – Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con la Escher Foundation, ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea. Una grande esposizione che vede come main sponsor M&G Investments.



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