Luca Chikovani, l’intervista

Luca Chikovani, l’intervista

Di Rossella Romano

Ventidue anni, georgiano di nascita ma romano d’adozione, faccia da bravo ragazzo e un sogno che si sta realizzando. Luca Chikovani pubblica per Universal il suo album di debutto, “Start”, in uscita il 15 luglio in tutti i negozi di musica. Mica male. Già volto noto di Youtube, dove da tre anni pubblica videoclip in cui canta e suona cover, ha conquistato i più con la reinterpretazione del brano “Love Yourself” di Justin Bieber, altro prodigio del Web, dal quale Luca trae grande ispirazione.
Incontro l’artista per quattro chiacchiere sui suoi progetti presenti e futuri.

Vorrei iniziare subito a parlare con te di “Start”, il tuo album di debutto. Che inizio è per te questo?

Ho cominciato a lavorare a ‘Start’ da quando avevo 19 anni, ora ne ho 22, sono passati tre anni. Più che un disco per me è stata una fase della mia crescita. Ho scritto veramente tantissime canzoni, che sono state aggiornate nel corso del tempo, quindi anche una fase di lavoro personale che ho compiuto. ’Start’ è davvero un inizio, e mi piace pensare che si può assolutamente iniziare qualsiasi cosa nella vita, basta volerlo. Come schiacciare il tasto ‘play’, quello che fa partire tutto.

Come hai scelto le canzoni da inserire nel disco?

Ho creato questi brani in varie fasi della mia vita, parlano di amore, felicità, tristezza e ricordi. Ci sono varie emozioni che ho voluto esplorare. Ad esempio ‘On my own’, il pezzo uscito poco tempo fa, l’ho dedicato a mia mamma. Mi sono trasferito dalla Georgia in Italia quando avevo 6 anni, per me lei ha iniziato una nuova vita per darmi delle opportunità in più. Come tutti i miei coetanei, mi sono trovato in una fase conflittuale con mia madre, non apprezzando ciò aveva fatto per me. Qualche mese fa ho vinto una borsa di studio universitaria e mi sono trasferito a Milano, questa distanza mi ha permesso di ragionare su tutto quello che lei ha fatto per me. Qualche mese fa mi è venuta voglia di raccontare quanto i suoi gesti siano stati importanti. La canzone è divisa in due parti: la strofa è il mio racconto, il ritornello sono i suoi pensieri.
Ci sono altri brani, come ‘Lady Brown Eyes’, che toccano il tema dell’amore, Questo pezzo in particolare l’ho scritto dopo essere uscito con una ragazza, mi sono innamorato della semplicità e della profondità dei suoi occhi castani e l’ho voluto esprimere attraverso una canzone. ‘New Generation Kids’, invece, parla della mia svita attuale, con tutto quello che mi sta accadendo ora. Voglio fare qualcosa di diverso e di concreto. Molte persone quando lavori con Youtube o i social network, pensano che ti limiti a metterti davanti alla telecamera a fare lo stupido. Ma non è così. C’è un gran lavoro sotto e un grande impegno. E’ un po’ un grido liberatorio rivolto a chi mi prendeva in giro. Ho iniziato a caricare video in Rete a 16 anni e ho frequentato un istituto nautico, puoi ben capire. Il ritmo della parte musicale è davvero sostenuto, di impatto e ben si sposa con il testo, un monito a impegnarsi che poi le cose accadono.

Sei quindi autore sia dei testi che della parte musicale?

Si, mi piace seguire tutte le fasi. La musica è un modo assoluto di comunicare per me, è fondamentale che mi occuparmi di entrambi le parti. Ho qualche aiutino sull’inglese, ma alla fine tutti brani mi appartengono. Ho seguito anche la produzione del disco. Sono abituato a fare le cose da solo. Sono stato tutti i giorni in studio e ho imparato davvero molto.

Ti devo dare un merito. Mi hai fatto conoscere un brano, davvero interessante, di Justin Bieber, artista che non amo particolarmente. Cosa ha a che fare Bieber con te?

Bieber ha fatto parte del mio approccio con Youtube. Ho cominciato a guardare i video da adolescente e ho scoperto Kid Raul, ovvero Justin Bieber, e Christina Grimmie, che facevano cover e le caricavano costantemente. Ho visto in questo ragazzo a livello umano una connessione e una fonte di ispirazione molto forte per iniziare a fare il lavoro che poi ho fatto sulle reinterpretazioni dei brani. Ho aperto un canale e mi sono buttato. Ho anche iniziato a impare a suonare la chitarra grazie a lui, non avendo la possibilità di studiarla ho seguito dei tutorial, e sono riuscito a destreggiarmi anche con altri strumenti come la batteria. Lui mi ha indirizzato.

Come ti sei avvicinato alla musica?

La musica mi ha appassionato sin da piccolo, mi piaceva il ritmo. Mi sono approcciato alla musica grazie a mia nonna e al suo culto per Sanremo, ogni estate che andavo a trovarla in Georgia ascoltava i cantanti che partecipavano alle varie edizioni. L’Italia è sempre stata un sogno e andarci a vivere ha significato realizzarlo. Poi ho iniziato ad ascoltare musica internazionale grazie a Disney Channel e ad High School Musical, non me ne vergogno. Mi piace tantissimo anche il blues, che sto ancora imparando, perché è un genere molto difficile. Tutto questo ho cercato di racchiuderlo nel disco.

Che genere di musica ti piace ascoltare?

Ascolto un po’ tutto, vado a periodi. Mi piace spaziare a seconda del mood in cui mi trovo. Mi piace Michael Jackson, adoro Justin Timberlake, per me è un esempio, Ray Charles, Conor Maynard, Justin Biebe….mi piace variare.

Come mai ha scelto proprio l’inglese?

Lo trovo un linguaggio universale per comunicare con tante persone. Vorrei poi condividere la mia musica col mio Paese, la Georgia, ed è il modo più immediato per farlo. Per me è importante poter esprimere i miei pensieri e che questi arrivano in modo più diretto possibile.

Se dovessi scegliere un artista, puoi puntare anche molto in alto, con cui fare un featuring, chi sceglieresti?

Justin Timberlake.

Poi devi imparare le coreografie……

Certo, sono prontissimo. Mi piace proprio questo di Timberlake, che sa esprimere la sua musica anche attraverso il corpo. Sto imparando, in un futuro mi piacerebbe ballare durante i concerti.

Stai già preparando dei live?

Per ora ci saranno degli instore, dove potrò conoscere dal vivo le persone che mi seguono in Rete, e ne sono molto contento. Si parte il 15 luglio da Milano e verranno toccate varie città d’Italia.
Per i concerti veri e propri, ci sarà il Creators On The Road Tour, uno show misto, con sketch comici e interventi musicali. Sarò sul palco con tutti gli altri Creators di Youtube come me, sono come una famiglia. Spero di poter fare un tour per questo disco, ci terrei molto.

Cosa ne pensi, invece, del panorama musicale italiano?

Sono cresciuto prevalentemente con musica internazionale, il primo contatto con la musica italiana è stato Sanremo grazie a mia nonna, mi ricordo Morandi. Sono cresciuto con i nomi noti per la mia generazione, ovvero Jovanotti, Tiziano Ferro e anche Vasco Rossi. Però non sono esperto, sto imparando a farmi una cultura a riguardo. Anche perché mi piacerebbe scrivere in italiano in futuro. Ho già composto ‘Tempo al tempo’, uscito qualche anno fa, un esperimento. Per ora però non mi sento sicuro, le parole in italiano hanno un grandissimo peso. E’ come musicare una poesia. Mi sto preparando.

Youtube è il nuovo modo di comunicare dei ragazzi di oggi, e magari risulta un po’ ostico per quelli della mia generazione che sono cresciuti con altro. Tu che consiglio daresti a un ragazzo più giovane di te per approcciare a Youtube e farsi conoscere?

Youtube è un mezzo di comunicazione molto valido ma pericoloso in un certo senso: è possibile esagerare davvero facilmente. Adesso i ragazzi guardano Youtube, anche i bambini, non si gioca più coi videogiochi. Sarà anche per una questione di moda, ora va questo.
Io cerco di dare sempre un messaggio positivo, sono un ragazzo semplice e uso molta moderazione.
Agli adulti suggerisco di guardare quei video, per capire di cosa parlano e a scoprire perché i figli ne sono appassionati.
I genitori che ho incontrato mi hanno fatto tanti complimenti, hanno visto i miei video con i loro ragazzi, che sono riusciti a coinvolgerli, e questo mi ha fatto un piacere immenso.

Per concludere la nostra chiacchierata, tu tra 20 anni come ti vedi?

Non lo so in realtà. Sono un grande sognatore, ma ho capito che mi devo concentrare sul presente. Il futuro è tutto da costruire. Per ora voglio continuare così, condividere la mia musica con più persone possibili.

Ecco le date dell’instore tour:
15 luglio MILANO ore 16.00 Mondadori (Piazza Duomo)
16 luglio ROMA ore 14:30 Discoteca Laziale (Via Giolitti 263)
17 luglio FIRENZE ore 12:00 Galleria del Disco (Stazione SMN)
BOLOGNA ore15:00 Mondadori (Via Massimo D’Azeglio 34) MODENA ore 18:00 MediaWorld C.C. Grandemilia
18 luglio NAPOLI ore 14:30 Mondadori (Piazza Vanvitelli 10)
NOLA ore 18:30 Mondadori C.C. Vulcano Buono
19 luglio PADOVA ore 14:30 Mondadori (Piazza dell’Insurrezione 28)
MESTRE ore 18:00 Mondadori C.C. Nave De Vero


Tags assigned to this article:
IntervitaLuca ChikovaniStart

Related Articles

Hindi Zahra, il vento caldo dal Marocco

 Hindi Zahra è una musicista, una cantante, un’artista. Di origini berbere e cresciuta in Francia, è una sintesi esotica e

Jack Jaselli, ‘Nostante tutto’: Un brano, un documentario, un grido di libertà.

Su Real Time il 21 marzo alle 23,10 il progetto realizzato a 76 mani con le detenute del Carcere della Giudecca di Venezia

Le nuove proposte di Sanremo 2015… iniziamo con Chanty e Kaligola

  Chanty Com’è stato il tuo percorso per arrivare a Sanremo, come ci sei riuscita? Ho avuto modo di vivere

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.