Oggi sono molto felice

Oggi sono molto felice

Oggi sono molto felice perché ho letto su Wikipedia che il Disco di Platino in Italia viene assegnato a chi raggiunge le 50.000 copie vendute del proprio album (fisiche e/o digitali).
Questo mi rende felice perché significa che mi mancano appena poco meno di 50.000 copie del mio “Segnala come spam” per ottenere questo prestigioso premio che sogno fin da quando ero bambino. Che bello! Non vedo l’ora!
A parte gli scherzi, ragionando sui numeri, 50.000 dischi non sembrano poi così tanti in un Paese di quasi 60.000.000 di abitanti. La verità invece è che 50.000 dischi sono una follia oggi come oggi, e mi hanno persino detto che questa soglia è stata abbassata negli anni per permettere agli artisti di raggiungerla, altrimenti nessuno farebbe più il famigerato disco di platino.
Eh già, oggi non si vendono più dischi. E non venite a dirmi che non comprate più i cd perché costano troppo, quando ascoltate musica su un iPhone da 800 euro. Ma fatemi il piacere…
Oggi la musica si ascolta solo su Internet, in streaming, o scaricandola.
Internet ha ammazzato il mercato discografico, ma non solo.
Faccio una piccola premessa prima di addentrarmi nella mia riflessione in modo che non possiate darmi del retrogrado, o del “matusa”, o anche solo del nostalgico, o ancora peggio, del moralista o dell’ipocrita: non sono contrario a Internet, anzi lo apprezzo tantissimo, e lo uso quotidianamente, ritengo che sia e che diventerà sempre di più l’unico strumento di diffusione e di informazione (non solo musicale) proprio perché alla portata di tutti. Tutto molto bello. Sì, bello, però Internet ha ammazzato la passione per la musica, o almeno, la mia.
Io in questa specie di giungla musicale non mi oriento più, non ci capisco più niente. Non appena mi connetto, mi spuntano da ogni parte canzoni, artisti, album, videoclip: “Ascolta la nuova canzone di questo!”, “Guarda il nuovo video di quest’altro”, “Acquista il nuovo album di Tizio”, “Prossimamente sticaxxi di Caio”, e che palle!
Lo ammetto, in questi anni grazie alla rete ho scoperto molti gruppi e molti artisti validissimi ma sono sicuro che li avrei conosciuti comunque. Io ho sempre ascoltato musica emergente e indipendente anche quando non esisteva il web. C’erano le riviste, c’erano le radio (quando le radio parlavano di musica, non di strxxxate come oggi) e Mtv era una figata. Ho un mobiletto nel mio piccolo studio di registrazione pieno zeppo di riviste comprate in tanti anni: Rumore, Rockerilla, Rock Sound (quanti Rock Sound!!!), Rock Sound Speciale Punk (quanti Rock Sound Speciale Punk!!!), ed era bellissimo perché aspettavo con ansia il giorno del mese in cui usciva la mia rivista preferita. Lo stesso numero lo rileggevo più e più volte e non so neanch’io quanti cd ho comprato a scatola chiusa solo in base ad una bella recensione o ad un’intervista interessante. E non ho mai preso una fregatura. Il disco era davvero bello come me lo ero immaginato dalla lettura. Questo perché esistevano dei filtri. Prima di arrivare nelle mie mani, il disco era passato per uno studio di registrazione, per un’etichetta discografica, per una redazione di giornalisti ecc ecc. Una serie di professionisti che avevano valutato e valorizzato il lavoro della band o dell’artista prima che arrivasse nelle mie mani.
Oggi Internet ha abbattuto tutti questi filtri e nella giungla del web ognuno si fa i dischi in casa (come me, però io faccio dischi e frequento studi di registrazione da tutta la vita!) e si fa promozione da solo, attraverso Facebook, YouTube, Soundcloud, e chi più ne ha più ne metta, la maggior parte delle volte creando etichette discografiche fake.
Naturalmente devo adeguarmi ai tempi che corrono e nonostante mi sia tanto “scesa la catena” per la musica e non ascolti più di 2 o 3 pezzi di un artista nuovo perché mi perdo nella rete con tutti i “suggerimenti” che mi vengono sottoposti dalla destra alla sinistra dello schermo, sono entrato anch’io in questa giungla selvaggia del mercato musicale di oggi.
Però l’ho fatto con autoironia…infatti il mio disco l’ho chiamato “Segnala come Spam”.
In un web dove tutti hanno da vendere e promuovere qualcosa, io mi spammo da solo.
Forse forse mi sa che le 50.000 copie per il disco di platino saranno più difficili del previsto da raggiungere…
Pazienza, mi accontenterò del disco d’oro.
Amen.

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Dopo il suo lungo trascorso fra realtà musicali alternative nell’underground indipendente bolognese Gian Luca Biasini diventa Ex-Novo e propone un album di sue canzoni mescolando punk, indie, elettronica e pop. Gian Luca vive a contatto con la musica da sempre (registra il suo primo tape all’età di 8 anni), dalle tastiere alla batteria, da chitarrista a percussionista, passando per la computer music quando ancora si programmava su Atari. Ascolta ed ama di tutto, dai Deftones a Lucio Battisti, dai Prodigy a Pino Daniele, dai Pantera a Fabri Fibra, dai Nirvana a Jamiroquai. Il suo primo album “Segnala come spam”, totalmente autoprodotto, contiene 7 canzoni in italiano e 2 in inglese, intervallate da due brani strumentali. Ex Novo non si sente mai giudice delle situazioni che racconta, ne fa parte e le racconta in musica, amplificandole per farle udire agli altri.

https://soundcloud.com/safeandsound_promo/sets/ex-novo-segnala-comespam/
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