Giò Sada, l’intervista

Giò Sada, l’intervista

Ha vinto X Factor e poi è sparito. Ok, abbiamo pensato, sarà uno di quelli che una volta finito il talent chi lo vede più! Eccone un altro ingoiato dal sistema, dalla tv, dal nulla. E invece no, eccolo qua, oltretutto alla Sony, mica cazzi, per presentare il suo primo disco “Volando al contrario”. Perché Giò è soltanto uno che se la prende comoda, che fa le cose con calma, soprattutto perché vuole farle bene. Lo dice lui stesso durante l’intervista. Lui mica lo capisce tanto bene questo mondo che va sempre di fretta, per poi andare dove, chissà, neanche dovesse scappare da qualcuno…
Sada aveva delle idee già in precedenza, ma il materiale del disco è quasi nato tutto dopo X Factor, e quello che esisteva già l’ha un po’ rielaborato. Nasce così “Volando al contrario”, un disco electro pop, dove Sada canta in italiano, anche se a noi piace più quando canta in inglese (nonostante la pronuncia un po’ imprecisa).  Ha scelto l’italiano per farsi capire, per farsi ascoltare davvero, perché siamo in Italia, perché è stato un modo per mettersi in gioco, e lo ha trovato interessante, più bello.
È nato molto naturalmente questo disco, da una base d’improvvisazione e dalla creazione della partitura della canzone. Ci sono voluti nove mesi perché è un prodotto di artigianato, ci vuole tempo per far nascere pure le verdure bio, insomma. È come se fosse nato un bambino.
Ha voluto aspettare a pubblicare questo album per riuscire a capire quello che gli stava succedendo intorno.
Ci tiene a dire che le persone con cui suona adesso sono le stesse con cui ha iniziato. Tutto quest’anno lo ha dedicato a suonare con loro.

copertina gio sada-bassaNon vede l’ora che inizi il tour, suonare live.
Perché volare al contrario? Nel senso di mantenere un percorso, nel senso di non perdere la retta via. X Factor poteva travolgerlo, altro che farlo volare, e invece no. Sada ha davvero la testa sulle spalle. Lui ha vinto ma ha fatto un percorso al contrario. Ha sfruttato la tv per far arrivare la sua musica, il suo messaggio, il suo mondo. Ci ha tenuto a mantenere viva la purezza della sua anima e della sua musica. Giò è una persona integra, uno con la testa sulle spalle che non ha certo partecipato a X Factor per la fama. Lui faceva punk, hardcore, che gli fregava della fama. Lui vuole fare la sua musica e vivere della sua musica. Se riuscirà a farlo fino alla fine dei suoi giorni bene, altrimenti si vedrà. Giò non è cambiato, non ha mai avuto un momento di spaesamento -tranne quando lo hanno truccato durante X Factor- e non si è fatto prendere da quella fase di rifiuto del sistema. La tv? Ben venga, gli è servita, lo ha aiutato. La cosa importante è solo la musica, la musica che ti dice: “Eccomi, sono qui, rendimi bella!”
E quest’anno, ovviamente, se avesse partecipato a X Factor avrebbe scelto Manuel Agnelli, perché è un grande, perché tutti lo hanno criticato prima che iniziasse il programma, e ora? E ora tutti ad adorarlo, a stimarlo, a parlarne bene sui social, addirittura citandolo. La tv è un mezzo potentissimo, e può essere utilizzato per unire le persone e non per dividere.
E poi il tour inizia a New York il 12 ottobre, e poi a Los Angeles, mica alla sagra della polpetta o della castagna! Come ci tiene a precisare Giò, quasi incredulo.
L’entusiasmo di Sada si sente, si vede, si palpa. Parla quasi con il fiatone, forse è agitato, forse è emozionato, forse non gli pare vero di essere intervistato, di avercela fatta. È la realizzazione di un sogno, di un sogno lucido, come dice Giò stesso, e si vede che ne è felice ed entusiasta. E allora lasciamolo fare, lasciamogli godere il suo sogno, lasciamoglielo vivere e assaporare fino in fondo. Se l’è meritato.

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Biografia:

Figlio di un musicista e di una danzatrice, Giò Sada viene incoraggiato a sviluppare una propria personalità artistica fin da bambino. Il background familiare di contaminazione tra le arti lo porta da subito a espandere le proprie potenzialità artistiche in diverse direzioni: è musicista, cantautore, compositore, attore in contesti del tutto diversi ma sempre mantenendo il proprio tocco personale e caratteristico.

Musicalmente, Giò cresce nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore, formandosi una solida esperienza di palco e una forte consapevolezza della propria identità live. Con i Waiting For Better Days e i BariSmoothSquad gira in furgone l’Italia e l’Europa, con più 300 date live su ogni tipo di palco, da quelli dei grandi festival europei fino ai piccoli club, ai centri sociali, agli squat.

Nel 2015 partecipa a X-Factor Italia, vincendo con il suo primo singolo Il rimpianto di te (scritto dallo stesso Giosada con l’intervento di Pacifico e prodotto da Antonio Filippelli e Fabrizio Ferraguzzo), diventato disco d’oro in sei settimane. Nonostante il contesto del tutto anomalo rispetto al suo background, Giò porta all’interno del programma televisivo tutta la sua personalità e il suo mondo. Il Giò Sada hardcore non si ammorbidisce per costruire un personaggio più gradevole al grande pubblico, ma diventa il mezzo con cui un’intera scena underground irrompe nel mainstream, portando il pubblico idealmente con sé in sale prova umide e tour disagevoli in furgone in giro per l’Europa.

Oggi Giò Sada è un musicista curioso e propositivo, che non ha paura di mettersi in gioco e contaminarsi alla ricerca di stimoli artistici sempre nuovi; in più, ha una diversa consapevolezza di se stesso e della propria musica, data dal contatto e dal supporto del grande pubblico.

Ne è dimostrazione “Nowhere Stage”, il format lanciato da Giò e la sua band su Vevo che li vede andare alla ricerca di location inedite, urbane, posti abbandonati e dismessi o normalmente non aperti al pubblico per allestire piccoli live, anche acustici, con ospiti d’eccezione.



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