#NuovoMei2016, l’intervista a Giordano Sangiorgi

#NuovoMei2016, l’intervista a Giordano Sangiorgi

Di Rossella Romano

Mancano poco più di due settimane all’ inaugurazione del #NuovoMei2016, una tre giorni che va a chiudere i venti importantissimi anni di Mei per aprire un nuovo capitolo. La manifestazione, che vede come assoluta protagonista da sempre la musica indipendente e chi ne fa parte, si svolgerà nel centro storico di Faenza dal 23 al 25 settembre. Un programma fittissimo composto da meeting, workshop, mostre d’arte e, ovviamente, tanti ospiti musicali. Importante novità e fulcro di questa prima edizione del #NuovoMei è il festival dedicato al giornalismo musicale. Una bella occasione di confronto per tutti coloro che della scrittura ne hanno fatto una professione, sia su carta stampata che su Web. Raggiungiamo Giordano Sangiorgi, patron del Mei e della sua prima nuova edizione, per parlare con lui del programma della manifestazione, degli ospiti e di auspici futuri per il #NuovoMei.

Buongiorno Giordano, innanzitutto come sta? Come si sente a poche settimane dall’inaugurazione del #NuovoMei?

Sono totalmente assorbito dai mille eventi che ci saranno al Mei. Come sempre nelle ultime fasi dell’organizzazione arrivano proposte ed idee da sistemare. E’ tutto molto travolgente, come ogni anno.

Parliamo subito delle novità della manifestazione, una risiede già nel nome #NuovoMei, ad esempio

La novità maggiore è l’aver rovesciato il concetto del festival, il rapporto col tradizionale festival. Quest’anno al centro della manifestazione c’è il forum sul giornalismo musicale. Avremo oltre un centinaio di giornalisti che si sono iscritti a oggi, ma ne attendiamo l’arrivo di molti durante le giornate dedicate. L’ingresso è aperto a tutti. Abbiamo pensato di far parlare i giornalisti sul futuro della musica e della comunicazione musicale. C’è un grande dibattito in merito, soprattutto in Rete e abbiamo raccolto questa esigenza, con grande successo di adesioni. Per due giorni sarà possibile prendere parte a interventi, tavole rotonde, meeting insieme a tutti i giornalisti che hanno raccolto le opinioni sul futuro della musica e sull’informazione dagli artisti e dai produttori. Saranno loro a stendere alla fine un documento conclusivo con magari delle proposte, indicazioni e suggerimenti su questo futuro. Ci saranno nomi noti della carta stampata ma anche coloro che fanno informazione su piccoli blog, in modo tale da includere tutte le sfaccettature del mondo dell’informazione.

Sarà molto interessante il confronto tra le due realtà secondo me, ovvero carta stampata e web, che spesso hanno una concezione davvero differente nell’approccio alla musica..

Si, certo. C’è un divario da comprendere fra la recensione, la critica e l’approccio osservativo alla musica e dall’altra ci sono comunicazione e marketing musicale, che sono cose diverse ma che nel futuro dovranno trovare delle sintesi visto che probabilmente l’informazione sarà sempre più canalizzata sul digitale, e come possiamo vedere, con sempre meno parole.

Sarà anche una bella occasione per comprendere come negli anni si sia evoluto il concetto di musica, anche indipendente, no?

Siamo in una fase di cambiamento epocale, o meglio generazionale: oggi con l’avvento di nuovi artisti come Motta, Calcutta, i Cani, Lo Stato Sociale, che son stati tutti al Mei prima di diventare noti, stiamo assistendo ad un ricambio nella musica indipendente e a un rinnovamento degli ambiti pop, rock e rap che la musica indipendente emergente sta compiendo. Un momento importante, un momento in cui bisogna valorizzare questo cambiamento, lo faremo al #NuovoMei, e valorizzare tutti gli artisti emergenti e indipendenti under 30, che stanno creando la musica del futuro. E’ questa la mission del Mei, il cui 90% del cartellone è composto da musicisti non conosciuti e che, per fortuna, scopriamo diventare colonne della nuova musica italiana.

Tante novità quindi ma anche una certezza, la musica. Mi parla un po’ degli ospiti musicali di questa edizione?

Motta sarà il protagonista principale della serata omaggio a Battisti e sabato 24 settembre riceverà il premio Artista Indipendente dell’anno. Ci sarà inoltre il concerto in piazza a Faenza di un grande artista italiano che venne alle prime edizioni del Mei con la sua etichetta discografica indipendente, un cantautore romano oggi molto noto che muoveva allora i primi passi. Ma non posso aggiungere altro. Sarà un momento per festeggiare questi 20 anni di Mei che chiudiamo per aprire un nuovo percorso. Avremo il Super Mei Circus, che porterà la sua attenzione sui migliori giovani artisti, e Mi Sento Indie, dedicato agli esordienti con nomi come i Voina Hen che vincono il premio come miglior band, e Cortex, che ha vinto il Mei Superstage l’anno scorso. Avremo i Landlord per quanto riguarda l’area delle band romagnole emergenti. Per il Premio Videoclip Italiano Indipendente ci sarà un parterre di grande qualità, tra cui Calcutta, che ha vinto il Premio Videoclip Indipendente con la regia di Francesco Lettieri, nome di punta di questa nuova scena. Da segnalare, la nostra apertura alla tre giorni, interessante e molto originale: venerdì 23 la serata sarà dedicata tutta al liscio indipendente. Abbiamo avuto un boom con la notte del liscio che abbiamo organizzato in oltre 30 comuni della Romagna. La partecipazione è stata molto numerosa. Abbiamo potuto così incontrare l’Orchestra della Tradizione Folklore Romagnolo con gli artisti indipendenti come Mirko Mariani, membro dei Saluti da Saturno e dell’orchestra di Vinicio Capossela, che porta il progetto Extra Liscio in anteprima in Piazza del Popolo. Una grande serata di punk da balera come viene chiamato questo nuovo modello di liscio. Sabato 24, oltre agli eventi di cui abbiamo già parlato, ci sarà la Notte Bianca della musica emergente, con un’area dedicata all’elettronica e al rap che accompagnerà il pubblico fino al mattino. Tra gli ospiti Ghali, che premieremo come miglior rapper emergente. La domenica, 25 settembre, chiudiamo con una reunion storica di due indie band della prima metà degli anni Ottanta, che tornano insieme per l’occasione: i Boo-Hoos che suoneranno insieme agli Avvoltoi e presenteranno i loro nuovo disco. I nomi sono ancora tantissimi, per rimanere aggiornati è possibile consultare il nostro sito. Chi viene ha la possibilità di ascoltare tutta la musica nuova, le nuove tendenze. Tra i tanti nomi ancora Omar Pedrini, Otello Profazio che vince il Premio Tenco alla carriera e presenta il suo album, i Folkabbestia che celebrano i 20 anni di attività. Insomma, si possono trovare tutte le declinazioni della musica emergente e indipendente.

Molto interessante la serata dedicata al punk da balera. Parlando con alcuni amici musicisti ho scoperto che alcuni di loro hanno suonato con orchestre di liscio trovandosi molto bene. Un fenomeno che sta avvicinando molti giovani al genere..

Come Mei ci abbiamo lavorato per alcuni anni con Moreno il Biondo, che fa parte di questa tradizione e che ha fondato gli Extra Liscio con Mirko Mariani. Devo dire che ha portato dei buoni risultati. Si pensi ad esempio l’Orchestrina Molto Agevole è riuscita a far cantare Romagna Mia a Manuel Agnelli. Oppure al Collettivo Ginsberg (al Mei col nuovo disco) che ha un lato b orchestrale che si chiama Mister Zombie. Credo sia un po’ una risposta ai talent show televisivi e alla deriva pop mainstream che dai talent arriva. Gli artisti indipendenti cercano nuove strade più originali e una di queste è proprio il liscio. Intorno agli anni ‘50/’60 questo genere ha realizzato brani molto belli, al pari di pezzi jazz e swing dell’epoca

Ritornando invece a Motta, che riceverà il premio PIMI Speciale, come è stato scelto come vincitore?

E’ stato scelto da una giuria di giornalisti coordinati da Federico Guglielmi. All’unanimità Motta è stato riconosciuto come l’artista giovane che porta avanti la tradizione indie/rock/alternative presente nel nostro Paese da oltre 20 anni.

C’è sempre grande attenzione riguardo agli emergenti. Ho letto di un contest che apre le iscrizioni dal 12 settembre, giusto?

Abbiamo indetto diversi contest, non volevamo attingere solo da una fonte. Ne abbiamo realizzato uno noi, tutti i festival che ci portano i loro vincitori, ne sta facendo uno la piattaforma Uploadsounds. La settimana prossima ne lanceremo un altro per scegliere un degli artisti che aprirà il live gratuito di Piazza del Popolo del grande artista di cui non posso fare ancora il nome. Un evento unico. In apertura tra i nomi, ci sarà anche il Geometra Mangoni.

Prima abbiamo nominato Manuel Agnelli. La sua partecipazione a X Factor ha suscitato pareri contrastanti. Lei come vede la cosa?

Sono totalmente d’accordo. Quando c’è l’opportunità di avere maggiori spazi per far conoscere la propria musica e il proprio pensiero, ritengo siano da acquisire e da prendere. Se non ci snatura della propria identità e se c’è un reale spazio per proporre la musica indipendente nel nostro paese legata ai circuiti a cui fa riferimento Agnelli, e in cui ci riconosciamo anche noi, credo sia un’occasione importante. Speriamo che possa andare a buon fine e avere questo percorso: significherebbe poter far conoscere artisti emergenti e indipendenti a una scena più ampia.

Una domanda un filo provocatoria. Si può ancora veramente parlare di musica indipendente oggi?

Si. Oggi ancora di più, anche se il termine è obsoleto e va ridefinito. Nel senso che c’era e c’è ancora, l’equivoco di musica in contrasto ideologico. Qui, invece, parliamo di una musica che ha un elemento di differenziazione dal punto di vista produttivo. Oggi ci troviamo, in tanti settori, nella globalizzazione della produzione. E la musica non è da meno. Le tre grandi major o i grandi canali di diffusione monopolistica come Youtube collocano lo stesso prodotto in tutto il mondo, puntando sui grandi artisti del pop, del rock e del rap capaci di vendere in maniera globale. E stanno dismettendo gli investimenti a livello nazionale, perché in una economia di scala globale non rendono quando rende un’economia mondiale. Un artista che vende in un solo Paese produce poco, soprattutto in una situazione in cui i CD non si comprano più. Oggi la musica indipendente ha un valore ancora maggiore, grazie a questa filiera che abbiamo creato in contrasto alle major molti big italiani si possono affidare a delle competenze, tra produzione, video, autori e altro differenti. Big che vengono abbandonati dalle major perché non vendono all’estero e non anno i numeri che si aspettano. Quindi la musica indipendente diventa un tout court con quella nazionale. Nel futuro, tutta la musica nazionale sarà musica indipendente, cioè fatta da gente che si autoproduce senza coperture economiche da multinazionali. Siamo ancora di più in un’era di musica indipendente e di autoproduzione ma a livello nazionale.

In questo modo ci si svincola da alcuni dettami delle major, c’è più potere decisionale su tante cose

Diciamo che c’è la libertà massima, in questo caso, quella che veniva auspicata 20/25 anni fa dalla prima scena indipendente italiana, quando alcuni artisti si chiesero perché avrebbero dovuto attendere il discografico che li scoprisse e decisero di aprirsi la propria etichetta e di prodursi da soli. Questo oggi c’è ancora di più. Si pensi, ad esempio, a quando puoi riuscire a produrti un video con una crew fatta da amici: hai la possibilità di farti conoscere ed emergere maggiormente rispetto a un tempo, superando tutti i filtri.

Un ritorno al Do it Yourself..

Esatto, siamo nell’era prefigurata dai punk degli anni 70 ma è un’era che probabilmente i punk non avrebbero immaginato si sarebbe declinata in maniera così social e online. Certo, per essere Do It Yourself maggiormente andrebbe smontata la grande costruzione dei monopoli mondiali che ci sono nella distribuzione e diffusione della musica online, perché al momento non ci sono alternative ne concorrenza. Se ci fossero maggior alternative e piattaforme anche nazionali più forti, ci sarebbero più risorse per gli artisti.
Però questa è sicuramente l’era del Do It Yourself e del made in Italy realizzato in proprio.

Per chiudere la chiacchierata, cosa si auspica per il futuro del #Nuovomei?

Mi piacerebbe passare, terminata questa edizione che chiude le celebrazioni di 20 anni del Mei e apre un nuovo capitolo, definitivamente il testimone alle giovani generazioni di nativi digitali per fare un #NuovoMei legato sempre di più ai social, a live e ai nuovi modelli di distribuzione della musica di oggi alternativi alle major e ai talent show musicali. Un Mei che guarda sempre di più al futuro



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