Redeem, esce il disco Awake

Redeem, esce il disco Awake

Di: John Tag

I Redeem, ovvero Stefano “Saint” Paolucci (vocals, guitar), Alessio Piazza (bass & backing vocals) e Simon Steiner drums & backing vocals), sono una rock band svizzera dalle grandi capacità creative e dalla tecnica invidiabile.

Dopo aver esordito con Eleven nel 2008, disco ruvido, potente ed istintivo ispirato sicuramente dai capostipiti di un certo alternative rock americano anni 90 come Soundgarden, Pearl Jam e Temple Of The Dog, la band prosegue il suo cammino con 999 che, uscito nel 2011, risulta maggiormente riflessivo, ricercato nei suoni e vicino ad un alternative di stampo anglosassone (primi U2 su tutti) anche se l’amore per il grunge traspare ancora prepotentemente. In questo disco troviamo anche un’interessante cover in inglese di Luce di Elisa.

Venendo ai giorni nostri, è di questo inizio autunno l’uscita del terzo LP dal titolo Awake (Fastball Music), lavoro caratterizzato da un rock pulito, tirato e adrenalinico, ma anche da trascinanti power ballads. Il sound ruvido e graffiante delle origini si trasforma qui in qualcosa di più ricercato e complesso strizzando l’occhio, a tratti, a quel new metal incalzante ma studiato nei minimi dettagli, in stile Saliva.

Il disco apre con Insanity: da un’introduzione che ricorda certe sonorità care agli Ozrik Tentacles si passa presto ad un rilascio di energia su cui si staglia l’ottima performance canora di Paolucci il quale, oltretutto, cavalca nervosamente una galoppante chitarra elettrica.

Segue Chanson D’Amour, brano certamente più radiofonico, in cui il post grunge, qui più riflessivo e pacato, è ancora un saldo punto di riferimento.

Cover_120mm_02.inddSeguono quattro ballate di sicuro effetto: il nuovo singolo The Last Goodbye, Guilty, la title-track e Beautiful Day, tutti i brani in cui Paolucci, ancora una volta sugli scudi, dimostra grande abilità nell’utilizzare il proprio strumento in maniera armonica fondendolo magistralmente con atmosfere più rarefatte, senza la necessità di forzare la mano.

Una particolare menzione merita La Luna, prima canzone in italiano dei Redeem, un rock delicato in cui emerge la filosofia che anima lo spirito del gruppo.

Il primo amore però non si scorda mai ed ecco tornare prepotentemente la ruvida pasta sonora degli esordi con The Riddle: chitarra urlante, batteria decisa e basso impetuoso.

Borderline invece è un pezzo molto radiofonico che ricorda decisamente le sonorità dei The Mission di Butterfly On A Wheel.

Alter Ego e Judgement Day, come innanzi anticipato, sono gli episodi del disco che strizzano l’occhio ad un new metal ricercato, sulla falsa riga dei Saliva.

Chiude una bella versione acustica di The Last Goodbye, a coronamento di un album senza dubbio riuscito e convincente, che conferma la grande professionalità e capacita creativa del trio elvetico.

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