Ma come fate ad andare in giro in dieci?

Ma come fate ad andare in giro in dieci?

Di: Parranda Groove Factory

Veniamo da aree geografiche diverse, abbiamo suonato, ballato, ascoltato musiche e strumenti molto lontani tra di loro; poi un giorno ci siamo ritrovati dentro ad un’orchestra di percussioni brasiliane, uno accanto all’altro, a suonare in giro per l’Italia e l’Europa.
E così è nata la passione per la musica e per i ritmi di quella regione, sono iniziati i viaggi ludico/didattici a base di workshop e cachaça, alla scoperta di un complesso sistema culturale con una storia secolare e travagliata.

Una calda serata dell’estate 2011, a casa di amici, seduti attorno al tavolo abbiamo dato inizio a questo progetto. Mischiare tamburi e computer, con una spolverata di basso elettrico. Che detta così sembra facile.
C’è voluto quasi un anno per trovare le soluzioni tecniche che ci permettessero di farlo.

E da lì è partito il carrozzone. Abbiamo costruito uno spettacolo teatrale complesso in tre atti, studiando le coreografie, i movimenti del corpo e i costumi, oltre a i groove. E poi ci siamo spinti oltre, inserendo nei progetti di Ableton delle proiezioni video, creando degli inviluppi che accendessero LED dentro ai tamburi, mettendo seriamente in crisi i nostri Mac e le nostre relazioni di coppia.
Ma fidatevi, ne è valsa davvero la pena.
Dimenarsi con i tuoi compagni, sentire il rombo di synth, basso e tamburi in sintonia perfetta, guardare da dentro la tua maschera da Calavera gli occhi degli spettatori sbigottiti mentre picchi a tutto braccio un tamburo che risponde illuminandosi: tutto questo ti provoca una profonda ed inspiegabile soddisfazione. Ma anche visto da fuori lo spettacolo non è male.

Il lavoro per arrivare in fondo al disco è stato molto lungo, ma proprio per questo ce lo siamo gustato, dedicandoci con piacere quasi perverso a definire e limare ogni dettaglio, prendendoci il tempo di ripartire da capo, di lasciare che nuove idee contaminassero quanto fatto fino a quel momento.
Abbiamo farcito il disco di suoni che vengono dallo spazio, di testi di autori blasonati, di fiati, chitarre e sintetizzatori, di ritmi imparati in lezioni improvvisate nei magazzini di scuole di samba, di voci che vengono dal continente nero. Ci siamo sentiti liberi di sperimentare, di giocare con i generi, senza alcuna necessità di incasellarci in una categoria, con un unico obbiettivo: creare qualcosa di bello.

“Ma come fate ad andare in giro in dieci?” è la domanda più frequente. Con tre macchine, piene fino all’orlo. È una formazione atipica, scomoda, lo sappiamo meglio di chiunque altro. Eppure è così che ci piace questa famiglia. Ogni trasferta, registrazione e ripresa si anima di uno sconsiderato entusiasmo, degno delle peggiori gite liceali.
E spesso ci succede di adottare più o meno temporaneamente amici che incrociano la nostra strada, mentre camminano su un filo, fanno roteare bolas infuocate, o sparano rime armonizzando nei ritornelli.
Questa è Parranda, un laboratorio a cielo aperto in cui si mescolano suoni, colori, immagini ed arti lontane tra loro. Benvenuti a bordo.

 

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Biografia

Un producer di musica elettronica, un bassista e 8 percussionisti uniti in un progetto innovativo: mischiare gli strumenti della tradizione percussiva brasiliana con le sonorità della musica funky,  reggae, folk ed elettronica. Parranda reinterpreta e reinventa i generi, portando a qualcosa di completamente nuovo.
Le tracce melodiche vengono costruite elettronicamente, con l’uso di sample, voci e tracce strumentali originali. Le parti ritmiche traggono ispirazione dai ritmi sambareggae, samba, maracatu e ijexa.
Lo spettacolo ha un’importante connotazione teatrale realizzata attraverso l’uso di coreografie, maschere, e costumi, ed è arricchito con l’introduzione di effetti visivi come proiezioni di video e luci a led installate all’interno dei tamburi e controllate tramite il computer, per un effetto molto coinvolgente.
Il gruppo nasce nell’estate del 2011 tra i ranghi dell’orchestra di percussioni afrobrasiliane Bandão, nella ridente provincia senese, in cui Guido Gioioso (percussionista lucano della scuola di Antonio Infantino) e Dario Firuzabadì (apolide, e vicedirettore artistico di Bandão) erano “compagni di banco”. L’idea era quella di unire una “bateria” di samba in miniatura, a brani realizzati con le tecniche familiari ai producer di musica house e con un basso elettrico dalle connotazioni blues e drum’n’bass. Il basso in questione era quello dell’ebolitano Tobia Ciaglia (eclettico acrobata delle cinque corde e showman in diverse formazioni musicali) conosciuto nel losco giro degli studenti fuori sede.
La batteria era inizialmente formata da componenti provenienti da Bandão, fino al 2014, quando è stata rivoluzionata con l’introduzione di batteristi e percussionisti provenienti dall’ambiente senese.
Questo connubio ha permesso di sperimentare e abbinare elementi che di primo acchito non sembrerebbero affini, e che invece hanno trovato spazio e forma senza lasciare la radice da cui le percussioni provengono, realizzando brani difficilmente etichettabili, ed uno spettacolo unico nel suo genere.
La band sta lavorando al suo primo album la cui uscita è prevista il 28 settembre 2016 per BetaProduzioni.

I Parranda Groove Factory sono:
Guido Gioioso: elettronica, voce
Dario Firuzabadì: direzione batteria, repinique, rullante
Tobia Ciaglia: basso elettrico, synth
Vera Claps: voce, ganzà
Dario Tarasco: tamborim, agogo
Simone Nati: timbal
Chendra Giotti: surdo centrador
Cosimo Montefrancesco: surdo basso
Fabrizio Randazzo: surdo alto
Federico Giuliani: surdo alto

Facebook: https://www.facebook.com/parranda.groove.factory/?fref=ts
Sito internet: http://www.parrandagroovefactory.it/
Youtube: https://www.youtube.com/user/ParrandaChannel


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