Oggi è stata una strana giornata

Oggi è stata una strana giornata

Di: Fujima

Oggi è stata una strana giornata. Anche se, a dirla tutta, per me il concetto di “strano” assume un significato diverso da tutti voi altri. Perché? Beh, perché sono un pupazzo di neve. Ecco perché.
Nonostante ciò, ripeto, è stata una giornata strana. Ma andiamo con ordine.
Il primo ricordo che ho di oggi è quello di essermi svegliato in una cella frigo. E fin qui tutto ok, perché io vivo qua, ho sempre vissuto qua. E come tutti i giorni da lì non mi sarei mosso, o almeno così credevo. La prima cosa strana fu il fatto di realizzare chi ero e dove mi trovavo. Non avevo mai formulato un pensiero fino ad allora, ed era strano sentire dentro la mia testa (sempre che così si possa chiamare) una vocina interna che mi parlava.
La seconda stravaganza fu che ero in grado di muovermi. Ora mi prenderete per pazzo, ma è così: potevo muovermi. Davanti a me, per terra, stava da chissà quanto tempo un cellulare nero, con attaccati degli auricolari. Mi mossi e lo presi. Ora, teoricamente non ha senso che avessi la capacità di poter prendere qualcosa, ma del resto non lo ha nemmeno il fatto che io sia un pupazzo di neve. Un pupazzo di neve che pensa e si muove. E allora perché farsi troppe domande?
Ok, cellulare preso. Ora? Mi guardo attorno. Per la prima volta realizzai quanto la mia abitazione fosse angusta, ed un improvviso desiderio di uscire fuori dalla cella frigo attraversò il mio “corpo”. Andai verso la porta, che si aprì. Quello che vidi fuori era ancor più strano di tutto ciò che fino ad ora era strato strano.
Fuori dalla cella frigo c’era una macchina ad aspettarmi. Dentro, tre ragazzi dall’aria simpatica mi fecero cenno di salire e iniziarono a parlarmi di una non meglio precisata festa. Dal finestrino scorgevo, in una silenziosa fila indiana, star del cinema, ma erano strane, sembravano come morte, trapassate. Fra di loro notai in particolare James Dean. Si accorse che lo stavo fissando, e mi rispose con un saluto. “Vorrei essere come lui”, pensai.
Dopo qualche minuto arrivammo alla festa. Non era una festa di quelle all’americana, tutto alcool, figa e divertimento. Le persone veneravano una sorta di Dio per ogni cosa che avevano, ma si avvertiva una strana energia, di finzione; niente di ciò che era attorno a me sembrava essere vero.
Iniziai a non sentirmi a mio agio, come se fossi fuori posto. In fondo ero solo un pupazzo di neve in mezzo a persone che non conoscevo. Andai in cortile a prendere una boccata d’aria, e notai una ragazza. Probabilmente la notai perché era vestita da astronauta. Provai ad avvicinarmi a lei, ma come mi vide scappo, spintonandomi e facendomi cadere a terra.
Provai a inseguirla, ma non la trovai da nessuna parte. Allora decisi di chiudere gli occhi. Quando li riaprì, mi trovai in una distesa di ghiaccio, il mio caro amato ghiaccio. Iniziai a danzare di gioia, talmente tanto forte, che mi sentivo il centro del mondo.
Non so quanto tempo passò, ma a un certo punto mi accorsi che il mondo stava crollando; e mentre guardavo il mondo cadere giù, tutto attorno a me era tranquillo.
Ed è li, quando stavo cadendo, che ti ho sentita chiamarmi. E mi accorsi che non stavo più cadendo, ma che galleggiavo nel cielo in mezzo alle stelle, e l’ho rivista danzare di fronte a me, la ragazza astronauta. Lei mi raccontò i segreti del suo mondo, i bei tempi andati. Poi calò il buio, e lei mi disse: “proviamo ad accendere un fuoco nel cielo”. Il mio corpo allora prese fuoco, risplendendo come un mare di diamanti. Stavo morendo, ma ero felice, perché sapevo che la ragazza astronauta ora aveva un cuore.

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I Fujima sono una band indie-rock di Oristano (Sardegna), formatasi nel 2011. L’evoluzione sonora in 5 anni è un mix di influenze e ispirazioni diverse, che spaziano dai Pixies ai Jesus And Mary Chain, dai Clap Your Hands And Say Yeah ai Pavement; l’unico filo conduttore è la composizione di brani che propongono un’accurata costruzione melodica e dinamica al tempo stesso, che risulti fluida cercando però di non essere mai banale. Dopo aver macinato i palchi di tutta la Sardegna, è prevista l’uscita del primo EP self-titled, come risultato del percorso musicale sin qui affrontato.

L’EP “Fujima” è il risultato di esperimenti, esperienze, concetti musicali diversi tra loro. Da tali differenze prendono vita i 6 brani, ognuno dei quali ha una sua storia, una sua caratteristica particolare, dove ogni genere che ha influenzato la band emerge senza mai essere predominante.
Crediti
Produced by Simone Sedda
Recording & Mix by Simone Sedda @ Hopetone Studio (IT)
Mastering by Marco Angioni @ Death Island Sound (DK)
Graphics by Alex Mazzucchi – Francesco Cherchi

Tracklist
1. Spaceship Girl
2. Manly Snowman
3. Fiction Is In You
4. Goodtimes
5. White
6. Outside The Cold Storage
Line Up
Mario Delitala – drums
Alessandro Pireddu – guitar
Jacopo Murgia – guitar, piano, voice
Francesco Pinna – bass

https://www.youtube.com/user/Fujimaofficial
https://www.facebook.com/fujimaband


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