Tutto questo per dire che amo il silenzio quanto la musica

Tutto questo per dire che amo il silenzio quanto la musica

Di: Milo Scaglioni

Buongiorno, mi chiamo Milo e sono nato a Codogno a 10 km a nord del Po e a 60Km a sud di Milano.
Una piccola città dal retaggio agricolo industrializzatasi durante il boom degli anni 60. Per quanto piccola e conservatrice non si può dir brutta, ma piuttosto trascurabile se non per aver dato i natali a Giuseppe Novello, pittore e vignettista, e per la annuale fiera del bestiame, se vi interessa quella cosa. Crescendo credevo che non vi fossero posti molto peggiori. Ho fatto la valigia a 19 anni e sono partito, pieno di fame di vita e di rabbia, alla volta di Manchester: la culla della rivoluzione industriale, la città più piovosa d’Inghilterra, soprannominata gunchester negli anni 80 per l’alto tasso di delinquenza oltre, ovviamente, ad essere anche la patria di un sacco di gruppi fondamentali dagli Hollies di Graham Nash (di Salford) per passare attraverso a Smiths, Stone Roses, Chemical Brothers, Oasis e veramente molti altri. Non parlavo l’inglese molto bene, ma ho avuto un insegnante eccezionale quando ho conosciuto un ragazzo poco più grande di me, appena uscito di prigione, che amava la stessa musica che amavo io. Mi ha insegnato la lingua, soprattutto a dire le parolacce in maniera credibile, e a vivere come lui che veniva dai bassifondi. Chissà chi volevo essere, di sicuro non me stesso, ma non lo sapevo. Ho fatto l’università senza troppo entusiasmo, ma ho affinato la mia conoscenza della lingua.

Poi, finalmente una sera, sbronzo in mezzo alla strada ho fatto amicizia con un ragazzo gallese, un batterista, ed ho incominciato a suonare. Abbiamo fatto le prove per due anni in uno scantinato ad Ancoats, una zona che ai tempi era davvero brutta, in una sala prove gestita da vecchi punk che stavano in piedi anche 48 ore di fila senza batter ciglio, con un altro amico chitarrista che obbiettivamente non sapeva suonare, ma tanto neanche noi molto bene. Erano prove molto psicoattive e con volumi altissimi. Abbiamo scritto due canzoni in due anni e non abbiamo mai fatto un concerto, però avevamo trovato un nome alla band. Poi mi sono unito ai Parma Violets, un gruppo storico di manchester(non quelli che hanno avuto successo). Avevano avuto lo stesso manager degli Stone Roses, ma quando sono arrivato io le cose erano meno promettenti. Comunque suonavamo e anche piuttosto bene direi. Un altro paio d’anni li ho passati nella sala prove dei Parma Violets a Stockport, sopra al negozio di un barbiere. Dalla finestra si vedevano gli Strawberry Studios (Joy Division), ormai una specie di reliquia in cui non si registrava più. Finita quell’esperienza ero un po’ stufo e chiesi ad un promoter di lasciarmi lavorare con lui, volevo che mi insegnasse il mestiere insomma, e lui mi disse che avrei dovuto chiamare un tizio che cercava un bassista e che aveva un management e interesse da parte di alcune etichette.

Così mi presentai ad una audizione e passai la prova. Ci rivedemmo qualche giorno dopo per un’intervista che l’artista in questione doveva rilasciare, mi disse vieni anche tu e ci facciamo una birra. Mi sbronzai in fretta e cercai in tutti I modi di tornare a casa con la ragazza che lo intervistava; abbiamo suonato insieme 3 anni e credo che non abbia mai smesso di odiarmi da quel pomeriggio. Quell’incontro è sfociato nella collaborazione con Jim Noir. Il suo singolo “Eanie Meanie” fu scelto dall’adidas come canzone per gli spot dei mondiali di calcio 2006 e credetti veramente, per un po’, di aver fatto il jackpot della mia vita. Ovviamente mi sbagliavo, ma insomma, per un anno girammo in su e in giù finendo anche a suonare sulla televisione nazionale francese insieme ai muse e andammo in texas per partecipare a South by Southwest. Suonammo in tutti i festival importanti in Inghilterra, ma i rapporti con il management si deteriorarono e mollammo Jim Noir per diventare The Beep Seals. Nei beep seals c’eravamo io, Jack Cooper (Mazes, Ultimate Painting), Ian Smith (eroe locale e chitarrista degli Alfie), Phil Anderson (the See See) e Jay Sikora (che ora suona la batteria per Paolo Nutini e Leanne La Havas). La scrittura dei brani era affidata a Jack e Ian, ed era chiaro che ne avevano il monopolio. La cosa mi faceva imbestialire, e così cominciai a scrivere anche io, goffamente e senza saper suonare nulla se non il basso. Presi in prestito un chitarra da un amico ricco che non la suonava. Poco prima di entrare in studio insieme a Norman Blake dei Teenage Fanclub mi stufai e mollai la band per trasferirmi a San Francisco e sposare la donna dei miei sogni. Così smisi di fumare le sigarette e partii per San Francisco. Ritornai dopo tre settimane carico di dischi e vestiti , con il redivivo vizio del fumo e il cuore un po’ ammaccato.
Poi conobbi i Jennifer Gentle e tornai in Italia, ma la cosa finì subito e mi misi a flirtare con l’idea di fare un disco, ma scrivere era difficilissimo e la chitarra ostica da suonare. Per mia fortuna rincontrai Roberto Dell’era, conosciuto a Glasgow qualche anno prima. A quel punto vivevo in campagna, tra un piccolo cimitero e una montagna (sacra) su cui cresceva l’erba e sotto cui erano stipate tonnellate e tonnellate di rifiuti. Iniziai a suonare nei Judas di Dell’era, insieme a persone eccellenti ed eccellenti musicisti. Poi mi sono trasferito a Roma, sempre per amore e lussuria…ho fatto un disco con un gruppo chiamato Thee Elephant, ma ormai morivo dentro perchè volevo fare il mio disco ed avevo le canzoni per farlo.
E allora, a un certo punto,  prenoto due giorni al sudest studio di Guagnano (LE), e parto da solo per metter giù lo scheletro del disco (voci, chitarre…). Viene a trovarmi Gianluca De Rubertis, e registra, in un’oretta o poco più, il pianoforte di Sea of Misery e quello di Stone Cold Sober. Torno con della roba buona a Roma. So con chi voglio andare in studio la prossima volta, ma non so che stanno per fare un disco meraviglioso e che si chiameranno The Winstons. Poi un giorno l’accordo, abbiamo una data in cui sia Rob che Enro e Linnon  saranno liberi, tutti e tre. Allora prenoto 3 giorni all’edac studio, registriamo 5 pezzi in presa diretta, il giorno dopo Rob non può, così registriamo le sovra-incisioni con Enro e Linnon, il terzo giorno torno da solo a fare ulteriori sovra-incisioni e a iniziare a dare un passata di mix.
Nella terza session registro le voci, nella quarta mixiamo e nell’ultima lo masterizziamo con Davide Lasala e Andrea Fognini. Una volta registrato mi metto a cercare una etichetta, lo mando in giro e trovo un accordo con Akoustik Anarkhy, di Manchester, e con Crytmo, di Roma. In Inghilterra stampano il CD e mi danno un ufficio stampa inglese, in Italia stampano il vinile. Ora il disco è uscito, il 23 settembre, e a metà ottobre partirò per il tour che toccherà il sud Italia prima e il nord poi, passando per Manchester.
Tutto questo per dire che amo il silenzio quanto la musica, ma non sopporto il rumore fine a se stesso.

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Biografia:
Originario di una piccola città nella bassa lombarda, Milo Scaglioni cresce ascoltando la collezione di dischi del fratello maggiore e a 19 anni parte alla volta di Manchester, alla ricerca di una contaminazione musicale che negli anni lo porterà in giro per il mondo. Nel 2006 accompagna al basso Jim Noir alle prese con il suo disco d’esordio (Tower of Love- Atlantic Records/My Dad Recordings) in un tour che approda in Europa e ad Austin In Texas dove partecipa a South By South West.
Fonda poi la band The Beep Seals insieme a Jack Cooper (Mazes, Ultimate Painting), Ian Smith (Alfie), Phil Anderson (The See See) e Jay Sikora (Paolo Nutini, Leanne La Havas) con cui pubblica l’album Things That Roar (Heron, 2008). Nel 2008 lascia The Beep Seals e si unisce alla formazione dei Jennifer Gentle (Sub Pop) e torna in Italia. Nel 2010 inizia a collaborare con Dellera (Afterhours). Nel 2009 accompagna al basso Emma Tricca nella sua apparizione al green man festival in Galles. Nel 2013 si unisce al gruppo Thee Elephant e contribuisce all’uscita del loro primo disco omonimo. Recentemente è stato in tour in Europa con i Sonic Jesus (Fuzz Club).


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