Milano e la street art, Pao racconta Piazza Mercanti

Milano e la street art, Pao racconta Piazza Mercanti

Di Rossella Romano

Storia e street art che si intrecciano per raccontare uno dei luoghi simbolo di Milano, un evento straordinario. Il capoluogo meneghino, che ha sempre elogiato il commercio come suo fiore all’occhiello, ha reso omaggio a Piazza Mercanti, punto di riferimento dell’economia milanese (e non solo) da tempo. Per celebrarne i protagonisti e le vicende, davvero molto interessanti e poco note ai più, è stato chiamato uno dei protagonisti della street art della Penisola, Pao. I suoi pinguini sono ormai un’icona ma c’è una creatura pronta a spodestarli. Ha fatto capolino proprio oggi, durante la conferenza stampa di presentazione dell’istallazione e del cortometraggio creato dall’artista e dal suo team, la fantastica “scrofa semilanuta”, orgoglio di Milano insieme all’altrettanto noto biscione. L’iniziativa, tra gli eventi in calendario nella rassegna Bookcity (che animerà la città per tutto il weekend) è sostenuta dalla Camera di commercio di Milano e del Centro per la Cultura d’Impresa con il contributo della Fondazione Cariplo e rimarrà nella sopra citata piazza per due settimane.

I personaggi e le personalità storiche che hanno animato il luogo emblema delle attività commerciali di Milano sono molteplici: dal santo orafo al condottiero, dal maestro al mercante, raffigurati nelle otto le sagome a grandezza naturale sono dislocate in vari punti della piazza e guidano il visitatore alla scoperta di pezzi di storia della nostra città. Attraverso un QR code collocato sul retro si accede a un video che racconta in italiano ed inglese una breve storia del palazzo o di un luogo simbolo associato al personaggio. I video, adatti anche ai bambini, e le animazioni sono realizzati da Pao, appunto. E per chi ne volesse sapere di più è disponibile la ricerca storica alla base dell’installazione a vari livelli di approfondimento, sul sito: http://piazzamercanti.storiami.it/.

“Piazza Mercanti è stato un luogo cruciale per la storia di Milano, da qui è nata e si è sviluppata tutta l’economia della città. Abbiamo fortemente voluto recuperare il valore storico di questi luoghi, raccontandone la storia e dando ai palazzi attorno alla piazza nuova vita attraverso i personaggi di Pao. Un artista innovatore che ha saputo coniugare il linguaggio diretto della street art con gli studi e le ricerche storiche realizzate in merito. Un lavoro che punta a conservare la memoria del passato, per capire meglio presente e futuro. Questo sarà un punto di partenza, che dal centro vuole arrivare alla periferia, una spinta per vincere la sfida in merito alla riqualificazione di alcune aree sensibili della città”, dice in conferenza Carlo Sangalli, Presedente della camera di Commercio di Milano.

“Arte e cultura sono e devono essere motori della città”, interviene Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, “Pao racconta la storia di una piazza composta da edifici di grande valore, che sarà nostra urgenza far restaurare prima possibile per restituirli alla città in tutta la loro bellezza. L’artista ha saputo approfondire la storia di questo importante luogo con un linguaggio per immagini fresco, e questo è un grande merito”.

Anche Arnoldo Mosca Mondadori, membro del consiglio della Fondazione Cariplo, sottolinea il punto di forza di Pao nell’aver reso fruibile a tutti, anche i più piccoli, la storia di Piazza Mercanti: “Pao ha saputo riempire un vuoto con questo lavoro. Un importante strumento di conoscenza della storia della città, in particolar modo per le nuove generazioni. Non solo, con questo progetto è possibile catturare l’aspetto meraviglioso della street art, vista molto spesso come invasiva e aggressiva”.

Ideatore del progetto che ha unito storia e street art è Marco Negroni, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Milano: “E’ stato fatto un grande lavoro da parte di Pao e del suo staff sia in materia di animazione che per quanto riguarda la trasposizione delle storie legate alla Piazza in street art. Nel video c’è la trasposizione esatta di alcuni quadri che raffigurano i protagonisti della narrazione. Inoltre, hanno dovuto trovare dei trucchi per rendere il racconto più interessante. La clip è la conclusione di un percorso di ricerca durato anni e siamo molto contenti del risultato”.

Riesco a fare quattro chiacchiere con Pao, artefice della grande bellezza ammirabile in Piazza dei Mercanti e su video: “Con Marco Negroni, che già conoscevo, è stato un incontro molto allegro, mi ha proposto il progetto addirittura un anno fa, abbiamo tirato fuori qualche idea e ci siamo detti: ‘vediamo cosa succede’. Poi quando è arrivata la conferma, mi sono davvero stupito. All’inizio ero tranquillo, poi pian piano, affrontando un lavoro complesso come quello del video, c’è stato un momento in cui ho veramente pensato che non sarei riuscito ad arrivare alla fine. Grazie alla squadra di collaboratori che mi hanno aiutato e sostenuto siamo riusciti a realizzare questa clip con un bel risultato. Per quanto riguarda la ricerca storica, se n’è occupato il comitato scientifico. Io ho preso tali studi e ho cercato di reinterpretarli donandogli una sorta di contrappunto comico, il che ha reso più leggera e fruibile la storia, complessa, della piazza. Credo che abbia funzionato proprio il connubio tra rigore storico e l’utilizzo di immagini semplici e molto chiare. Avevo già realizzato in passato progetti video che interessavano la street art su muro, ma con tempi di durata delle clip molto ridotti. Lavorare su dieci minuti di animazione è stato complicato e ha impiegato parecchi mesi di lavoro, partendo da aprile, fino ad arrivare ad un full time a settembre. Ho cercato di utilizzare personaggi che rimanessero impressi, come la scrofa semilanuta, icona e simbolo della città di Milano. Tra lei e il biscione, risulta più simpatica. Il mio zoo immaginario si arricchisce di una nuova creatura (ride). Sicuramente tornerò a lavorare sul recupero di alcuni spazi della periferia, che ha sempre suscitato una mia grande attenzione, luogo di scambio da sempre tra forze centrifughe e centripete. La street art oggi ha un grande punto di forza. Sa dialogare con le istituzioni pur rimanendo underground. In sedici anni che dipingo in strada ho visto come è cambiato l’approccio di chi amministra le città e trovare un punto di incontro è fondamentale. Con lo stesso approccio che ho utilizzato io, ovvero trasformare oggetti di arredo urbano e utilizzare la città come palcoscenico ci sono Fra Biancoshock e Vlady, un ragazzo di Catania che si è trasferito in Svezia. In questo progetto la street art è quasi uno slogan perché sia più interessante l’argomento. E’ un linguaggio contemporaneo, tra arte e video, che rende più chiaro un argomento che a prima vista può sembrare verboso, come la storia. Ed è fondamentale: se non sai da dove vieni, non sai dove puoi andare”, conclude Pao.

Di seguito il video realizzato con la street art di Pao:



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