Secondary ticketing, ecco cosa sta succedendo

Secondary ticketing, ecco cosa sta succedendo

I giornalisti sono stati convocati al Westin Palace di Milano per una conferenza stampa invocata da Ferdinando Salzano, Amministratore Delegato di F&P Group, e Claudio Maioli, Manager di Luciano Ligabue.

Perché? Per difendersi, per dichiarare pubblicamente che loro non lavorano come Live Nation, che loro non hanno accordi con i siti di secondary ticketing. Ormai è tutto un fuggi fuggi e un “non sono stato io!”.

La conferenza è durata ben due ore. I giornalisti erano agguerriti.

C’era anche Stefano Lionetti, Amministratore Delegato di Ticketone, un uomo messo in croce per nulla, perché l’unica cosa che si deduce dopo due ore di conferenza è che non ci sarà niente da fare, che il problema non potrà essere risolto. Sì, i controlli verranno aumentati, usciranno molti servizi televisivi e molti articoli di giornali e siti al riguardo, ma ha ragione Lionetti, ormai viviamo in un mondo 3.0 dove non si ha più il controllo di molte cose. Il web ha tanti lati positivi ma anche tanti, tantissimi lati negativi, e il econdary ticketing è uno di questi.

Il secondary ticketing era nato in buona fede: se mi ammalo e non riesco più andare al concerto dei Radiohead, posso usufruire di una piattaforma online dove rivendere (allo stesso prezzo) il mio biglietto. Tutto è nato per una sana forma di scambio, ma poi ha preso la deriva che tutti ormai conosciamo. Tutti? No, e proprio qui sta il problema.

Ferdinando Salzano dice che l’unica soluzione possibile è oscurare questi siti, e consiglia agli organizzatori di live che lavorano come Live Nation, di autodenunciarsi il più presto possibile, perché tutto sta venendo a galla. Bene, allora hanno già perso tutti in partenza, diciamo noi. Una proposta simile era già stata fatta in Inghilterra. Addirittura la questione aveva raggiunto le istituzioni, ma nessuno ha potuto fare niente.

Questi siti non sono illegali, ed esistono in tutto il mondo, non è un problema italiano. Certo, un conto è sapere che qualche centinaio di persone compra biglietti in più per poi rivenderseli a prezzi maggiorati a scopo di lucro, usando diverse carte di credito, un conto è fare degli accordi commerciali con questi siti per rivenderne a centinaia di migliaia, per assicurarsi un bel sold out, come dice Lionetti. Se uno cerca Ticketone su Google, a volte compare prima Viagogo, e c’è poco da fare, dipende dalle keywords. Ticketone spende molto per la sicurezza, ma nulla sembra servire.

Oscurare i siti? Dopo due giorni ne nascono altri cento, come succede con i siti che propongono film in streaming.

Alla fine bisognerà cambiare il sistema, perché quello vecchio non va più bene. Forse bisognerà solo mandare giù il boccone, come è successo per i download dei dischi e delle canzoni, che non è che non si trovino più, sono solo più difficili da scaricare, ma si riesce.

Come ha spiegato il grande David Zard durante il suo intervento: “il secondary ticketing è il futuro di Live Nation e non solo. Loro comprano tour interi di Madonna e U2, per esempio, a cifre spropositate -motivo che ha portato Zard a ritirarsi dalla piazza, proprio perché non poteva competere con queste multinazionali (ndr)- e poi Live Nation deve assicurarsi al cento per cento di vendere tutto per non rischiare il default. Tutti poi se la sono presa con Roberto De Luca, Amministratore Delegato di Live Nation, ma lui è solo un burattino che fa quello che gli viene detto. Prende ordini dalla casa madre in America. L’Italia, come sempre, non conta niente e non comanda niente. De Luca non sta bene, non sa parlare, e questo lo sappiamo tutti. Ecco, questo è il suo problema, ma nessun altro.”

Insomma, De Luca è il capro espiatorio, ma mica è colpa sua quello che sta accadendo. Poteva starsene zitto e dire meno o meglio, ma niente più.

Ma allora perché questa conferenza? Perché Ferdinando Salzano di F&P ha voluto pararsi il culo, in senso buono. Ha voluto prendere le distanze, e ha fatto bene, perché quello che è certo, è che anche altri organizzatori di concerti fanno quello che fa Live Nation, ma F&P no, e hanno tenuto a precisarlo. Così come molti artisti stanno abbandonando Live Nation e stanno dicendo la loro, anche F&P ha voluto comunicare ai giornalisti come lavorano loro e che sono puliti.

Internet può essere meraviglioso, utile, ha cambiato e migliorato la vita di molti se non di tutti, ma è allo stesso tempo un mostro a due teste spesso incontrollabile e con un potere inaudito. È che non ci sono ancora leggi adatte a quello che è già diventato il mondo da un pezzo. Leggi che permettano la cancellazione di video da internet, leggi per impedire le truffe (perché di truffe stiamo parlando). In nome della libertà della rete, troppe cose stanno degenerando, e la situazione non potrà che peggiorare ulteriormente. (Su questo argomento consigliamo la visione dell’ultimo documentario di Herzog, “Lo and Behold”, e molte cose vi si chiariranno, forse proprio anche sul secondary ticketing e sul perché è una battaglia persa in partenza).

Insomma, cosa si può fare per risolvere la questione? Niente, per ora.

Biglietti nominali? Neanche a parlarne, troppo complicato. F&P ci ha provato con un concerto di Ligabue ed era stato un incubo.

Quindi molto rumore per nulla? Non proprio.

L’unica arma che abbiamo è l’informazione. Troppe poche persone vanno su quel tipo di siti non sapendo che non si tratta di canali ufficiali, e che praticamente di ufficiale esiste solo Ticketone e i siti degli organizzatori o degli artisti.

Bisogna diffondere la notizia, e far capire alla gente che se paga per un biglietto un prezzo più alto del dovuto, in quell’esatto istante sta diventanto vittima di una truffa.

Boicottare, informare, queste devono essere, per ora, le parole d’ordine, finché con qualche legge nuova (campacavallo…) non si riuscirà a fare qualcosa sul serio.

Ecco qui la lista dei siti dove NON comprare mai biglietti:

www.viagogo.it
www.seatwave.it
www.altanticket.com
www.worldticketshop.com
www.bakeca.it
www.kijiji.it
www.ebay.it
www.mywayticket.it
www.ticketbis.it
www.5gig.it
www.italianticketoffice.it
www.prontoticket.it
www.ticketbande.it
www.poinx.it

Eh ma io i biglietti dei Coldplay li pago più di cinquecento euro pur di vederli, potrebbe dire qualcuno. Ok, a questo punto però sono cazzi vostri, siete voi che siete dei coglioni. Coglioni, sì, e non fan accaniti, perché così la darete sempre vinta a quelli dei secondary ticketing, e sarà una battaglia persa in partenza.

Bisogna far sapere a una signora di cinquant’anni che non sa neanche cosa sia Facebook, che se vuole vedere i Pooh deve compare solo ed esclusivamente su Ticketone, e che se i biglietti finiscono perché hanno fatto sold out, deve morire senza aver mai visto i Pooh piuttosto che comprarli a duecento euro su Viagogo. Ma come si fa a impedire a una signora di spendere i suoi duecento euro come vuole? Non si può, ecco un altro punto.

E allora? E allora niente. Informiamo, facciamo articoli, servizi televisivi, parliamone in radio, facciamo i cartelloni pubblicitari, facciamo quello che è nelle nostre possibilità, perché non si può fare altro per adesso, perché credo fermamente che quando saremo nella tomba, il secondary ticketing sarà molto più diffuso e potente di prima.

È un problema di multinazionali, e si sa che contro le multinazionali si perde sempre.

È come la politica, stiamo parlando di niente e per niente. Tutto rimarrà così, perché anche questo è internet, anche questo sarà il futuro. E ci ha stupito e demoralizzato vedere molti giornalisti anziani o di mezza età non riuscire a capire cosa stia succedendo. Per loro è inconcepibile sentirsi dire: “È internet, bellezza! E tu non puoi farci niente.”. Hanno riso in faccia a Vincenzo Spera di Assomusica, che ha detto: “Anche questo è il libero mercato”. I soliti giornalisti della vecchia guardia, del cartaceo, lo prendevano in giro mentre parlava, dicendosi, come bambini di otto anni, che sembrava Il Padrino, e neanche lo stavano a sentire, e invece ha detto molte cose interessanti e vere, tra cui che loro parlavano da molto tempo di questa storia, che i comunicati ai giornalisti li mandavano da un pezzo, ma nessuno se li è mai cagati, perché, come sempre, devono arrivare Le Iene o Striscia la Notizia per far sì che qualcosa si muova in Italia. E allora forse ce lo meritiamo il secondary ticketing, che precisiamo, esiste dappertutto, mica solo da noi, ma da noi sembra sempre funzionare tutto peggio, chissà perché…

Insomma, benvenuti nel fantastico mondo virtuale, e buona sopravvivenza a tutti.



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