White Lies live al Fabrique di Milano – recensione

White Lies live al Fabrique di Milano – recensione

A cavallo con l’uscita del loro ultimo video, Morning In L.A., il terzetto londinese è tornato in Italia per presentare agli affezionatissimi fan il loro nuovo album, Friends. Dopo Roma è toccato a Milano ricevere la band inglese, che nel 2008 ha riportato in voga sonorità retrò à la Joy Division e non ha mai smesso di rivangare i favolosi anni ’80, nemmeno nel loro ultimo album. Uscito il 7 ottobre 2016, Friends è già stato ampiamente assimilato e apprezzato dai numerosi fan arrivati al Fabrique di Milano, il 14 novembre.

E’ proprio con il primo singolo del nuovo album che i White Lies danno inizio al loro attesissimo concerto meneghino. Le note di Take It Out Of Me sono accompagnate da luci al neon fuxia e gialle, che colorano il terzetto e il loro fidato tastierista, tutti rigorosamente in total black. La scaletta procede a ritroso nel tempo, passando per There Goes Our Love Again e l’oramai cult To Lose My Life, durante la quale l’atmosfera assume un tono cupo tanto quanto il brano, fra nebbia e tenebra; ma presto si ritorna al nuovo album e al suo secondo singolo, Hold Back Your Love. Molto ben equilibrata, la scaletta fa avanti e indietro tra i quatto album del gruppo: la struggente Unfinished Business, la contorta E.S.T e The Price Of Love (che la band è tornata a suonare dal vivo dopo 6 anni) riportano al 2009; si passa per il 2011 grazie a Streetlights, dove la voce di Harry sembra abbandonarlo, ma il suo assolo di chitarra alla fine del brano fa dimenticare gli acuti mancati; mentre nel 2013 ci si arriva con l’aiuto di Getting Even. Non mancano, ovviamente, anche i brani contemporanei: Is My Love Enough? e Don’t Want To Feel It All, accompagnano l’apprezzatissima Morning In L.A., ultimo singolo estratto da Friends e nuovissimo video fresco di uscita su youtube.

Il pubblico accoglie calorosamente ogni singolo brano, non c’è distinzione fra i più datati e le nuove uscite, la ricezione dei fan è sempre positiva, fra cori e mani battute a tempo; però è con Death che il Fabrique di Milano esplode in qualcosa che va oltre la semplice musica, per sfiorare quasi lo spirituale. Il brano è stato strategicamente scelto come chiusura della prima parte di live, e riadattato con una versione ancora più coinvolgente, che ha fatto davvero fremere il pubblico, divenuto molto più che impaziente durante i pochi minuti di attesa prima dell’encore.

Big TV apre il bis dei White lies, facendo surriscaldare i fan, che hanno il tempo di riprendersi durante Come On, brano lento del nuovo album. Subito dopo, però, non ci sono più scuse per chi non si era ancora unito ai cori, perchè è il momento dell’ultimo pezzo del concerto e di uno dei brani più apprezzati: Bigger Than Us.

E’ vero, il Fabrique non è sold out ed è stato dimezzato, ma la forza dei White Lies (Harry compreso, nonostante la sua voce azzoppata dall’inverno) e l’amore dei loro fan, annientano gli spazi vuoti riempendoli di pura energia. Poche band riescono a entrare così bene in empatia con il proprio pubblico.

Complimenti a Jack, sempre in disparte e solitario con la sua batteria; a Charlie e le sue dita spedite che pizzicano il basso con grande maestria; e a Harry che nonostante il mal di gola è riuscito a stregare tutti con la sua voce profonda e i suoi sorrisi sinceri.

Un ottimo live, come sempre, e tanto amore, vero.


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