Afterhours, la recensione del concerto

Afterhours, la recensione del concerto

Di: Orazio Di Bella

In un Alcatraz completamente gremito tornano in scena gli Afterhours che fanno tappa a Milano per proporre il loro Folfiri e Folfox tour

Manuel Agnelli,  forte della popolarità arrivata dopo aver partecipato ad X Factor come giudice,  insieme alla sua band propone uno spettacolo degno del loro nome. 
Le luci si spengono e dopo la performance di Andrea Biagioni,  rivelazione del talent e pupillo di Agnelli,  arrivano loro.
Si parte con “Né pani né pesci”. I suoni sono come al solito potenti e si incastrano tra distorsioni e violini. 
Agnelli e company passano da brani nuovi a quelli passati senza paura e con coraggio. 
Qualcuno dal pubblico chiede “Strategie” ma lui invita il fan in questione a rilassarsi, che tanto non la farà.
L’apice si raggiunge con “Bye Bye Bombay” e tra i volteggi del microfono di Agnelli e i suoi balletti, lo show prosegue con una cover di “Star trooper” di Bruce Springsteen con il supporto di Biagioni tornato sul palco. 
La scaletta viene modificata con l’aggiunta di “Ballata per piccola iena” e “Costruire per distruggere”.
Il concerto finisce e ce ne andiamo a casa felici di aver assistito a uno spettacolo con la S maiuscola 

Tags assigned to this article:
afterhoursalcatrazconcertomilanorecensione

Related Articles

Wolfmother, la recensione del live

Per una ragazza nata sul finire degli anni ‘80 l’emozione di un vero concerto hard rock è una cosa quasi

OVO: live report 28 Marzo, Magnolia

Grazie ad una tessera arci dimenticata a casa riesco nell’impresa di perdermi i Fuzz Orchestra per la terza volta di

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.