Elle, la recensione del film

Elle, la recensione del film

Isabelle Huppert non ha vinto l’Oscar per “Elle” perché questo film è troppo politicamente scorretto per una certa America bigotta. Ha invece vinto l’Oscar una ragazza per bene e piena di sogni come quella interpretata da Emma Stone. Perché l’America di oggi ha bisogno di speranza a causa di Donald Trump. Michèle, invece, è una donna di ferro, che dice tutto quello che vuole quando vuole, che fa sesso con chi vuole e quando vuole. Una che non le manda dire, una che tradisce con fierezza, una che ferisce con apparente indifferenza. Perché se ti ritrovi un passato alle spalle come il suo, è già tanto se non ti sei uccisa o se non sei finita alcolizzata o tossicodipendente. Il padre è uno psicopatico assassino, che ha ammazzato una ventina di persone, mica una, e perché? Così, perché gli andava, perché certe persone gli avevano impedito di fare il segno della croce sulla fronte dei propri figli. Succede. E Michèle lo ha anche aiutato a bruciare i vestiti una volta tornato a casa tutto insanguinato. Non è stato facile per lei liberarsi di quell’uomo, e non si è mai liberata dell’odio per quell’uomo, che infatti non è neanche mai andata a trovare in carcere.
E da qui il suo cinismo. Perché Michèle è una donna fredda, che nulla sembra turbare, neanche uno stupro in casa sua in pieno giorno, neanche le botte di un uomo con il passamontagna che la penetra con violenza. Anzi, a ripensarci, forse le è pure piaciuto. Ma qui non riveliamo di più.“Elle” è un film di perversione, un film che ci ricorda quanto la Francia sia laica, quanto sia assolutamente NON buonista, e Michèle è l’emblema di quel Paese, di quel modo di vivere libero, senza troppa morale.
No, Isabelle non poteva vincere un Oscar in America con un film che comunque ci ricorda l’indimenticabile “La pianista”. Meryl Streep non girerebbe mai una scena mentre si masturba affacciata alla finestra spiando con il binocolo il vicino di casa figo, non esiste, non è accettabile. Sia chiaro, due Golden Globe glieli hanno dati, uno come miglior attrice, uno per miglior film straniero. E poi ha vinto anche due César, ovviamente, sempre come miglior film e miglior attrice, ma l’Oscar era troppo. Era La La Land il film del momento, il film di cui l’America aveva bisogno.
Isabelle Huppert è troppo per l’Academy: troppo brava, troppo libera, troppo. Nella vita vera vige l’ipocrisia. Tradire è sbagliato e basta. Godere nell’essere stuprata è una cosa che non si può neanche pronunciare. Provare gusto nell’andare a letto con il marito della propria migliore amica e ogni tanto andare a letto pure con lei, è inconcepibile, anche se poi spesso le fantasie sessuali delle persone superano l’immaginazione di oggi scrittore.
E Verhoeven è un regista che stupisce, indubbiamente. “Elle” è un film d’autore come si deve, nonostante il regista abbia girato cose come Robocop e Starship Troopers-Fanteria dello spazio, ma senza dimenticarci di Basic Istinct. Perché quando uno è bravo si può permettere di fare di tutto, di variare. E magari anche l’Huppert un giorno potrebbe girare un film comico, perché no? Durante la proiezione di “Elle”, il personaggio di Isabelle è riuscita a far ridere, in maniera un po’ grottesca, certo, con quel sarcasmo che difende da infiniti patimenti, ma lo ha fatto. Il film non è un film allegro, è un film pesante, che nasconde trame intrise di disagio, ma ci ricoda che in fondo bisogna imparare a prendere la vita un po’ come viene, anche ridendoci su, nonostante tutto, senza mollare mai, soprattutto se si è vittime della vita, se si è sofferto non per colpa nostra. Michèle è una donna con le palle, una donna coraggiosa, un esempio per molte femmine, nonostante le sue perversioni. Perché l’importante è imparare a farsi amico il lato d’ombra che attanaglia ognuno di noi, e farlo il prima possibile, per andare avanti, per vivere sempre e comunque l’unica vita che ci è stata data, ancora più se non si crede in nessun Dio.

Trailer

USCITA 23 MARZO 2017

DOPO IL SUCCESSO DI PUBBLICO E CRITICA AL FESTIVAL DI CANNES

E I NUMEROSI PREMI TRA CUI IL GOLDEN GLOBE PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO E LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

E IL CÉSAR PER IL MIGLIOR FILM E LA MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

 
Un film di

Paul Verhoeven

 

con

Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Virginie Efira

 

 

 

 



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