La vendetta di un uomo tranquillo – recensione del film.

La vendetta di un uomo tranquillo – recensione del film.

Tarde para la ira, ovvero tardi per la rabbia, è il titolo originale del primo film da regista per Raúl Arévalo, un thriller drammatico che parla di un sentimento primordiale: la vendetta. Tradotto in italiano con il titolo di La vendetta di un uomo tranquillo, titolo quasi spoilerante, il film ha vinto ben 4 premi Goya ed è apparso anche in alcuni Festival internazionali (Venezia e Toronto).

Sinossi: Madrid, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione. José è un uomo chiuso e solitario, che non sembra trovare il suo posto nel mondo. Una mattina di inverno si reca nel bar gestito da Ana e da suo fratello e da quel giorno la sua vita si intreccia con quella degli altri frequentatori abituali del bar, che lo accolgono come uno di loro. In particolar modo è Ana a vedere nel nuovo arrivato una speranza per la sua penosa esistenza. Scontata la pena, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, trova una donna confusa e insicura e si troverà a dover affrontare un uomo che, distruggendo le sue aspettative, cambierà tutti i suoi piani.

“Una delle sfide è stata quella di ritrarre tutto con il più grande realismo possibile. Affrontare la violenza dal mio punto di vista: asciutto, crudo, così com’è nella vita reale. E volevo farlo per mezzo di una trama strutturata e piena di intrighi, unendo la ricerca di realismo e la credibilità con il ritmo e la spettacolarizzazione, propri del film di genere. Il tutto tenendo sempre alta l’attenzione dello spettatore.” Sono le parole del neo-regista spagnolo, che è riuscito in pieno nella sua sfida. Questo thriller molto grezzo a livello tecnico, ha una sceneggiatura (curata dallo stesso Arevalo) precisa e pulita, che indaga a fondo la psicologia del protagonista, José. Il contrasto fra la grezzezza della rappresentazione e la perfezione della sceneggiatura mette in risalto non solo i dialoghi, ma ogni azione dei protagonisti, ogni loro sguardo.

José è un personaggio assolutamente affascinante: freddo, introverso e riservato, in evidente contrasto con il resto dei personaggi che abitano i luoghi del film. Inizialmente chiuso e con un alone di mistero che lo circonda, il protagonista cresce insieme al film, fino ad aprirsi totalmente e a rivelare il suoi sentimenti più viscerali e reconditi.

Se la vendetta è un piatto che va servito freddo, non c’è davvero persona più fredda di José, almeno all’apparenza. Più José si apre con Ana, più la trama si sviluppa; più il film procede, più José improvvisamente cambia e da persona passiva diventa attiva. Così come il protagonista, anche la violenza nel film è fredda, pulita e decisa, a volte perfino nascosta, e anche se il sangue cola a fiumi, la violenza più feroce è quella psicologica.

La vendetta di un uomo tranquillo è un’ottima opera prima e un ottimo film di genere, credibile e spettacolare, ed anche se fa un po’ fatica ad ingranare, una volta azionato vi lascerà a bocca aperta.Una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all’altro, caricata a rabbia repressa e odio.

Non perdetevelo, dal 30 marzo al cinema.

 



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